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sabato 24 giugno 2017

Seguiamo la dichiarazione di voto di Donatella Buonriposi: Tambellini Sindaco

Elettori e sostenitori della Candidatura di Donatella Buonriposi,
Candidati delle Liste Lei Lucca e Rinascimento sia, 
domenica si eleggerà il nuovo Sindaco di Lucca 
scegliendo fra Santini e Tambellini.

Donatella Buonriposi, ha pubblicamente annunciato 
che voterà 
Alessandro Tambellini.

Lo stesso hanno annunciato la Lista di Vittorio Sgarbi e le componenti nelle nostre Liste, 
UDC, Democrazia Solidale, Socialisti Riformisti. 

Tutti insieme facciamo contare di più la nostra visione sulla città, 
come sancito nel Programma delle nostre Liste 
Lei Lucca e Rinascimento sia, che hanno sostenuto 
Donatella Buonriposi.

Domenica andiamo a votare:

Votiamo compatti quale Sindaco di Lucca.

ALESSANDRO TAMBELLINI  




venerdì 9 giugno 2017

Manifesto per il Turismo a Lucca, con Vittorio Sgarbi e Donatella Buonriposi

La Lista di Vittorio Sgarbi “Rinascimento sia” che sostiene Donatella Buonriposi, per Sindaco presenta il suo Manifesto per il Turismo a Lucca 2017-2022 con 10 punti.

1.      Tutte le competenze della promozione e informazione, culturale, economica e turistica del Comune di Lucca, dovranno passare all’Opera delle Mura il cui Statuto sarà adeguato ai nuovi compiti.
2.      All’Opera delle Mura passeranno i dipendenti Comunali e di Itinera previa valutazione delle competenze. Il Dirigente sarà persona nuova e diversa e con competenze professionali specifiche. Itinera sarà messa in liquidazione.
3.      All’Opera delle Mura saranno trasferite il 70% delle entrate della Imposta di Soggiorno, per la gestione dell’informazione e comunicazione della città.
4.      L’attività dell’Opera delle Mura in questo specifico settore sarà orientata alla diffusione di informazioni culturali, turistiche, di eventi di ogni settore a sostegno dell’immagine di Lucca nel Mondo, soprattutto con le nuove tecnologie informatiche sul web e con news letter, anche in collaborazione con le organizzazioni di categoria, le professioni, le associazioni culturali. Programmi specifici di promozione in Italia e all’estero saranno concordati con le strutture regionali del settore.
5.      L’Imposta di Soggiorno verrà abolita per il terzo pernottamento nelle ns. strutture turistiche e del 50% sul secondo pernottamento. Rimarrà piena solo sulla prima notte.
6.      La Tassa sui Bus Turistici, sarà abolita per tutti i gruppi che soggiorneranno nelle strutture turistiche del Comune, ridotta del 50% per quelli che si avvarranno di Guide del ns territorio o utilizzeranno servizi delle ristorazione nell’ambito del comune.
7.      Le competenza amministrative sul turismo rimarranno agli uffici comunali preposti e sarà potenziato un servizio ispettivo per il contrasto dell’abusivismo, comunque mascherato.
8.      Il Comune in accordo con le categorie del settore, provvederà a redigere una  identificazione delle strutture turistiche commerciali divise secondo quanto indicato dalla legge regionale, per avere uno strumento aggiornato della situazione e di controllo sul rispetto delle norme di legge, anche individuando un sistema di valorizzazione delle varie situazioni presenti.
9.      Il Comune ricercherà convenzioni con Istituti Bancari cittadini e/o enti regionali, per offrire possibilità di ristrutturazioni e adeguamenti a tassi agevolati delle strutture turistiche, al fine di migliora l’accoglienza turistica a Lucca.
10.  Il Comune cesserà ogni attività economica diretta concorrenziale con servizi privati esistenti e ricercherà con essi forme di compartecipazione per istituirne di nuovi o di migliorare quelli esistenti..

L’Opera delle Mura, non ha costi di funzionamento degli organi, dovrà diventare una nuova agenzia, per la comunicazione e l’informazione turistico-culturale.
Proporremo Vittorio Sgarbi come Presidente Onorario dell’Opera delle Mura.

                                  Francesco Colucci, presentatore  della Lista Rinascimento sia.





martedì 23 maggio 2017

Salvini e Santini due anime in un nocciolo

“Punire chi fa l’elemosina” questa è la proposta choc di Santini ad un recente dibattito. Che l’accattonaggio molesto debba essere contenuto soprattutto nei pressi dei parcheggi a pagamento è anche la posizione della nostra Lista “Buonriposi-Rinascimento sia” che si rifà al bello di Vittorio Sgarbi. Farlo perseguendo chi dona volontariamente una elemosina fa il paio con la proposta di Salvini delle ruspe per i campi nomadi. L’accattonaggio molesto si deve contenere con una maggiore e migliore vigilanza e controllo dei Vigili Urbani e delle forze dell’ordine. Ormai  Santini è sempre più vicino a Salvini e al suo estremismo. Punire gli atti di misericordia è atroce come risolvere con la ruspa il problema dei campi Rom. Per questi ultimi va preso atto che una parte di essi è ormai residente da molti anni a Lucca e che quindi l’integrazione è ormai l’unica strada per smantellare tali campi, sistemando man mano le famiglie in strutture fisse, pretendendo l’obbligo scolastico per i figli e il rispetto delle regole e delle leggi per tutti. Per i veri Nomadi, quelli che sono in transito e poi ripartono si devono applicare le disposizioni di legge che valgono per i turisti in arrivo a Lucca e che, sia che soggiornino in un campeggio o in un Hotel a 4 stelle, debbono consegnare all’arrivo un documento di identità che deve essere trasmesso alla Questura. Ugualmente deve essere fatto per i Rom in arrivo, attraverso un controllo scrupoloso e giornaliero dei nuovi arrivi, in maniera che la Questura possa valutare, come fa per i turisti, l’identità di chi soggiorna per qualche giorno da noi ai fini della sicurezza. Prevenire, educare,  aumentare il controllo del territorio, applicare fermamente le leggi, che invero ci sono, anche da parte della Magistratura, sono gli strumenti idonei per migliorare la sicurezza del cittadino: predicare l’odio, la discriminazione, il razzismo è odioso, oltre che pericoloso per risolvere il problema della sicurezza. 


giovedì 6 aprile 2017

Un comunicato di Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia

 
I partititi centrodestra che sostengono la candidatura di Remo Santini, a sua volta espressione di due liste civiche, analizzano e criticano i toni eccessivamente violenti usati in queste ore dal sindaco uscente Alessandro Tambellini e da altri esponenti della giunta da lui guidata nei confronti dello stesso candidato, che ha annunciato di non volerli più seguire su questa strada.

“Questa prima fase della campagna elettorale si sta caratterizzando per una ingiustificata e inedita violenza verbale della giunta uscente, Tambellini in testa, nei confronti di Remo Santini.
Se questo atteggiamento testimonia il nervosismo di una compagine che avverte il peso di un fallimento e il dissenso di molti cittadini, preoccupa una deriva in senso estremista di una serie di persone che a parole si presentano come moderati e interpreti della virtù della tolleranza.
Purtroppo così non è, Tambellini e compagni sono esattamente come tutti gli esponenti della sinistra : buoni e bravi, a patto che tu li veneri e non li contraddici mai. Se lo fai ricevi offese di varia natura, a seconda della convenienza.
La prima avvisaglia il 27 Marzo, giornata in cui Tambellini affidava a un comunicato stampa un pensiero sulla sua attività politica che non parla alla pancia delle persone, ma è ‘serena’, salvo poi lasciarsi andare, la sera stessa, a delle intemperanze verbali durante la riunione fra candidati a S.Vito, insultando Remo Santini ‘dici baggianate’ e utilizzando il refrain che non doveva candidarsi dopo avere fatto il caposervizio di un giornale. Questo aspetto, che sia il sindaco a decidere chi deve candidarsi e chi no è davvero inquietante. Il perché si veda come impedimento il fatto che Remo Santini abbia svolto il ruolo di caposervizio , a oggi, ci sfugge. Santini non solo ha tutto il diritto di farlo, ma ha titoli di merito e qualità importanti da mettere in gioco.
Prima era toccato a un candidato alla carica di consigliere comunale vedersi allontanato dal suo posto di lavoro al teatro del Giglio per presunto conflitto di interessi, ricevendo poi le insistite scuse del direttore del teatro, accortosi dell’enormità del fatto.
Arriviamo poi a Raspini, che fino a oggi aveva mostrato una faccia sorridente e comprensiva, poco utile per il compito che gli è stato assegnato. Raspini sfodera tutta la sua grinta e cattiveria solo per Remo Santini, bollandolo come ‘ inconsistente politicamente’ e anche di peggio.
Inutile dire che Raspini, se avesse avuto la stessa grinta che ha usato per Santini per contrastare crimine e degrado di Lucca oggi avremmo una città migliore, dovrebbe spiegare i tanti flop, compresa la gestione della polizia municipale e le assemblee deserte sul controllo del vicinato che hanno disseminato il suo percorso di assessore.
Raspini si è arrampicato sugli specchi in particolare su due temi, quello della raccolta dei rifiuti nel centro cittadino, che può essere svolta in orari più efficaci, e quello del vigile di quartiere come elemento per migliorare la sicurezza dei cittadini, che fanno parte del suo programma e che saranno attuati in caso di vittoria.
Al suo staff Remo Santini ha dichiarato di non voler scendere a questi bassi livelli e che da ora in avanti parlerà solo di programmi e progetti. Siamo d’accordo, ma non possiamo sopportare arroganza e ipocrisia di gente, come Tambellini e compagni, che dicono una cosa, affermano le loro virtù ma poi sono inutilmente aggressivi e violenti, almeno verbalmente. Un motivo in più per cambiare rotta.

FI, LN, FDI 

venerdì 31 marzo 2017

Il nome di Berlusconi sulle liste elettorali alle amministrative. Da Libero, Quotidiano.it


Da Libero, Quotidiano.it, pubblichiamo un articolo di oggi.
L'ordine è partito: Amministrative 2017, Berlusconi impone il suo nome sul simbolo di Forza Italia e liste alleate
Non c'è più spazio per posizioni ambigue o posizioni distanziate da Silvio Berlusconi all'interno di Forza Italia. L'ultima circolare spedita a tutti i dirigenti azzurri parla chiaro a proposito delle prossime elezioni Amministrative: nessuno potrà candidarsi con Forza Italia omettendo il suo nome sul simbolo elettorale. 
Il Cav ha deciso di tornare ai tempi d'oro, quando il suo nome era considerato decisivo quando appariva sulla scheda elettorale.
Come ricorda il Giornale, il 24 marzo scorso il tesoriere del partito, Alfredo Messina, e il responsabile dell'organizzazione, Gregorio Fontana, hanno diffuso le regole per far funzionare la macchina elettorale forzista. Di deroghe ai piani alti di FI non se ne vuole quasi sentir parlare, se non per casi davvero eccezionali per i quali bisognerà fare esplicita richiesta al Presidente.
Il primo a fare le spese di questo giro di vite è stato l'ex Pd Fabrizio Ferrandelli, candidato sindaco a Palermo come indipendente che sperava di fare a meno del simbolo di Forza Italia. La stretta del Cav non tocca infatti solo chi corre sotto le insegne del suo partito, ma quella folta pattuglia di nuovi arrivi in fuga da Matteo Renzi e Angelino Alfano, oltre a qualche corrente leghista e i vari "indipendenti". Berlusconi ha tutte le intenzioni di impegnarsi in prima persona per il voto dell'11 giugno, la legge Severino non gli permetterà di candidarsi fino al 2019, ma la sua rincorsa è già cominciata.

Tornerà cosi???


martedì 7 marzo 2017

Repetita iuvant

L'Informatore pubblica l'intervista a Marcello Pera, fatta dalla giornalista Barbara Antoni e pubblicata sul Tirreno circa un mese fa. 
L'attualità e la chiarezza sono immutate ed sono la migliore risposta agli squallidi avversari di Libera Lucca che travolti dal progredire del  Progetto per il Rinascimento di Lucca che continua a crescere nella società lucchese, cercano ancora di pescare nel torbido.....e pensare che per pescare nel torbido basterebbe che si soffermassero a vedere chi c'è alle loro spalle. francesco colucci

«SOGNO UNA LUCCA FIERA AMMINISTRATA DA UNA DONNA». Marcello Pera (LiberaLucca) invita i vertici locali di Forza Italia a fare autoanalisi. Non appoggerà Santini: «La sua candidatura è prematura e coraggiosa».
di Barbara Antoni
LUCCA. Di ritorno a casa dopo quindici anni di vita quasi esclusivamente romana, assorbito da impegni di governo, politici, culturali, si è rimesso subito al lavoro. Si è posto l’arduo compito di «risollevare Lucca, farla tornare fiera di sé, ne sono innamorato. È una città moderata che non ama esporsi, ma ha sempre avuto fierezza, è sempre stata autonoma, anche con le amministrazioni di sinistra. Ora la trovo ripiegata. E non è solo per la crisi che sta attraversando l’Italia, ma anche per una crisi solo sua».
Marcello Pera, 74 anni, senatore emerito della Repubblica, seconda carica dello Stato dal 2001 al 2006 a fianco di Silvio Berlusconi oltre che docente universitario, ha mantenuto fede all’impegno che gli era stato chiesto, come racconta, tornando a Lucca. Prima fondando il comitato LiberSì in vista del referendum costituzionale, poi - adesso - dando vita a LiberaLucca, un movimento, finora, da cui potrebbe scaturire un candidato sindaco. «Non io, semplicemente perché non ho più l’età», dice. Piuttosto, vedrebbe bene una figura femminile alla guida della città: «Mi piacerebbe una donna, finalmente. Pensi che bello!».
Informale in maglione, parla in esclusiva a Il Tirreno dallo studio nel suo elegante attico lucchese. Per tutto il suo entourage era ed è “il presidente”.
Professor Pera, perché vede una Lucca “ripiegata”?
«Rientrando l’ho trovata più degradata. È aumentato rispetto a quindici anni fa lo scivolamento del centro politico da Lucca a Firenze, una sottomissione politica e decisionale importante da Lucca alla Regione Toscana. Il mio progetto del lotto zero per la circonvallazione fu bocciato dalla Regione oltre che da tanti a Lucca. La candidatura di Tambellini è stata decisa dalla segreteria regionale del Pd: un commissariamento. A fronte di tutto ciò che ha preso, la Regione non ha dato niente a Lucca: cessione di sovranità senza alcun ritorno. Una Regione matrigna, basti vedere la sanità, in cui Lucca aveva un’antica tradizione, o le difficoltà con cui dobbiamo fare i conti ogni giorno per spostarci. In treno per raggiungere Firenze ci vuole più tempo che da Firenze per arrivare a Roma. Bisogna farsi sentire».
Così si è rimesso in gioco. Ha trovato però l’humus politico, la volontà pari alla sua di impegnarsi?
«Troppo presto per dirlo. Mi rivolgo ai professionisti, agli imprenditori, ai pochi commercianti rimasti. Mi sono dato metà febbraio come deadline: poi inizierò a fare un bilancio delle adesioni al mio appello e faremo tre iniziative pubbliche su tre grandi problemi della città: la prima su centro storico, turismo e cultura; la seconda sul rapporto che hanno i nostri giovani con la città, se la vedono solo per il Summer Festival o se la vivono; la terza sulla sanità. Se i convegni avranno successo allora andremo avanti e penseremo a un candidato, anzi a una squadra, se la città lo richiede».
Cosa pensa della candidatura per il centrodestra e i suoi movimenti civici di Remo Santini? L’appoggerà?
«Mi ha chiesto un incontro e ci siamo visti. La sua candidatura in questi termini la considero prematura e coraggiosa: è uscito allo scoperto senza una dichiarazione ufficiale di sostegno dai partiti. Oltretutto nel centrodestra il quadro non è definito a livello nazionale. C’è un problema fra Forza Italia e Fratelli d’Italia. E se nella Lega prevalesse l’asse Salvini-Zaia rispetto a Maroni? Ho presentato queste osservazioni a Santini ma lui mi ha detto che si sarebbe candidato comunque perché si prepara da una vita. Questo “comunque” rende difficile qualsiasi discussione, è “divisivo”. Scendendo sul piano locale: ho visto che Marco Chiari, assessore nella giunta Favilla, è passato a Fdi: altro segnale che tutto adesso è prematuro, che siamo solo all’inizio di un percorso. Beato quell’autocandidato».
Come vede il centrosinistra?
«La situazione è fluida. Penso che la scissione non ci sarà, che non si andrà a elezioni anticipate. La spaccatura invece ci sarà e potrebbe avere ripercussioni anche sul piano amministrativo locale. L’accordo di Firenze per Tambellini non mi pare solido e non è stato digerito dal Pd lucchese di marca renziana. Matteo Garzella è già un caso di divisione, che magari fra due mesi scompare ma oggi c’è. Centrodestra e centrosinistra sono in fase di ebollizione. Quindi è coraggioso Santini a scommettere su un’unità che non ci sarà».
Lei si è speso per il sì al referendum del 4 dicembre. Non è che si è avvicinato a Matteo Renzi?
«Il Pd renziano era nato come coalizione del centrosinistra tradizionale dagli anni Sessanta in poi: era più facile avere convergenze con me, come col referendum. Un grande errore per l’Italia averlo bocciato: ha avuto forti ripercussioni in Europa, sui mercati. Oggi in Italia non si può andare a votare perché non c’è una legge: è assurdo. E quando ci sarà una legge non si potrà andare a votare perché c’è ancora il Senato che deve dare la fiducia al governo. Invece la riforma lo eliminava: un vantaggio enorme. Se si va a votare col sistema omogeneo ci saranno oltre quattro milioni di elettori che votano per la Camera e non per il Senato: significa maggioranze diverse. Si tornerà a comprare i senatori, come facevano Berlusconi e Prodi. Sul referendum c’era convergenza tra me e Renzi, ma mentre io portavo voti per il sì lui andava in televisione a perdere voti. Avevo parlato con alcuni suoi ministri, li avevo avvertiti che sarebbe finita così se avessero continuato. A Lucca se il no ha vinto con margine ridotto è grazie a me che mi sono speso alla grande per spiegare alla gente i contenuti della riforma: è un risultato mio, non del senatore Andrea Marcucci. Ora il paese è in brutte acque. E se il Pd si spacca la situazione diventa balcanica e consegniamo il Paese al Movimento 5 Stelle».
Ha contatti con esponenti di governo, a Roma?
«Dopo la batosta che ancora mi duole della sconfitta elettorale ho perduto i contatti. Avevo detto in campagna elettorale che si era formata una prateria tra lepenisti e Pd, quell’elettorato che era di Fi ma che Fi ha perduto scadendo di credibilità. Dovrebbe nascere una liberaldemocrazia che potesse allearsi con il centrosinistra: sono milioni di elettori, tanti quanti Fi ne ha perduti. Il partito della prateria: se avessi vent’anni di meno lo fonderei io».
Si sente ancora con Berlusconi?
«È già un po’ che non ci parlo di politica. Mi telefonò quando presentai il libro (Diritti umani e cristianesimo, del 2015, ndr). Non capisco più le sue scelte politiche. Immagino che la stessa cosa lui la pensi di me. Penso che adesso a Lucca Fi non sia rappresentativa».
I partiti del centrodestra tradizionale, a Lucca, sembrano avere preso una linea: stare in retroguardia, mandare avanti il “civismo”.
«Il civismo è la maschera che assume la crisi dei partiti, ed è perdente. Ci sono due tipi di liste civiche: quelle nate per avere un assessore e quelle per avere la società civile nella pubblica amministrazione. La seconda è più difficile ma più ambiziosa: i lucchesi che vogliono amministrare se stessi».
E il secondo tipo è quello del suo progetto.
«Sì».
E se la Lega, per effetto della situazione liquida di cui parlava, condividesse lo spirito di LiberaLucca?
«Non credo proprio. La Lega ha escluso di avere rapporti con me. Piuttosto mi aspetto una posizione ragionevole da Fi. Oltretutto, la maggior parte dei suoi dirigenti sono confluiti in LiberaLucca. Quindi il coordinatore provinciale Maurizio Marchetti rifletta. Filippo Candelise, Moreno Bruni con Agenda 2.0: i più giovani di Fi hanno scelto di credere in LiberaLucca. E ho fiducia in un gruppo di giovani che si sono ritrovati in LiberaLucca e che non hanno mai fatto politica. Ho affidato a loro l’organizzazione del convegno sul rapporto tra i giovani e Lucca, voglio vedere come si muovono».


Carlo Bini e la Lucchese

Un caro amico, appassionato, coraggioso, competente è stato nominato nuovo Amministratore Unico della Lucchese Libertas 1905.

Voglio augurare a lui e a tutta la nuova dirigenza, finalmente lucchese, le migliori fortune a loro e al sogno sportivo che hanno deciso di portare avanti con tanto coraggio e determinazione.

Spero che i cittadini di Lucca e del contado vogliano dare una mano a tenere in piedi la società sportiva più amata da tutti noi, contribuendo per quanto ognuno possa, acquistando azioni e pagando il biglietto alle partite.
Vorrei proporre che anche chi per poca passione o per l'età avanzata non possa andare alla stadio, di acuistare ugualmente ogni domenica il biglietto, magari anche della sola curva, per far sentire una vicinanza, piccola ma concreta a Carlo Bini e ai suoi solidali della Lucchese Partecipazioni.

In bocca al lupo, Carlo e sempre viva la Pantera, della quale, tanti anni fa sono stato nel CdA, con Grassi, Presidente Maestrelli, fino all'ascesa in serie B e questo è l'augurio che faccio a tutti noi.

francesco colucci


 















venerdì 3 marzo 2017

Grande successo di idee e di pubblico al Convegno con il Presidente dell'ENIT

Una poliedrica e scintillante Evelina Christillin ha incanto un attenta e nutrita platea al Convegno, promosso da Libera Lucca su "Turismo e Sport, economia delle città d'Arte".
Una brillante Donatella Buonriposi, ha gestito il dibattito con la consueta maestria e professionalità.
Fra il folto pubblico assiepato in fondo alla sala, una volta occupati i 110 posti a sedere della magnifica saletta della Casa del Boia, molti operatori, insegnati, sportivi, appassionati ma anche tanti giovani che  sanno di dover puntare sulle professioni del turismo e dello sport per il loro futuro lavoro.
In sala anche l'imprevista ma gradita presenta del Ministro lucchese all'Istruzione del Governo Renzi, Stefania Giannini, che ha fatto anche un intervento molto applaudito.
La prolusione di Evelina, come ha voluto essere chiamata, ha spaziato fra i suoi impegni nazionali e internazionali dal turismo, ove è Presidente ENIT, lo sport come membro della FIFA e dell'UEFA, nella cultura come Presidente del rinnovato Museo Egizio di Torino, nei grandi eventi come Presidente allora del Comitato Organizzatore delle Olimpiadi Invernali di Torino magistralmente realizzate nel 2006.
Un approfondito intervento che ha riscosso grandi applausi dal folto pubblico presente.
A seguire, nella Tavola Rotonda, è intervenuto il Prof. Calabrese, manager di una importante società lucchese di servizi turistici, che ha evidenziato alcuni dei principali problemi dell'accoglienza al turista a Lucca. Poi Ilaria Del Bianco, Presidente dei Lucchesi nel Mondo e dell'UNAIE, ha parlato dei problemi del turismo di ritorno, dei figli e nipoti, dei nostri emigranti, che vogliono tornare nei luoghi di nascita dei loro avi.
Il Direttore Provinciale della Confesercenti Valentina Cesaretti ha parlato delle criticità della nuova legge regionale del turismo, soprattutto per quanto riguarda la mancanza di un "governance" chiara e strutturata dopo la cancellazioni delle APT Toscane e del ruolo nel turismo delle province. In sala presente con alcuni operatori, il nuovo Presidente della Confesercenti, una organizzazione giovane a Lucca, ma che sta diventando maggioritaria in molti settori.
Appassionato l'intervento dell'Arch. Simona Velardi, che gestisce la Domus Romana a Lucca, perché sia ricercata e trovata una sinergia della promozione turistica fra pubblico e privato.
Infine la Preside dell'Istituto del Turismo a Lucca, Prof. Daniela Venturi che ha illustrato con foga ed amore, le nuove iniziative portate avanti anche nella nuova esperienza di scuola-lavoro che proprio il Ministro Giannini ha valorizzato durante la sua esperienza di Governo.
Al termine degli interventi alcune risposte del Presidente dell'ENIT, che si è complimentata per la profondità e la vivacità del dibattito.
Prima delle conclusioni è intervenuto dal pubblico il Presidente del Panathlon che ha evidenziato fra gli applausi, le gravi carenze della città di Lucca, per gli impianti sportivi.
Le conclusioni di Marcello Pera, arguto e preparato come sempre, hanno spaziato fra le esigenze dello Sport e del Turismo, del lavoro giovanile, della necessità di implementare la resa economica di questi settori importanti per la nostra città.
Nel concludere Pera ha spiegato nuovamente il perché di questi Convegni di ascolto ed approfondimento con personaggi importanti delle città, al di là delle loro connotazioni politiche ma anche di importanti personalità impegnate a livello nazionale ed internazionale.
Pera ha detto che solo l'unione delle migliori intelligenze della città possono dare risposte adeguate ai tempi difficili che stiamo vivendo, anche nella futura amministrazione comunale. Ha poi annunciato che altre iniziative, come le due già fatte con successo, molto probabilmente saranno realizzate, se i suoi amici di Libera Lucca avranno la forza organizzativa necessaria.

francesco colucci  


mercoledì 1 marzo 2017

Angelini: sottratti oltre 980 mila mq di territorio rurale


LUCCA – Impegnato tutto il giorno, come sono, a inventar frottole sul Piano strutturale e a costruire bugie e insinuazioni contro l’assessore Mammini, mi permetto di inviare ai giornali, nel frattempo, alcune precisazioni, che forse possono essere utili per i pochi interessati, relative alle quantità edificative.

Infatti, per quanto riguarda le aree che noi di Governare Lucca riteniamo aree rurali impropriamente inserite nel territorio urbanizzato e che i nostri esperti hanno finito di misurare, informo che si tratta di 166.000 mq per le 40 richieste contenute nell’Osservazione 198 di Governare Lucca, e 815.000 mq per le mie 138 integrazioni all’Osservazione 198, in discussione stasera in Consiglio; in totale 981.000 mq di territorio rurale sottratto dal piano strutturale alla sua funzione naturale, come riconosciuto anche dalla carta del regime dei suoli della Regione del 2013. Spero di trovare il modo di mettere in rete questi dati, in modo che tutti siano in grado di giudicare con la propria testa.

La Giunta, nella persona del Sindaco Tambellini e dell’assessore Mammini avevano però obiettato, nella seduta di mercoledì 22 u.s., che loro, con il Piano strutturale, avevano pur recuperato 1.000.000 di mq, che erano stati trasferiti, perciò, da terreno edificabile a terreno rurale e avevano promesso di portare in Consiglio la documentazione il giorno successivo. I giornali , almeno alcuni, avevano riportato la notizia con grande rilievo.

Poiché tutto ciò non era avvenuto, mi ero permesso il 23 u.s. di chiedere al riguardo, con l’accesso agli Atti, la documentazione promessa. Oggi ho ricevuto dall’ing. Giannini, la seguente comunicazione: si precisa al Consigliere Angelini, “che non sono agli atti degli uffici analisi, dati, informazioni in termini di superficie fondiaria e lotti di terreno, riconducibili a quanto richiesto, sia in relazione alle elaborazioni concernenti il nuovo Piano Strutturale, sia in relazione ad altre attività svolte dagli uffici”.

Poiché non posso pensare che al Sindaco Tambellini e all’Assessore Mammini, ne devo dedurre, evidentemente, che il dirigente Antonella Giannini si sia messa anche Lei, come me, a dir bugie.


Piero Angelini


martedì 24 gennaio 2017

Agenda Lucca si schiera con Marcello Pera

L'informatore ha ricevuto questo comunicato da Agenda Lucca e lo pubblica per la rilevanza che questa decisione avrà sulla scena politica lucchese per l'elezione del Sindaco di Lucca

"I componenti di Agenda per Lucca, nella quasi totalità, hanno deciso di dare vita ad un nuovo movimento civico che si chiamerà
Agenda 2.0.
Agenda 2.0 ha deciso di collaborare al progetto civico Libera Lucca del Presidente Pera in vista delle prossime elezioni comunali, per costruire un’importante aggregazione dei movimenti
civici in alternativa a questa amministrazione ed individuare un candidato unitario rappresentativo della società lucchese, che non sia solo espressione dei partiti politici."

Fin qui il Comunicato di Agenda 2.0: 
Marcello Pera ha ringraziato gli amici di Agenda per la decisione presa di sostenere il Progetto di Libera Lucca, teso a aggregare tutte le forze civiche che vogliono il Risorgimento di Lucca affossata da cinque anni di mala amministrazione di Tambellini, con un percorso condiviso che porti alla definizione prima di un Programma comune e poi alla scelta, tutti insieme, con le altre liste civiche e i Partiti, di una squadra di governo e del Candidato Sindaco, in una grande assisi aperta a tutta la società civica lucchese e a tutto il popolo del centro-destra. 



domenica 15 gennaio 2017

Il giornale "La Stampa" pubblica oggi questo articolo su Marcello Pera

Il possibile ritorno di Marcello Pera, da presidente del Senato a sindaco di Lucca

Uno dei professori che nel ’94 stava al fianco di Silvio Berlusconi, potrebbe dire sì a chi gli ha proposto di scendere in campo come candidato nella sua citt
Pubblicato il 15/01/2017
Ultima modifica il 15/01/2017 alle ore 13:30
Da presidente del Senato a primo cittadino di Lucca. Fra qualche giorno Marcello Pera, uno dei professori che nel ’94 stava al fianco di Silvio Berlusconi, potrebbe sciogliere la riserva e dire sì a chi gli ha proposto di scendere in campo come candidato sindaco della sua città. Una ridiscesa in campo dalla porta di ingresso della sua cittadina toscana. Chi conosce Pera e lo sente ogni giorno rivela alla Stampa che il «professore» avrebbe preso in «seria» considerazione l’ipotesi della candidatura perché «ogniqualvolta faccio due passi per le vie del centro in tanti mi chiedono di candidarmi come sindaco». La sua popolarità, è il ragionamento che in queste ore si sta facendo fra i partiti del centrodestra, «supera il perimetro dei moderati e potrebbe investire anche fette di elettorato di sinistra».  

L’idea  
Ecco su quali basi starebbe nascendo l’ipotesi di puntare sull’ex presidente di Palazzo Madama. Il ritorno di Pera passa da un lungo letargo iniziato nel gennaio del 2013. A pochi giorni dalla chiusure delle liste Pera decide di congedarsi dalla politica: «Mi faccio da parte senza mendicare e senza rivendicare». In una intervista ad Ugo Magri sulla Stampa mette a verbale che era la fine di una stagione politica: «Esce di scena la prima generazione di Forza Italia, quella che aveva creduto di poter realizzare insieme a Berlusconi la rivoluzione liberale in questo paese». Un passo indietro definitivo che lo allontana dai palazzi della politica e dall’entourage del Cavaliere per più di due anni. Nel febbraio del 2016 al letargo si aggiunge l’addio alla Capitale e il ritorno nella sua casa di Lucca: «A Roma ho già dato, sono io che torno con le mie carabattole a Lucca». Gli studi di filosofia restano la grande passione, ma Pera non perde di vista la politica e, in particolare, «quel ragazzotto di Firenze che guida Palazzo Chigi». Sottovoce l’ex presidente del Senato inizia a pensare che «Renzi è il nuovo Berlusconi, l’unico in grado di realizzare la rivoluzione liberale».  

Il sostegno al Sì  
Ad agosto scorso Pera decide di scendere in campo per il Si al referendum costituzionale al fianco di un altro professore della prima stagione di Forza Italia, Giuliano Urbani: «Abbiamo fatto una riflessione: perché perdere questa occasione? Questa riforma non è peggiore da quella firma da Calderoli». È attivissimo in tutto lo stivale, si reca a Londra al Carlton Club per sponsorizzare le modifiche della costituzionali «perché la riforma sulla quale voteremo ha il pregio di eliminare il bicameralismo paritario». Il suo è un tour de force fino al 4 dicembre. Nelle settimane della campagna referendaria Pera partecipa ad alcune iniziative organizzate dal leader di Ala Denis Verdini a favore della riforma costituzionale. L’intenzione è quella di far nascere un polo dei liberali all’indomani della vittoria del Si. Padre nobile dell’operazione, appunto, lo stesso Pera. La debacle del 4 dicembre non impedisce Verdini, che stima l’intelligenza e la preparazione di Pera, di puntare sul professore per un ruolo di ministro nel governo Gentiloni.  

Nessun commento  
In quei giorni frenetici Pera non si scompone. I cronisti lo rincorrono, ma lui non proferisce verbo. Alla fine però il partito di Verdini resta fuori dell’esecutivo e Pera non rilascia alcuna dichiarazione, nonostante per un attimo si sia visto al ministero dell’istruzione. Eppure Palazzo Orsetti non è il dicastero di viale Trastevere. A Lucca in tanti puntano le fiches sull’ex presidente del Senato. Da Fi a Fratelli d’Italia, lo stato maggiore del centrodestra locale sarebbe pronto a convergere sul nome di Pera. Dubbioso soltanto il Carroccio «per il suo Si al referendum renziano». Mentre da Arcore il Cavaliere avrebbe fatto filtrare un messaggio per gli alleati: «Lì Marcello è stimatissimo, sarebbe la nostra carta vincente». 


venerdì 13 gennaio 2017

Marcello Pera: Appello alla città.

In una affollatissima riunione dei sostenitori di Libera Lucca, a cui hanno partecipato molti volti nuovi  e anche le principali altre Liste Civiche, Marcello Pera ha fatto due importanti comunicazioni.
La prima: Libera Lucca sta crescendo in maniera vertiginosa, nei colloqui a due che sto conducendo" trovo sempre e solo nuove adesioni, nuovi importanti consensi".
La seconda: Sto preparando e ne parleremo poi insieme un appello alla Città, perché esca dal torpore e dalla rassegnazioni in cui cinque anni di Tambellini e di PD l'hanno prostrata.
Un appello perché le forze vive della città, senza discriminazione alcuna, preparino e attuino con noi, una grande rivoluzione culturale ed economica, un Risorgimento che sappia ridare a Lucca quegli stimoli, quelle tradizioni, quella volontà che l'hanno resa celebre e indipendente nel Mondo, per tanti secoli.
Una "Visione" per una rinnovata Lucca del terzo millennio.
Fin qui Marcello Pera, poi l'assemblea ha affrontato le questioni organizzative:
A fine mese si inaugurerà la nuova sede e verrà presentato il nuovo Simbolo.
Si rafforzerà il contenitore Libera Lucca, ma Marcello Pera diventerà anche il referente di quelle Liste Civiche, che condividendone le scelte, vorranno fare la strada insieme, mantenendo le loro sigle, per cui hanno lavorato anni.
Varato il nuovo Sito e il nuovo Blog Ufficiale di Libera Lucca.
Per quanto riguarda le candidature a Sindaco è stato confermato che da oggi saranno raccolte ufficialmente da Marcello Pera in colloqui a due e su di esse si aprirà, nelle prossime settimane, un percorso a 360° di condivisone, anche pubblico, per la scelta del Candidato che dovrà essere un volto nuovo.
Un volto veramente civico, non  logorato da troppi anni di esposizione mediatica e di scelte controverse.
Una pagina bianca da riempire insieme, avendo come obiettivo solo l'interesse di Lucca.
Per quanto riguarda i rapporti con i tre partiti del CD, massima disponibilità a rapporti corretti e positivi, ma rimane l'invito a non fare passi precipitosi e prematuri con candidature espresse con rappresentanze con poco seguito e soprattutto senza il conforto delle Liste Civiche e dalla società civile lucchese.