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mercoledì 28 settembre 2016

L'intervista di Marcello Pera al giornale "IL FOGLIO"

PUBBLICO LA PARTE ESSENZIALE DELLA INTERVSITA CHE IL GIORNALE "IL FOGLIO" A DEDICATO A MARCELLO PERA A PAGINA INTERA SULL'EDIZIONE DI IERI.

L'intervista completa la potete trovare su www.ilfoglio.it è ancora indicata fra le notizie più importanti.

Ho tagliato per ragioni di spazio le confutazioni di Pera alle ragione del No riportate dai principali leader della sinistra e della destra.

 

Appello contro il suicidio della destra

“Il no al referendum è il più grande tradimento che il centrodestra possa fare alla sua cultura politica”. Chiacchierata con Marcello Pera, ex presidente del Senato, che smonta (da destra) tutte le ragioni del no
di Claudio Cerasa | 27 Settembre 2016 ore 10:09

Marcello Pera è nato a Lucca il 28 gennaio 1943. Ex senatore di Forza Italia e Pdl. E’ stato presidente del Senato nella XIV Legislatura, tra il 2001 e il 2006
"Caro Berlusconi, ti voglio bene, come ti vogliono bene ancora milioni di elettori liberali sparpagliati in giro per l’Italia, ma arrivati a una certa età, e noi quell’età l’abbiamo raggiunta, non possiamo più raccontarci troppe frottole e dobbiamo dire le cose come stanno. E io te lo dico con il cuore, da uomo che ti ha seguito in tutto quello che hai fatto, da uomo che si è speso per costruire insieme con te un’Italia più moderna e se vuoi anche più libera. Te lo dico con sincerità: la battaglia sul referendum costituzionale che stai portando avanti non è solo un errore tattico ma è anche il tradimento di tutto quello che hai fatto e hai insegnato ai tuoi elettori durante la tua vita politica. Io mi ricordo di un movimento liberale, come Forza Italia, nato per riformare la Costituzione, per semplificare il sistema istituzionale del nostro paese, per superare il bicameralismo perfetto, e non capisco come sia possibile, per chi ha la nostra storia, ritrovarsi a condividere le stesse idee dei nostri nemici storici. Caro Silvio, ripensaci, sei ancora in tempo, non buttare via tutto quello che hai fatto”. Lo dice tutto d’un fiato Marcello Pera, filosofo, politico, ex presidente del Senato, ex senatore di Forza Italia e Popolo della libertà tra il 1996 e il 2013, e lo dice rivolto al fondatore del centrodestra italiano, Silvio Berlusconi.
  
Qualche giorno fa Marcello Pera, insieme con Giuliano Urbani e un gruppo di liberali, ha inaugurato un comitato impegnato per il sostegno del “sì” alla riforma costituzionale e l’idea dell’ex presidente del Senato è quella di dimostrare che la riforma Renzi/Boschi non può non essere votata da chi per una vita si è speso per riformare la Costituzione italiana. “Il centrodestra di Silvio Berlusconi è nato anche per combattere quel grande fronte culturale che ha sempre difeso l’esistente e lo status quo con la scusa di non voler toccare la Costituzione più bella del mondo e le confesso che sono inorridito dall’idea che Forza Italia possa consigliare di leggere i libri di Marco Travaglio per capire come votare al referendum o possa condividere le tesi di Gustavo Zagrebelsky per orientarsi su come riformare la Costituzione. Quello che in Forza Italia in molti non vogliono capire è che con questa posizione, no, no, no, il centrodestra, e lo dico anche al mio amico Stefano Parisi, si sta mettendo nelle condizioni di perdere comunque andranno a finire le cose. Se vince il sì, Berlusconi avrà regalato forse per sempre un pezzo del suo elettorato a Matteo Renzi. Se vince il no, Berlusconi avrà probabilmente contribuito a regalare il paese al Movimento 5 stelle. La posizione in cui si trova Forza Italia oggi, chiusa in un angolo, è una posizione di subalternità rispetto a due forze politiche che un centrodestra liberale dovrebbe combattere”.
 
Continua Marcello Pera: “Qualcuno mi spiega che c’entra Berlusconi con il lepenismo di Salvini? Qualcuno mi spiega che c’entra Berlusconi con il qualunquismo di Grillo? Così facendo, chiuso in quell’angolo, il centrodestra si sta rassegnando a educare i suoi elettori con alcuni princìpi che in teoria dovrebbero essere incompatibili con la propria cultura di governo. Li sta educando a votare non su qualcosa ma contro qualcuno. Li sta educando a votare non sul merito ma su una persona. E a forza di far proprie le tesi di Travaglio, di Zagrebelsky e della minoranza del Pd – porca miseria, usano le stesse parole, come fanno a non rendersene conto! – li sta educando a diventare degli elettori grillini. Fermatevi, vi prego”. Nel 1998, ai tempi della Bicamerale D’Alema-Berlusconi, Marcello Pera partecipò ai lavori della commissione da responsabile del settore Giustizia e riesce a trattenere a stento un sorriso pensando che oggi sia D’Alema sia Berlusconi sono fieramente contro una riforma che contiene molti passaggi simili a quelli messi in campo nel 1998.

“D’Alema lo posso capire. Posso capire la sua disperazione. Posso capire che non sia mai riuscito ad accettare il fatto che un ragazzo di neanche quaranta anni ha portato via a lui e ai suoi compagni la gestione di un partito. Berlusconi invece proprio non lo capisco. E soprattutto non capisco come lui stesso non si renda conto che il centrodestra ha possibilità di competere se l’Italia adotta il modello Milano e ripudia il caos del modello Roma. Se vince il sì al referendum, il sistema istituzionale si semplifica e permette la competizione tra due grandi poli. Se vince il no al referendum, il paese resta bloccato come lo è oggi e quando c’è il caos la storia ci insegna che non sono i partiti di governo che ne riescono ad approfittare”.

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Pera prende fiato, sorride e conclude. “Forse Berlusconi non se ne rende conto ma il centrodestra che oggi sostiene la riforma costituzionale che Forza Italia sta combattendo sta facendo un regalo a Berlusconi: gli sta consentendo di dare un futuro al suo partito politico e di non regalare il paese ai professionisti del qualunquismo.
Il mio è un appello a Berlusconi ma anche alle altre forze politiche che oggi non rinnegano la propria matrice liberale e di centrodestra: Ncd, Scelta Civica, Ala. Pensateci bene: con la vittoria del sì non c’è solo Renzi, ma c’è anche la possibilità di dar vita a una nuova aggregazione politica di centrodestra con una forte cultura di governo. Sono certo che primo o poi lo capirà anche il Cavaliere. Buon compleanno Silvio”.



domenica 25 settembre 2016

Dall'Asinone: I quaquaraquà del Web

La moderna società vede alcune grandi novità legate al Web, che fanno veramente pena e gli attori convinti di essere "ganzi" ne sono invero vittime sacrificali.
  1. Killeraggio anonimo: ovvero la facoltà di deridere, offendere, sbeffeggiare sul Web, in maniera anonima, i pensieri di persone, enti, aziende, partiti, che comunicano le loro idee. Solo una società malata come la nostra può considerare "normale e giusto" che si possa con il pusillanime anonimato continuare a bersagliare, dileggiare chi esprime le proprie idee firmandole. In politica poi si consente così, ad avversari politici, falsi e disonesti, di "attaccare" gli avversari scagliando maldicenze e insinuazioni senza mostrare la mano. La barbaria della politica.
  2. Insultatori Professionali: ovvero quelle poche decine di persone, sempre le stesse, che a ogni uscita sul Web del Premier Renzi o di un altro qualsiasi politico, commentano acidamente o più spesso volgarmente, lanciando offese e insulti. Sono sempre gli stessi. La classe politica a volte non indovina alcune scelte, ma che ogni posizione politica espressa sul web, venga sempre dileggiata, schernita, offesa e sempre dalle stesse persone mi sembra più che l'espressione di un diritto costituzionale alla critica, l'espressione di una malattia geneticamente trasmissibile. Su un quotidiano sportivo on line un utente anonimo riporta su ogni articolo in cui si parla della Juve, uno stesso commento pieno di odio contro John Elkann e lo ripete sempre uguale, copia e incolla, da anni, più volte il giorno. Finirà così anche con Renzi, come lo è stato in passato con Berlusconi: siamo nel delirio, non nel diritto.  
  3. Sadismo d'autore, ovvero il diffondere criminalmente notizie false, anche di morti improvvise di personalità, perpetrato sul web al solo fine di guadagnare sui clik ottenuti. Perversità criminali..
L'Asinone si è posto una domanda: come mai in un paese come il nostro ove si legifera e si regolamenta anche il crescere dell'erba, nulla si è fatto per disciplinare almeno in parte questi comportamenti quanto meno poco ortodossi, che rendono un bellissima cosa come libertà del Web, invivibile e a rischio chiusura?
La risposta mi è venuta ricordando un episodio della mia infanzia:
Mio padre, maresciallo della Guardia di Finanza, lavorava in Toscana, ma aveva sposato mia madre di Napoli e a volte, in ferie, mi portava a Napoli a trovare la nonna. Da bimbetto, girando con lui per il centro, vedevo da ogni parte banchetti ove donne urlanti vendevano sigarette di contrabbando. Un giorno fu spontaneo chiedere perché la Guardia di Finanza di Napoli, non facesse nulla per impedire la vendita in pubblico di sigarette di contrabbando. La sua risposta mi fece iniziare a capire come complicato sarebbe stato il vivere in questo paese. Mi disse infatti che lo Stato tollerava che a Napoli si vendessero in strada sigarette di contrabbando perché non essendovi nel dopoguerra lavoro e solo una grande miseria, il non contrastare la vendita al minuto di merci di contrabbando consentiva al popolo, di tirare a campare, in qualche maniera, senza pensare ad altro.
Ecco, credo che in questa storica verità, con questa parabola, sia da leggere la vacua libertà lasciata sul Web, all'offesa dei "potenti".
La gente frustata si sfoga, si perde in offese gratuite sul web, spesso anonime e la sera cena contenta e poi dorme felice.....

L'Asinone