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domenica 24 luglio 2016

L'Asinone raglia: Signora Prefetto...ci rassicuri....

Le notizie di questi mesi, fra attentati dell'Isis e di squilibrati emulatori, in cerca delle 100 vergini promesse da Allah, ai martiri della fede, rendono i popoli europei tesi e preoccupati.
In Italia e a Lucca, poi, centinaia di giovani neri, (solo maschi giovani....gli anziani non fuggono dalle guerre?) in attesa che sia definita la loro sorte di rifugiati o di clandestini, ciondolano in gruppi, nel centro della città, senza sapere cosa fare, creando apprensioni in molti.
L'accoglienza di popoli che fuggono da guerre e pestilenze è giusta, bisognerebbe che non fosse gestita "all'italiana"...tutti dentro...poi si vede...anni per determinare se uno è un rifugiato o no, ricorsi al Tar, lungaggini burocratiche...
Il tutto condito con una accoglienza che arricchisce prevalentemente i soliti furbetti del letto e del panino, lasciando nelle città e nei paesi branchi di giovani oziosi e disorientati, senza alcuna prospettiva, ma anche senza alcun controllo.
Il caldo è forte, il sangue corre veloce nei giovani, abituati a vedere donne velate fino ai piedi.
Signora Prefetto, lei che è così zelante ed attiva a ricercare location per nuovi continui arrivi, ha mai pensato che nugoli di giovani dimenticati in terra straniera, senza meta e scopo, possono costituire un pericolo per tutti noi, pur senza pensare ad una radicalizzazione terroristica (almeno spero), ma anche solo per atti violenti incontrollati, di singoli o di gruppo, anche frutto di solitudine e di disperazione?
Signora Prefetto ci rassicuri, ci dica che oltre cercare case, Lei fa vigilare sulla nostra sicurezza, con pattugliamenti delle forze dell'ordine, con infiltrati che controllino in via preventiva atti violenti, con la ricerca di modi di impegno di questi giovani nella società civile, in maniera da non marginalizzarli, sgonfiando possibili atti di ribellione sociale, come già accaduto purtroppo in tante altre realtà europee.
Signora Prefetto ci rassicuri........

L'Asinone by francesco colucci