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giovedì 23 giugno 2016

A Torino panino libero per le scuole Dal Giornale "La Stampa"

Un articolo di Paola Italiano, pubblicato sul giornale "La Stampa" versione on line, chiarisce i diritti dei Genitori sulle merende dei figli

A Milano è la «schiscetta», a Torino il «baracchino», in gergo militare la «gavetta». Il pasto pronto che ci si porta da casa ora, nelle scuole, è un diritto riconosciuto dalla Corte di Appello di Torino. I giudici hanno stabilito che i genitori devono poter scegliere tra la mensa scolastica e il pranzo al sacco per i figli.  

Definita la «battaglia del panino», la questione nasce nel 2013 dal ricorso di centinaia di mamme e papà di una scuola primaria torinese, dopo l’aumento delle tariffe della refezione, calcolate per fasce in base ai parametri Isee. Si erano prima rivolti al Tar, che aveva respinto il ricorso, affermando che il Comune aveva diritto di modulare le tariffe; ma aveva passato la palla al tribunale per l’altra domanda: è o meno un diritto portarsi il pasto da casa? La Città negava questa possibilità: chi non vuole la mensa, deve andare a prendere i figli a scuola e riportarli dopo pranzo. In primo grado il tribunale aveva opposto un no che è stato ora ribaltato dalla Corte d’Appello, secondo la quale il tempo trascorso in mensa fa pienamente parte dell’offerta didattica.  
Non una pausa, ma un momento educativo. Ed è quindi un diritto restare a scuola anche se non si mangia in mensa. «Non si può essere costretti a usufruire di un servizio che per legge è facoltativo - spiega l’avvocato Giorgio Vecchione, che assiste le famiglie in causa - questo dicono i giudici. Sottolineano come restare a scuola durante la mensa rientri a tutti gli effetti nell’esercizio del diritto all’istruzione». I giudici si basano su una circolare del 2004 del ministero che prende atto di come la scuola sia cambiata e di come quello che viene definito «tempo scuola» non comprenda solo attività strettamente didattiche, ma anche un momento di socializzazione come il pranzo. Questo apre i problemi maggiori: se è un momento didattico, allora con i bambini ci devono essere gli insegnanti e non solo dei sorveglianti come spesso avviene. La conseguenza è l’aumento del monte ore dei docenti che potrebbe rendere necessario per il Miur assumere nuovo personale, sempre che non ci sia un ricorso in Cassazione del Ministero o del Comune di Torino. Per i dirigenti scolastici il problema sarà organizzare il servizio in base a spazi e a norme igienico-sanitarie. 
Sul tema dei diritti la discussione è più ampia: è giusto o no che i bimbi consumino pasti differenti? Che qualcuno mangi un panino accanto a un compagno che riceve un pasto completo? Chi è contro l’iniziativa legale dice che le fasce deboli sono già tutelate. I genitori obiettano che le differenze già esistono nei menu (allergie, intolleranze, motivi religiosi). E ribadendo il diritto di scegliere. 

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martedì 21 giugno 2016

E venne il giorno.........

Le elezioni comunali di giugno 2016 hanno reso palese a tutti che è giunto il giorno di un nuovo scenario politico di cui, ancora, non si capisce bene ne la portata ne i confini.
Proviamo ad elencare i pochi fatti certi:

Vincono gli estremisti "Bartaliani", quelli del "tutto è sbagliato, tutto è da rifare"
Il Centro-destra così come lo abbiamo apprezzato, fra luci ed ombre, per oltre vent'anni, è finito.
Il centro politico che, sotto la guida carismatica di un leader controverso ma liberale, moderato e assai amato, come Berlusconi, si alleava e governava con la destra più pugnace, sia ex missina che leghista, non c'è più.
Perchè il centro si è frantumano in più spezzoni, Berlusconi è fuori gioco e la destra estrema si è rafforzata con una disinvolta politica sui migranti e l'europa, rovesciando i rapporti di forza.
Fa i primi passi una Destra-Centro, i cui Leader, Salvini e Meloni, rappresentano l'area più estrema della vera destra italiana, populista, xenofoba, anti-europea.
Non è la mia.... e credo neppure sarà mai quella della maggioranza degli Italiani.
Se il centro-destra non ritroverà velocemente un Leader nuovo, liberale e moderato, riportando Salvini e Meloni a ruoli importanti ma non di leadership , non avrà più un futuro di governo nel Paese...potrà vincere qualche Comune e poco più.

Il Centro-Sinistra che si è retto fino ad oggi su un PD egemone, fatto di ex comunisti militanti e cattolici di sinistra, si è anch'esso dissolto.
Da un lato la diaspora a sinistra, dei partitini satelliti del PD, che si sono messi in proprio con poco successo ma anche con poca voglia di tornare all'ovile.
Dall'altro la spaccatura sempre più profonda all'interno del PD, fra i nostalgici del sinistrismo di maniera, del sindacalismo estremo, della magistratura militante, contro il nuovo Riformismo portato avanti dalla componente del PD, più moderata, meno ideologizzata, più moderna, rappresentata da Renzi e il renzismo.

Avanzano forte, ma a macchia di leopardo, i Cinque Stelle, altro partito populista che parla solo alla pancia della gente in nome di una rivoluzione politica e internettiana, dove tutto deve cambiare......di gattopardesca memoria..... senza mai indicare come e quando.
Molti stellati sono certamente in buona fede, entusiasti, ma non ho mai creduto e la storia insegna che con i Masianello o i Robespierre si possa cambiare democraticamente una Società Civile evoluta e la sua Storia, fino a governare una Paese intero, in questa Europa.
Non possiamo aver fiducia in un Movimento dai contorni confusi, fondato da dei miliardari alla ricerca di successi personali, se non di denari. Grillo e i Casaleggio, come Masianello e Robespierre, possono riuscire ad eccitare le masse, disilluse con ragione, dalla seconda repubblica e dalla crisi economica, ma non certo porsi come condottieri o meglio manovratori dietro le spalle di giovani rampanti, per guidare una Nazione così complessa come l'Italia, nell'attuale contesto Europeo.
Sono molto curioso di vedere all'opera, nel medio periodo, i nuovi Sindaci di Roma e Torino.

A questo punto due sono le domande pressanti:
  1. Cosa farà Renzi, ora che il centro-sinistra vecchia maniera si è dissolto lasciandogli la palla al piede della rissosa minoranza interna, tesa ad una restaurazione da Congresso di Vienna 1815?
  2. Cosa potranno fare quelli come me, che credo siano una maggioranza nel paese, spesso silente e distaccata, che sono fautori di un centro politico, moderato ma riformista, laico e aperto al nuovo, che non vuol rinunciare ad un Europa dei Popoli, soffocata ora dalle esigenze dei Banchieri Tedeschi? 
Le risposte non possono che intrecciarsi: Molto dipenderà da quello che farà Renzi.
Se, spaventato dall'insuccesso elettorale, dal ricatto della sua minoranza, dall'aggressioni esterne, farà marcia indietro, cercando di rincollare i pezzi del suo PD e del Centro Sinistra, vedo la situazione veramente tragica. I Comunisti sia pure ex come quelli di ora, non perdonano gli affronti subiti, la lesa maestà e gli faranno fare la fine dei Socialdemocratici dei Paesi dell'Est, nel periodo della guerra fredda: caduta libera dal balcone.
Anzi, mi vedo davanti l'immagine della Rosy Bindi, con la scimitarra, che taglia la testa a Renzi, a cui un benevolo frate Bersani implora "...pentiti figliolo pentiti...almeno ora"!!

Se invece Renzi avrà il coraggio di tirare dritto, di raddoppiare gli sforzi riformisti, appellandosi al popolo, senza recinti prestabiliti, per confermare l'unica riforma della Costituzione ora possibile e continuare, anzi rafforzare il cambiamento per l'Italia e l'Europa, allora la palla passa a noi, del centro, del ventre molle di questo Paese, chiamati fare una scelta che prescinda dalla simpatia o meno per Renzi e i Renzini.
Una scelta coraggiosa e non indolore, per guardare alla sostanza degli interessi nazionali e internazionali dell'Italia e al futuro dei nostri nipoti. Chi vivrà...vedrà....!!!

Per approfondire questa riflessione segnalo l'articolo scritto dal lucchese Marcello Pera, Presidente emerito del Senato, per "Italia Oggi", che potrai leggere anche sul Web, cliccando su: 

http://www.italiaoggi.it/ 

"Marcello Pera: cosa ci sta dietro il sì o il no alla riforma costituzionale"




francesco colucci, socialisti riformisti Lucca