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venerdì 30 dicembre 2016

"LiberaLucca": gli Auguri in Pizzeria

Più di cento persone  hanno partecipatro ieri, 29 dicembre, alla cena degli auguri organizzata  presso la Pizzeria Mara Meo 2.0 dal movimento Libera Lucca,costituitosi a seguito dell'esperienza dei comitati per il sì lucchesi coordinati dall'ex presidente Marcello Pera. 
Erano presenti anche numerosi ex amministratori e rappresentanti della società civile, oltre a simpatizzanti ed estimatori del presidente emerito del Senato.
Al termine della cena, a base di vari tipi di pizza, Pera, dopo gli auguri ha spiegato le ragioni che hanno portato alla costituzione del movimento LiberaLucca :
” Sia a livello nazionale che nella nostra città – ha detto – esiste un elettorato tradizionalmente moderato, riconducibile al centro destra – che è confuso  non si ritrova in alcuno dei partiti di questa area e non ha chi lo rappresenti. 
E' proprio a quest'area, che è scontenta del modo con cui la Giunta Tambellini ha amministrato e amministra la città che LiberaLucca vuole rivolgersi. 
Come ho spesso ripetuto durante i miei interventi in giro per il Paese durante la campagna referendaria – ha proseguito Pera – esiste un'ampia prateria tra la sinistra renziana e la destra populista; ecco noi vogliamo dare una rappresentanza a quest'area dell'elettorato, una rappresentanza alternativa alla sinistra e che si rifà ai valori mederati, liberali e popolari. 
Per quanto riguarda la nostra città scendiamo in campo e proporremo un nostro candidato. 
Non abbiamo ancora individuato  un nome e un cognome, ma abbiamo chiaro l'identikit di questa persona  che dovrà possibilmente essere giovane, non vivere di politica e riuscire a ricompattare tutte le forze che si riconoscono alterantive alla sinistra.

Quanto alle altre formazioni politiche del centro destra – continua l'ex presidente del Senato – non abbiamo preclusioni e siamo pronti al dialogo, ma non accetteremo imposizioni di qualsiasi genere e da qualsiasi parte provengono. 
I nostri interlocutori sono rappresentati dalla la società civile lucchese. Presto organizzeremo riunioni ed incontri   per iniziare il cammino che ciporterà, con una nostra lista, alle prossime elezioni amministrative. Perchè Lucca torni ad essere governata da quelle forze moderate che rappresentano la maggioranza della sua popolazione e ne garantiscono autonomia e sviluppo.


martedì 27 dicembre 2016

Marcello Pera da il via al movimento" LiberaLucca"

Il senatore Marcello Pera ha riunito i presidenti dei comitati LiberiSì di Lucca dopo il voto referendario. 
In una situazione come quella lucchese in cui il Pd renziano è franato anche nelle zone di suo maggior consenso e il Pd del Sindaco Tambellini si è schierato contro il suo stesso partito, i presidenti hanno valutato come un successo il risultato conseguito e hanno deciso di proseguire la loro iniziativa per un rinnovamento di Lucca. 
A questo scopo, contando su una base iniziale di oltre trecento aderenti, i presidenti hanno deciso di costituire un movimento politico in vista delle elezioni comunali di Lucca con il nome “LiberaLucca”.
Nella sua relazione, Pera, esaminando la situazione lucchese, ha espresso un giudizio negativo sulla giunta Tambellini, la quale chiude il suo mandato tra i malumori diffusi di gran parte della popolazione, sospetti di poca trasparenza, e senza aver risolto i principali problemi della città, primo fra tutti quelli della viabilità, mobilità e sicurezza, portando il centro storico della città e le periferie ad uno stato di degrado. 
Pera ha sottolineato che solo una rinascita del tradizionale spirito civico dei lucchesi, sempre orgogliosi dell’autonomia della propria città, può restituire a Lucca un ruolo di protagonista.
Pera considera “LiberaLucca” un movimento politico in via di rapido ampliamento, ma già adesso radicato, espressione e interlocutore privilegiato della società civile lucchese, in virtù delle molte energie giovanili coinvolte e di nuovi cittadini che, anche fuori dai partiti politici tradizionali del centrodestra, hanno deciso di organizzarsi autonomamente per il rinnovamento della città. 
“LiberaLucca” è in grado, secondo Pera, di concorrere in modo determinante alla guida della città costruendo una candidatura unitaria, autenticamente civica, non espressione di questo o quel partito o gruppo o personaggio.
La società civile lucchese può fin da adesso trovare in “LiberaLucca” un punto di riferimento aperto e disponibile all’ascolto, soprattutto riguardo ai gravi problemi da risolvere. 
Le divisioni interne al Pd hanno già fatto male alla città. Sarebbe grave se le tradizionali forze moderate di Lucca ripetessero lo stesso errore di frazionamenti personalistici e non cogliessero l’opportunità che “LiberaLucca” offre a tutti i lucchesi desiderosi di cambiare.

PS. I Comitati si chiamano "Liberi", la Lista Civica si chiamerà "LiberaLucca"

Un’occasione di incontro sarà la cena di auguri per il nuovo anno che si terrà giovedì 29 dicembre alle 20,30 presso il ristorante Mara Meo 2.0 a Mugnano.






sabato 24 dicembre 2016

"Liberi" avanti con Marcello Pera

Si è tenuta la riunione dei 16 coordinatori dei Comitati Liberi alla presenza di Marcello Pera ed è stato deciso di costituire una Lista Civica: "Liberi" per partecipare alla prossime elezioni comunali di Lucca e liberarla da un Sindaco nocivo per la città. Ad ore uscirà il comunicato ufficiale.
Le anticipazioni dell' l'Informatore riguardano l'entusiasmo che ha caratterizzato la riunione alla notizia che Marcello Pera si è reso disponibile a guidare e ad impegnarsi in questa battaglia di liberazione di Lucca.
E' dai tempi Augusto Mancini che un cultore di Lucca non raggiunge i vertici della cultura internazionale e delle Istituzioni Italiane e che Pera, lucchese DOC, voglia dedicarsi oggi a guidare un battaglia per il "Risorgimento" culturale e politico della nostra città è una notizia che non può che rallegrare tutti coloro che sperano ancora che Lucca si possa risollevare dopo i tristi e abulici anni della gestione Tambellini.
Marcello Pera nel suo discorso conclusivo ha dato la sua disponibilità piena a gestire questo processo di rinascita della cultura e del lavoro lucchese, avvertendo che Liberi è un movimento autonomo, che si rivolge ai moderati, democratici e riformatori, che vogliono che Lucca torni a volare alto, come la sua storia e la sua tradizione meritano.
Liberi è disponibile ad incontrare tutti coloro che vorranno confrontarsi per definire Linee Programmatiche incisive e di rinnovamento e valutare assieme le candidature a Sindaco.
Fissate molte riunioni politiche e organizzative del nuovo movimento cui potranno aderire sia i 336 facenti parte dei comitati precedenti che chiunque altro si riconosca negli obiettivi di Liberi e nella sua guida, Marcello Pera.
Il prossimo incontro, sarà particolare e popolare, per gli auguri e si terrà il 29 dicembre a Mara Meo 2.0, ove si brinderà tutti insieme a un fecondo e felice 2017, con un bicchier di vino e una fetta di cècina lucchese.
Per informazioni: francesco colucci: 3480533233  colucci.lu@alice.it


giovedì 8 dicembre 2016

Papa Francesco e la coprofilia......

Questo Referendum ed in genere ogni atto politico di questi ultimi mesi ha visto sul Web, sui Blog e su i Giornali on-line un proliferarsi di offese, diffamazioni, cattiverie gratuite se non vere e proprie notizie false su cui imbastire polemiche artefatte a dismisura.
Diffamazioni vere e proprie e disinformazioni interessate sono divenute talmente generalizzate che indagini internazionali sono in atto per verificare chi vi sia dietro a queste campagne di verità artefatte e di diffamazioni.
Anche a livello locale ormai i social sono ormai prevalentemente solo questo.
In prima fila troviamo sempre i "fans di pancia" dei movimenti lepenisti o grillini che al posto della normale dialettica democratica prediligono l'offesa diffamatoria, ma anche altri.
I fascisti usavano la violenza fisica e l'olio di ricino questi la violenza morale e la diffamazione.
Mentana per identificarli ha dato loro un nome WEBETI, che qualche ignorante (nel senso che ignora) prende anche per una offesa e si adira.
Il fenomeno ha raggiunto livelli inaccettabili per cui oltre a rendere presto indispensabili provvedimenti legislativi per rendere vivibile la discussione sul Web e sui Social, anche Papa Francesco ha avvertito la necessità di intervenire duramente sull'argomento.
Ecco il suo intervento pubblicato ieri da moltissimi giornali e che L'informatore riproduce nella versione pubblicata dall'Agenzia Stampa nazionale ADN Cronos

Papa Francesco e l'appello ai media: Non cadete nella coprofilia

"La disinformazione è probabilmente il danno più grande che può fare un mezzo, perché orienta l’opinione in una direzione, tralasciando l’altra parte della verità". 
Lo ammonisce papa Francesco in una intervista al settimanale cattolico belga 'Tertio'. 
Bergoglio chiede ai media di "essere molto limpidi, molto trasparenti, e non cadere nella malattia della coprofilia, che è voler sempre comunicare lo scandalo, comunicare le cose brutte, anche se siano verità. 
E siccome la gente ha la tendenza alla malattia della coprofagia, si può fare molto danno".

I media, per Francesco, "possono essere tentati di calunnia, e quindi essere usati per calunniare, per sporcare la gente, questo soprattutto nel mondo della politica. 
Possono essere usati come mezzi di diffamazione: ogni persona ha diritto alla buona fama, però magari nella sua vita in precedenza, nella vita passata, o dieci anni fa, ha avuto un problema con la giustizia, o un problema nella sua vita familiare, e portare questo alla luce oggi è grave, fa danno, si annulla una persona! 
Nella calunnia si dice una bugia sulla persona; nella diffamazione si mostra una cartella - come diciamo in Argentina: ‘Se hace un carpetazo’ - e si scopre qualcosa che è vero, ma che è già passato, e per il quale forse si è già pagato con il carcere, con una multa o con quel che sia".

Avverte Bergoglio: "Non c’è diritto a questo. Questo è peccato e fa male. 
E una cosa che può fare molto danno nei mezzi di informazione è la disinformazione: cioè, di fronte a qualsiasi situazione dire solo una parte della verità e non l’altra. Questo è disinformare. 
Perché tu, all’ascoltatore o al telespettatore dai solo la metà della verità, e quindi non può farsi un giudizio serio".

Pubblicato su ADN Cronos il 7/12/2016




martedì 6 dicembre 2016

Marcello Pera: avanti con Liberi...

Il popolo sovrano ha parlato e la sua voce è legge. 
La vecchia costituzione non sarà modificata: restano, tra l’altro, il Cnel, il voto di fiducia al Senato, le provincie costituzionalizzate; 
e restano, in Europa e sui mercati, i nostri problemi economici e finanziari, molti dei quali derivati dalla debolezza istituzionale dei governi che la riforma voleva correggere. 
Purtroppo, la prospettiva che avevamo evocato durante la campagna referendaria - il centrodestra al lepenismo, la sinistra agli eredi del comunismo, e l’Italia al populismo - può ora verificarsi. 
Il risultato di Lucca è molto lusinghiero per noi. 
I Comitati LiberiSì hanno l’orgoglio di aver supplito alla frana del Pd renziano e alla resistenza al nuovo della sinistra radicale. 
Li ringrazio tutti per l’impiego di energie giovanili e nuove che hanno profuso con tanta generosità. 
Il nostro impegno per il prossimo rinnovo dell’amministrazione comunale resta quello già annunciato. 
Non smobilitiamo, e restiamo in campo con più forza e determinazione di prima.

Marcello Pera


venerdì 2 dicembre 2016

Barbara Pavarotti intervista Marcello Pera senza peli sulla lingua.....

L'informatore Lucchese, pubblica, con il consenso della giornalista Pavarotti, una sua pregevole intervista a 360° con Marcello Pera, Presidente Emerito del Senato, uscita oggi sulla Gazzetta di Lucca

venerdì, 2 dicembre 2016, 08:50
di barbara pavarotti

Presidente Pera, lei è stato presidente del Senato. Davvero il ruolo degli “inquilini” di Palazzo Madama non era così utile?

Quella che era ed è inutile è un Senato che, assieme alla Camera, dà la fiducia al governo, cioè quello che si chiama bicameralismo paritario o perfetto. Un Senato come lo abbiamo ora non esiste in nessuna parte del mondo. È come le Mura, che abbiamo solo noi, con la differenza che tutti vengono a Lucca per ammirare il nostro monumento ma nessuno viene a Roma per imitare il nostro Senato. La ragione è semplice: con due Camere che votano la fiducia al governo, con elettori diversi, si hanno il più delle volte due maggioranze diverse e di conseguenza quell’instabilità di governo che è caratteristica peculiare del sistema politico italiano. Si ricordi un dato: quattro milioni e trecentomila elettori, giovani da 18 a 25 anni, votano solo alla Camera, e hanno preferenze politiche diverse da quelle dei loro padri o fratelli maggiori, che votano anche al Senato. In queste condizioni, ci vuole un miracolo per fare un governo.

Da mesi i fautori del sì fanno scenari apocalittici in caso di mancata vittoria. Ma, come abbiamo visto con Brexit e Trump, più si grida al disastro, più la gente diventa sospettosa. Davvero pensate che l’appoggio della finanza internazionale sia positivo?

Il popolo è sovrano e il cittadino deve scegliere liberamente senza farsi condizionare da improbabili testimonial dei due campi. Certo non può sorprendere che molti osservatori internazionali rilevino una verità oggettiva: in Italia si parla di riforme istituzionali da trenta anni. L’ennesimo stop al cambiamento sarebbe un segnale di incapacità del sistema Paese a rinnovarsi.

Insomma, ci può spiegare perché i poteri economici/finanziari sono tutti per il sì?

Chi intraprende e investe in Italia vuole sapere in primo luogo se quel ministro a cui ha stretto la mano o con cui ha stipulato un accordo sarà ancora in carica dopo dieci mesi. Altrimenti, non si prende il rischio. È interesse della comunità internazionale che l’Italia esca dalla crisi e possa gestire l’enorme debito pubblico che ha accumulato. La riforma ci darebbe un sistema politico più stabile. Aumenterebbe la durata dei governi e crescerebbe l’affidabilità del Paese. La crisi della Grecia ha dissanguato l’Europa. Una crisi dell’Italia la manderebbe a picco.

Lei è reduce da Londra. Perché si sta facendo oltremanica tutto questo terrorismo sul nostro referendum? L’ultima del Financial Times: la vittoria del no potrebbe accelerare l’uscita dell’Italia dall’euro e otto banche italiane sarebbero a rischio fallimento.

Ci sono molti inglesi che stanno ancora elaborando il lutto della Brexit. Li capisco, perché non se la aspettavano. Ma non tutti la pensano allo stesso modo. L’Economist, ad esempio, ha fatto un’analisi diametralmente opposta schierandosi decisamente per il No. La mia opinione è che si sta dando troppo peso a quello che scrivono i giornali stranieri. A parti invertite, un inglese o un tedesco non darebbero tutta questa importanza a un editoriale di un nostro quotidiano. In questo ci dimostriamo ancora molto provinciali. Io chiedo agli elettori italiani di scegliere guardando al merito della riforma senza farsi condizionare dai testimonial dell’uno o dell’altro schieramento e senza pensare alla convenienza politica contingente. Si vota sulla costituzione e non sulla tenuta del governo in carica. Roba nostra, non dei giornalisti stranieri. 

Lei ha scritto sul sito “LiberiSì” che Renzi ha fatto bene a giocarsi tutto su questa riforma, dimissioni comprese. Ma non c’è proprio questo collegamento “esito referendum-futuro governo” dietro alle minacce dei mercati e alla paura dell’instabilità? Insomma, per molti il rischio cui Renzi ha esposto il paese è una colpa, non un merito.

L’unica “colpa” che vedo in giro è quella di chi si è schierato sul No per il solo obiettivo di ricavarne un guadagno politico immediato. Berlusconi vuole una posizione più favorevole per trattare con Renzi. Salvini vuole conquistare il centrodestra. Grillo vuole prendersi l’Italia. Detto questo, è indubbio che Renzi si gioca molto sul referendum. Se prevalesse il No, mi sembrerebbe naturale la scelta delle dimissioni. Io apprezzo chi ci mette la faccia e non dice che ha vinto anche quando ha perso. Dopodiché la palla passerebbe al Presidente Mattarella, persona saggia che saprebbe cosa fare. Potrebbe incaricare nuovamente Renzi o affidarsi a un profilo diverso.

Riporto sempre sue parole: su tanti punti questa riforma “è un autentico mostro, che viola il principio della divisione dei poteri e avrà come effetto quelli di limitare la sovranità parlamentare”. Però ci dobbiamo accontentare. Scusi, perché?

Rispetto a questa riforma, si possono avere due approcci. Il primo è quello “benaltrista” di chi rifiuta la riforma perché vorrebbe un testo migliore e più incisivo. Il secondo è quello “pragmatista” di chi si accontenta di quello che c’è di buono. Alla mia età, io dico che è meglio un uovo oggi che una gallina domani. Anche perché approvando questa riforma nulla vieta di migliorare ulteriormente le istituzioni in futuro mentre con il No si bloccherebbe il cambiamento per anni. Con il Sì, si comincia, con il No si chiude.

Lei dice che questa riforma è meglio che il nulla. Nel 2006 la vostra, molto simile, fu osteggiata proprio dalla sinistra. Tutti coloro che oggi sono per il sì 10 anni fa erano per il no. Per tanti cittadini è la prova che nessuno vuole bene agli italiani, ma solo al proprio potere e prestigio.

Ieri come oggi molti guardano all’interesse politico contingente. È purtroppo il caso anche di Berlusconi che prima ha appoggiato questa riforma e poi per ripicca contro Renzi ha deciso di osteggiarla.

Lei, conservatore liberale, lontano anni luce, a quanto sembra, dal Pd, ha scritto che senza Renzi nell’attuale parlamento non ci sono alternative. Non le sembra di esagerare e magari fra due anni far decidere agli elettori?

Il Movimento 5 Stelle non è attrezzato per governare l’Italia. Il centrodestra è in una crisi profonda, e se lo guidasse Salvini difficilmente potrebbe governare. Siamo realisti: in questo Parlamento la maggioranza è in mano al Pd e Renzi, a detta dello stesso Berlusconi, è l’unico leader su piazza. E bisogna riconoscere che, come leader di sinistra, è anche innovativo: non è D’Alema o Bersani e talvolta agisce come noi auspichiamo, come nel caso della legge sul lavoro. Il popolo è sovrano e deciderà la composizione del prossimo Parlamento. Ma, attenzione, perché con la legge elettorale proporzionale invocata da più parti e con la costituzione del 1948, purtroppo, il Popolo Italiano non può decidere chi mandare a palazzo Chigi. Si torna a prima: noi si vota, poi loro decidono chi governa.

Da uno a 10: quanto le piace Renzi? E sempre da uno a 10: quanto le piace adesso Berlusconi?

Renzi è un leader forte che in alcuni casi ha peccato di arroganza. Non doveva trasformare il referendum in un’elezione politica e poteva gestire meglio alcuni passaggi politici. Ahimé, è fiorentino! Berlusconi ha fatto troppe giravolte: pro e contro Monti, pro e contro Letta, pro e contro Napolitano, anche pro e contro Renzi. Io non lo capisco più. Tanto meno ora che parla di una dittatura di sinistra se passa il Sì. Non è quello che voleva il presidenzialismo? Quello che voleva la maggioranza assoluta? Quello che si lamentava di avere meno poteri dell’ultimo sindaco d’Italia?

Nei suoi incontri coi cittadini, lo spiega che il nuovo Senato sarà a regime solo nel 2022? E quindi che la riduzione spese non sarà così immediata? E non ritiene una contraddizione che da qui a fine legislatura, se vincerà il sì, rimarrà in vita per due anni un Senato abrogato dal voto popolare?

Il tema dei costi della Casta non mi appassiona, è demagogia pura. Conta superare il bicameralismo perfetto e i dissidi tra Stato e Regioni. Per questo si deve votare Sì al referendum. Per la restante parte della legislatura, dopo la vittoria del Sì il Parlamento sarebbe pienamente legittimato a legiferare. 

Dopo il referendum, lei che intende fare? Rimanere in politica oppure no?

Ho fondato il Comitato Nazionale Liberi Sì per mobilitare i liberali e i riformisti italiani e per dare loro un punto di riferimento in questa campagna referendaria. C’è infatti una prateria tra Renzi e Berlusconi salvinizzato. Ed è opportuno organizzare la rappresentanza politica di questo spazio che ora è pressoché abbandonato. Per quel che posso, fornirò il mio contributo a tutti quelli che lavoreranno in tal senso. Rivendico la bontà della scelta fatta anni fa quando andai in pensione sottraendomi all’attuale agonia del centrodestra.

È vero che qualche idea per le sorti del centro destra a Lucca ce l’ha?

Sì, ce l’ho. Lucca è una città di moderati, che non ama la guida della sinistra. E LiberiSì si rivolge proprio ai riformatori moderati non di sinistra. Abbiamo avuto un grande successo. Sedici comitati e oltre trecento iscritti certificati. E tanti giovani. Non smobiliteremo in ogni caso, perché queste energie non possono essere disperse. Si cercano candidati della società civile? Noi li abbiamo. Si cercano candidati di nuova generazione, seri e motivati? Noi li abbiamo. Si cerca il rinnovamento? Siamo lì per questo. Saremo più che disponibili ad ascoltare tutti e a trovare accordi su patti chiari. Ma nessuno si rivolga a noi con supponenza. Non ci atteggiamo a maestri, ma quelli che ci trattassero da allievi dividerebbero le forze, e farebbero un danno alla città e a se stessi. Quando Favilla fu eletto sindaco, io fui determinante e mi misi a sua disposizione.

Lei è molto legato a Ratzinger. Come giudica le aperture di papa Francesco all’Islam e a tutte le religioni?

Ratzinger era un Papa che pretendeva il rispetto per il Cristianesimo e conosceva bene il legame fra Cristianesimo e civiltà occidentale. Bergoglio mi sembra un Papa votato al compromesso col secolarismo, che in Europa è l’anticamera della resa.

Questione migrazioni. Sono davvero un pericolo per l’Europa? Da qui a 50 anni, prevedono alcuni storici, l’Occidente sarà musulmano. E le nostre radici, la nostra identità? Siamo destinati a soccombere?

Anni fa, nel 2004, proprio assieme a Ratzinger, nel libro “Senza radici”, introdussi nel dibattito politico e culturale questi temi sottolineando i rischi concreti che l’Europa stava correndo. Della islamizzazione dell’Europa aveva parlato Gheddafi, e a me lo dissero alcuni leader arabi. Andai a trovare il cardinale Biffi e gli chiesi scusa per non aver capito subito ciò che lui aveva anticipato. Temevo che i fatti mi avrebbero dato ragione tra qualche decennio. Invece, le cose stanno precipitando nell’indifferenza e compiacenza colpevole degli intellettuali del dialogo, del meticciato, del politically correct. Abbiamo trangugiato tanto veleno. Ora basta.



lunedì 28 novembre 2016

Financial Times: Otto banche Italiane rischiano il fallimento con il No

Dall'ANSA di oggi

Se vincerà il 'no' al referendum del 4 dicembre, "fino a otto banche italiane in difficoltà saranno a rischio fallimento", in quanto l'incertezza sui mercati allontanerà eventuali investitori per ricapitalizzarle. 
Lo scrive il Financial Times online citando fonti ufficiali e bancarie di alto livello. 
Secondo il quotidiano della City, le banche a rischio sono otto: il Monte dei Paschi di Siena, la terza banca italiana per asset; tre banche di medie dimensioni (Popolare di Vicenza, Veneto Banca e Carige), quattro piccole banche 'salvate' l'anno scorso: Banca Etruria, CariChieti, Banca delle Marche e Cariferrara. 
Secondo le fonti del Ft, lo scenario da incubo sarebbe il seguente: fallisce il salvataggio di Montepaschi, e crolla la fiducia in generale "mettendo in pericolo una soluzione di mercato per le banche in difficoltà" italiane, soprattutto se il premier Matteo Renzi si dimetterà. 
Un altro dei timori è che le eventuali difficoltà delle otto banche possano "minacciare l'aumento di capitale di 13 miliardi di euro di Unicredit, la prima banca italiana per asset e la sua unica istituzione finanziaria di rilievo, in calendario all'inizio del 2017".
"Il nocciolo della questione è se Siena viene risolta o meno - spiega una fonte di alto livello -. Con Siena risolta non sono preoccupato. Con Siena irrisolta, sono preoccupato". 


domenica 20 novembre 2016

Chi si loda si imbroda......autoreferenziale......

Non va fatto... non è elegante.... ma i risultati raggiunti nella consultazione dei miei tre Blog più utilizzati, rispetto ai sette che ho, nei primi 18 giorni di novembre, mi hanno dato alla testa.....
quella poca.... che è rimasta attiva.....

Sui Blog: "francesco colucci", "linformatore lucchese" e "lasinone" ci sono state dal primo novembre ad oggi quasi 4.000 visualizzazioni a cui va aggiunta la performance dell'ultimissimo Blog: "chiamavotasi", che in poco più di un mese ha visto circa 800 visualizzazioni.

Se poi andiamo su Facebook i dati sono ancor più esaltanti.
I contenuti dei tre Blog sopracitati lanciati sulle pagine corrispondenti di FB hanno visto quasi 10.000 contatti in 18 giorni, con solo 10 post pubblicati in totale.

Mi fa piacere annunciare che il post: Ricordo di un amico ha raggiunto quasi 2.000 visitatori e
"Viva gli ultrasettantenni" quasi 1.300 contatti.

Chi si loda si imbroda...verissimo non lo dovevo fare.....ma mi fa gusto...da artigiano dilettante.....
pensando a tutti i WEBETI che infestano il web, con offese gratuite, notizie false, bischerate.

Dedico a questi sfigati a vita, quelli del no sempre, a prescindere, questa piccola performance

Se Dio mi da salute cercherò di far decollare anche gli altri Blog: Puccini e non solo, Vivere curiosando, Socialisti Laici e Riformisti, Lucca una Capitale, nonostante che già ora abbia il lato B quadrato a forza di stare al computer.

Dopo il referendum metterò mano nuovamente al Blog "Lucca, una Capitale", cui cambierò nome, e dove ripubblicherò il Programma di Governo per Lucca, riveduto e aggiornato, per le elezioni comunali del 2017, che ho preparato un anno fa circa, in giorni non sospetti.

francesco colucci





mercoledì 16 novembre 2016

Salvini estremizza....Berlusconi boccheggia.....un pisano straparla......

Tanto tonò... che piovve!!
Molti avevano avvertito da tempo che il centro-destra stava implodendo per i rapporti Salvini-Berlusconi.
Troppe le diversità politiche e comportamentali.
Berlusconi combatte Renzi e Grillo, puntando a ridimensionare lo strapotere del PD, per fare realisticamente con loro un nuovo accordo di Governo, per le Riforme e per il Paese.
Salvini invece rincorre Grillo sulla strada della contestazione del Sistema e dell'Europa, in un visione comune con tutti i movimenti populisti ex fascisti di Francia, Austria, Olanda, Germania.
Una nuova internazionale della destra estrema, lepenista e barricadiera.
Berlusconi cerca di pazientare, cerca di ricucire, non vuole rompere per non danneggiare il fronte del NO, ma la separazione finale è inevitabile.
La voglia di "sangue" di Salvini ha superato ogni limite e a Firenze si è candidato a Leader di un inedito centro-destra para grillino, a valenza poco più che regionale, contro tutto e tutti, puntando a contendere a Grillo la pancia e non la testa degli Italiani.
Da questa follia politica, avremo però un ritorno positivo.
Passato il Referendum si potrà lavorare a ricostruire un centro-destra più centro che destra, un grande partito riformista liberale che contenda al centro-sinistra la guida del Paese e non delle piazze.
Anche a Lucca si sono visti i primi sintomi di questa radicalizzazione lepenista-
salviniana.
Un pisano assessore in carica nella giunta leghista di Cascina, ha iniziato a pontificare su Lucca, estremizzando ogni posizione politica, attaccando da duro e puro "...io non ho paura di niente..." la Chiesa Lucchese, la Massoneria estranea ad ogni contesto politico locale, i non meglio identificati Senatori Lucchesi, fino a proporre un fontana in piazza dell'Anfiteatro, esternando pisanamente su tutto, come fosse l'"Adonai" apparso a Lucca.
Qualcuno dovrebbe spiegargli che Lucca è qualcosa di assai diverso dal contado pisano e dall'estremismo salviniano: è la città del Garbo, della moderazione, della tolleranza, una città che ha saputo conservare Mura e centro-storico intatti per secoli ed ha gli anticorpi giusti per assorbire e tacitare le farfallonate di un qualsiasi pisano in calore....senza bisogno di evocare Castruccio.

francesco colucci



domenica 13 novembre 2016

Lucca: due candidati autorevoli dietro l'uscio

Sono ormai mesi che sulle prossime elezioni al Comune di Lucca, aleggiano due "candidati ombra" molto autorevoli, con buone possibilità di vittoria, ma per ora cocciutamente.... solo sull'uscio.
Uno per il centro-sinistra l'altro per il centro-destra.
Hanno molto in comune. Una lucchesità insistita, presenza, moderazione, capacità, posizione sociale, autorevolezza. Due ottime candidature, due possibili ottimi Sindaci.
E allora? ancora grande indecisione, per fattori oggettivi diversi ma reali.
Nel centro-sinistra uno scarso Sindaco uscente vuole la ricandidatura, forte di una masnada di supporter Lefebevriani, evocanti la fine di Sansone.
Nel centro-destra l'unica cosa che esista di organizzato è l'odio personale fra loro e un Candidato Sindaco, sia pure "tecnicamente" unitario, dovrebbe costruire da solo una costosissima macchina elettorale, per avere possibilità di vittoria.
Per questo ambedue, recentemente ri-sollecitati a scendere in campo, hanno preso tempo, per aspettare il risultato del Referendum.
Siamo tutti in attesa delle loro decisioni...anche se, per esperienza, le candidature evocate e sofferte, raramente si concludono positivamente, con un finale classico: Vorrei.... ma non posso.
Esiste poi un fatto nuovo sulla scena lucchese.
I 15 Comitati di Liberi-SI di Lucca, che hanno in Marcello Pera, il Leader Nazionale, stanno incontrando uno inaspettato successo di adesioni e consensi, tali da far ragionare, se sia giusto considerare conclusa il 4 dicembre, l'attività organizzativa messa in piedi o dare un seguito a questo movimento spontaneo della società civile lucchese, fuori dagli schemi partitici, di destra e sinistra, per irrompere a scombussolare giochi e giochetti stucchevoli, sul futuro di Lucca.
Chissà...chi vivrà...vedrà.....

Dal Blog di francesco colucci: http://www.francescocoluccilu.blogspot.com 






venerdì 11 novembre 2016

Viva gli ultrasettantenni!!!!

Dal Blog: francescocoluccilu.blogspot.com

A volte ho una discussione con le mie figlie, che accusano quelli della mia generazione di aver fatto la bella vita, dissipato le risorse del paese e mangiato le loro future pensioni.
Da qui la voglia di scrivere le bellezze della gioventù dei miei coetanei.
Noi oggi ultra-settantenni siamo nati in tempo di guerra, scappando da panzer tedeschi e bombe americane, fra stenti di ogni genere, ancor più accentuati nell'immediato miserevole dopoguerra.
Le nostre vitamine: il tremendo olio di fegato di merluzzo. La colazione: pane avanzato nel latte bollito. Merenda: fettona di pane con poco zucchero, bagnata con un acidoso vino rosso. Pranzo e cena: grandi minestroni, pastasciutte enormi. Carne, la pancetta tutta grassi e calli, solo alla domenica.... ma non sempre. Ristorante mai. Case senza riscaldamento centrale, con i camini o le famose "cucine economiche" a legna, che davano caldo in una sola stanza, acqua bollente e permettevano di cucinare senza consumare gas. A letto ti mettevano il "trabiccolo" con lo scaldino pieno di brace, per stemperare i pesanti lenzuoli mezzi di umidità. Luce elettrica fioca e subito a letto, per risparmiare. Il gabinetto spesso in fondo alla corte, con transito all'aperto. Il bagno una volta la settimana in un mastello di legno, con l'acqua calda portata a catini. Giochi: palline, tappini, campana, qualche pallone vecchio e pieno di corbezzoli, campi da gioco: la strada, polverosa in estate, acquitrinosa in inverno. Nessuna "paghetta". Edifici scolastici: bombardati, rabberciati, freddi, umidi, dovevi essere bravo a scuola, se no nocchini. Dopo la 3° o la 5° elementare spesso subito a lavorare. Da ragazzi pantaloncini corti in estate e inverno: fortificava. Scarpe risolate, con i ferretti al tacco, con cui almeno facevamo gli "schiocchi", giacche e cappotti dei genitori, rivoltate e rammendate. Capelli a zero, per risparmiare soldi e pidocchi.
Pochi potevano continuare alle superiori, ma se bocciavi c'era pronto il lavoro manuale.
Il professore aveva sempre ragione e se chiamava i genitori a rapporto, a casa "legnate".
Negli ultimi anni delle superiori, in estate, cercavi un lavoretto per avere una paghetta che ti consentisse un minimo di autonomia, ma una parte dovevi darlo in casa.
Famiglie chiuse, gerarchicamente organizzate, possibilità di viaggiare nessuna, soprattutto le femminucce, segregate in casa, fuori solo accompagnate. Di qui l'esigenza di sposarsi giovanissimi, per essere liberi, con l'obiettivo primario di fare famiglia e figli, lavorando ad occhi bassi.
Il lavoro era ferocemente gerarchicamente organizzato, i sindacati in fieri, per le ferie gara negli uffici a chi ne rinunciava di più, lo straordinario tutti i giorni, pagato poco e più spesso nulla.
La domenica il capo ufficio veniva a sistemare la sua scrivania e i quadri intermedi venivano ad ossequiarlo con le mogli, dopo la Santa Messa. Per colazione nessuno si azzardava a uscire, panino da casa e cameriere in ufficio con i bicchieroni di latte e caffè. Le poche ferie, al mare a spiaggia libera con il bus avanti e indietro, con panino e frittata nelle unte carte e acqua del rubinetto.
Poi..... verso la fine degli anni sessanta è iniziato il miracolo economico italiano e le cose hanno cominciato gradualmente a cambiare e i Socialisti hanno avuto un buona parte in questo...... ma la nostra gioventù era ormai passata.
Sulla gioventù delle odierne generazioni non importa che dica nulla, siamo noi ultra-settantenni che li abbiamo tirati su così, perché non volevamo che anche loro soffrissero una gioventù come quella nostra.
E allora mi sia consentito dire: Viva noi.....che abbiamo vissuto la nostra difficile gioventù con la rabbia di uscire dallo squallore della guerra e del dopoguerra, per essere liberi, per decidere il nostro destino, sempre con il sorriso sulle labbra, perché ritenevamo la vita bellissima da vivere, noi fortunati, che l'avevamo salvata dalla guerra.



giovedì 10 novembre 2016

Il Sindaco Tambellini ovvero "La muette de Portici"

Dal Blog dei Socialisti Laici e Riformisti di Lucca pubblichiamo:

Siamo in democrazia e siamo in un momento in cui si richiede alle Istituzioni la massima trasparenza per evitare il continuo ripetersi di atti di mal governo locale e centrale, di corruzione, di approfitto personale di chi dovrebbe curare gli interessi pubblici di tutti e non lo fa.
La missione di un buon amministratore pubblico dovrebbe essere quella di prevenire possibili approfitti. Assai meglio prevenire prima che far punire dalla Magistratura dopo.
In questo contesto non è possibile che una domanda avanzata pubblicamente da un autorevole consigliere comunale nella sede legittima del consiglio e sulla stampa  riprese anche da un piccolo ma letto blog informativo dei Socialisti Laici e Riformisti di Lucca, riportata da più testate giornalistiche on-line, non abbiamo trovato un minimo cenno di risposta dal Sindaco Tambellini,
che, come nell'opera di Auber, Fà a muta ‘e Puortece“.

La domanda la ripetiamo, aggiungendo una supplica:
  1. E' vero che con il nuovo Piano Strutturale in approvazione al Consiglio Comunale di Lucca circa centomila metri quadri di terreno agricolo intorno alle Mura diventeranno possibili aree edificabili? SI' o NO ?
  2. In nome della trasparenza e anche della legge che vieta ad un amministratore pubblico di partecipare a votazione di provvedimenti che apportino possibili arricchimenti personali, non sarebbe ovvio ed opportuno che il Sindaco informasse il Consiglio e l'opinione pubblica se vi siano amministratori del Comune di Lucca, proprietari di alcuni di questi terreni beneficiati dal Piano Strutturale ?  
Certo che una ulteriore scena muta del Sindaco non potrebbe che far pensare male......

francesco colucci x Socialisti Laici e Riformisti di Lucca


lunedì 7 novembre 2016

L'informazione on-line a Lucca

L'informazione giornalistica online sta divenendo sempre più importante e moderna, da tempo si afferma che il giornalismo, per sopravvivere, deve incrementare forme nuove di comunicazione per il continuo tracollo dei quotidiani cartacei. 
Ha destato clamore che pochi anni fa il prestigioso premio Pulitzer sia stato assegnato ad un sito web di informazione indipendente, nato e cresciuto on-line. 
Molte le testate giornalistiche on-line anche a Lucca che si occupano di informazione. 
A mio giudizio sono tre quelle più significative ed interessanti da seguire  
  1. Lucca in Diretta: forse il sito web più completo per copertura del territorio provinciale e ampiezza delle informazioni anche sportive, a 360°. E' realizzato da giornalisti professionisti, che assicurano obiettività nel presentare le notizie e garbo negli approfondimenti.  
  2. Lo Schermo: molto migliorato nella nuova versione editoriale e grafica. Ben curato professionalmente, con una schermata iniziale molto accattivante. Una ottima attenzione ai problemi del territorio lucchese. 
  3. La Voce di Lucca: un sito con una impostazione completamente diversa dai due precedenti. Praticamente l'informazione più rilevante è data dalla pubblicazione integrale delle notizie che provengono da Istituzioni, Partiti, Movimenti, Associazioni e/o semplici cittadini.....con possibilità, da parte dei lettori, di esprimere propri commenti. Una formula molto interessante e viva, sempre molto piacevole a seguire.
Fra i molti altri Siti presenti sul territorio vi sono anche alcune Gazzette.... di Lucca e non solo....a me sembrano molto più limitate nelle notizie di informazione del territorio, piene di polemiche e endorsements vari. 

francesco colucci, socialisti laici e riformisti Lucca


lunedì 31 ottobre 2016

Scandalo a Lucca!! dal Blog dei Socialisti Laici e Riformisti

Scandalo a Lucca!!

Il Consigliere Comunale Angelini ha denunciato pubblicamente che il nuovo Piano Strutturale presentato dalla Giunta Tambellini e in discussione per l'approvazione del Consiglio Comunale, ha gravi irregolarità.
Non sono un tuttologo ne un competente in materia di urbanistica e non posso entrare nel merito.
Ma lo Scandalo c'è ed è gravissimo.
Di fronte ad un denuncia particolareggiata, con citazioni di leggi e sentenze, tutti tacciono. Solo l'assessore Mammini ha dato un risposta assai generica e superficiale.
Il Sindaco ha fatto scena muta, ma neppure i Consiglieri di opposizione hanno detto bai....neanche i partiti, compreso i tre o quattro gruppi dei 5 Stelle, neppure i "Renziani".....ma neppure anche i "fustigatori un tanto al kilo" che pubblicano la risposta della Mammini ad Angelini ma non il suo intervento. (Sic!)
Dal dettagliato documento di Angelini si ricavano domande chiare che esigerebbero riposte semplici,, ma trasparenti.
Riassumo una domanda sola, fra le tante, accompagnata da una sola richiesta:

Domanda: E' vero o no che con questo Piano Strutturale circa 100 mila metri quadrati di terreno agricolo, intorno alle cerchia urbane della città, diventeranno possibili aeree edificabili?
Sindaco Tambellini, SI' o NO?

Richiesta: Sindaco Tambelliini, campione della trasparenza altrui, non sarebbe opportuno che la città sapesse se fra i proprietari di questa ricca "befana" ci siano anche il Sindaco, gli assessori, i consiglieri comunali tutti, anche quelli dell'opposizione, i dirigenti del Comune?
Una semplice richiesta per un atto che mi sembrerebbe dovuto. SI' o NO???

francesco colucci x socialisti laici e riformisti di Lucca.



domenica 23 ottobre 2016

Bruno Vespa ha scoperchiato il Vaso di Pandora

Lo Scisma di Salvini e la Catarsi del centro-destra.

Bruno Vespa in articolo di fondo sulla Nazione-Quotidiano Nazionale ha denunciato pubblicamente quello che è corre di bocca in bocca, da mesi e cioè la rottura fra Berlusconi da un parte e Salvini e la Meloni dell'altra. La fine del centro destra come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi, costruito sui successi di Berlusconi con i moderati.
E' evidente che Salvini, nella ricerca di una sua leadership, sta fomentando la scissione in Forza Italia dei duri e puri, guidati da Toti e Brunetta, per costituire un forza omogenea di destra estrema, in linea con le posizioni lepeniste francesi.
Berlusconi, indebolito nella salute, al fine di preservare l'unità del partito ha scelto di barcamenarsi sul Referendum, scegliendo un timido sostegno al no per contrastare la scissione a destra, annacquandolo con il SI' convinto dei dirigenti delle sue aziende e di buona parte di Forza Italia.
Assume grande valore la scelta di alcuni storici fondatori e dirigenti di Forza Italia, di schierarsi per il SI', dietro un nome intangibile come Marcello Pera, Presidente Emerito del Senato, con i Comitati LIBERI-SI, per approvare un Referendum di grande valore per il cambiamento dell'Italia, ma anche per raggruppare le truppe liberali, di un centro moderato, che rischiavano di essere spazzate via dal muro contro muro, salviniano.
Dopo il Referendum ogni simpatizzante di Forza Italia e del centro moderato, sarà chiamato a fare una scelta epocale. Se collaborare a ricostruire un grande partito di centro, liberale, unendo i vari spezzoni della galassia centrista o seguire la deriva di una destra anti-sistema, anti-europea, xenofoba, con un Salvini - Marie Le Pen, fuori dalla storia, in accesa competizione con i grillini, nella ricerca del voto sfascita e di protesta fine a se stesso.
La scarsa adesione in campagna elettorale, anche in luchesia, di esponenti di Forza Italia a sostegno del no, da la certezza che dopo si possa costruire insieme una grande forza liberale e democratica di centro, che sia baluardo verso i distruttori di tutto e di più, siano essi grillini o salviniani.

Di qui l'invito e la necessita oggi di rafforzare i Comitati di Liberi-SI anche a Lucca.

francesco colucci, Comitato Sandro Pertini - Liberi-SI Lucca

colucci.lu@alice.it cell.3480533233


sabato 22 ottobre 2016

Colucci: Cinquantanni di Comics a Lucca, pregi e difetti.

Comics and Games è certamente l'unico grandissimo evento a livello mondiale che ha Lucca.
Vi sono altre manifestazioni lucchesi di grande rilevanza, ma di questo livello internazionale vi è solo questa.
Ciò nonostante in alcuni settori della città cova sotterraneo del malessere crescente per questo evento ed alcune criticità oggettive dovrebbero essere valutate e risolte.
Come APT sono stato uno dei 4 o 5 che insisterono con forza per portare nel 2006, anno del 40°, i Comics in città, decisione che si è rilevata determinante per far passare uno dei tanti eventi comics in Italia, come era allora, con circa 40.000 biglietti venduti nel 2005, agli 80.000 dell'anno dopo, ai 220.000 di dell'anno scorso, facendo dell'evento lucchese uno dei tre più grandi al Mondo, grazie anche ad un Staff di Comics and Games veramente di eccellente livello, culturale e organizzativo.
Cosa disturba una parte della città? La presenza per troppo tempo di ingombranti strutture che affogano le più belle piazze di Lucca e la confusione, nei giorni dell'esposizione, che alcuni dicono porta fastidio a tanti e ricchezza solo ad alcuni bottegai, spesso anche foresti.
Sulla confusione non vi sono rimedi possibili, ma si tratta di pochi giorni ogni anno invece è errato valutare l'importanza economica dei Comics sui panini venduti. Un evento unico che vede centinaia di migliaia di presenze giovanili ma anche famiglie, da ogni parte del Mondo è una cassa di risonanza e conoscenza di Lucca, che se la dovessimo comprare sul mercato della comunicazione non avrebbe prezzo.
La cosa su cui si può e si deve intervenire è sui tempi di montaggio e smontaggio degli Stand. Ho montato stand in fiere in ogni dove e mai ho visto tempi così lunghi concessi per l'assemblaggio dei capannoni. I tempi sono in qualche misura solo questione di denari e sarebbe giusto spenderli per limitare a 15 giorni il montaggio e a 10 quelli di smontaggio, riducendo l'impatto sul centro-storico a solo un mese, nel totale. Anche i tempi del Palco del Summer dovrebbero essere drasticamente ridotti, rendendosi conto che l'utilizzo di un centro-storico di grande pregio come quello di Lucca, deve compensare la maggiore spesa per montaggi accelerati.
Altrimenti il rischio è che l'odierna insofferenza di qualche residente con la puzza sotto il naso si allarghi a molti altri settori dell'opinione pubblica lucchese, mettendo in discussione eventi che tutto il Mondo ci invidia, solo per non spendere qualche soldo in più nei montaggi degli stand.

francesco colucci

giovedì 20 ottobre 2016

Il Fatto Quotidiano: Un articolo di Sciltian Gastaldi, www.ilfattoquotidiano.it

Un grande articolo di Gastaldi, sul giornale il Fatto Quotidiano, che fotografa meravigliosamente l'agghiacciante verità sui WEBETI, da diffondere per amore di giustizia.

Bebe Vio e Agnese Landini in Renzi. 
Cosa hanno in comune queste due donne, recentemente salite al soglio pubblico? Anzitutto sono donne. Poi hanno attirato su di loro una enorme attenzione per via di ciò che hanno fatto, per ciò che sono, per ciò che rappresentano: un’atleta medaglia d’oro alle Paralimpiadi e la moglie dell’attuale Presidente del Consiglio. 
Sono state per tutta la giornata di ieri il bersaglio del dileggio e dell’insolenza di alcune migliaia di minus habens, che le hanno insultate (insultate, non solo criticate) perché “ree” di aver presenziato alla visita di Stato a Washington DC, dietro invito del Presidente Barack Obama e sua moglie Michelle.
Fra i miei 25 lettori ci sono quelli che da tempo mi suggeriscono: “Sciltian, ma cosa presti attenzione ai commenti sui social network. 
Sono pieni anche di webeti, di invidiosi, di gente frustrata che sfoga il suo senso di inutilità e di mancato realizzamento sociale insultando chi, invece, ce l’ha fatta”. Peggio ancora se ce l’ha fatta partendo da condizioni di oggettivo svantaggio, come è stato nel caso di Bebe Vio. O se, semplicemente, sono donne di successo: il binomio a moltissimi proprio non va giù, anzi, in particolare non va giù a moltissime donne per niente di successo, e vi assicuro che i social network ne traboccano.
Tuttavia, quando il rumore di fondo di tanti webeti si fa assordante, io mi infurio.
Vediamo i fatti: insieme a Bebe Vio (e alla nostra First Lady) alla Casa Bianca Renzi ha invitato altre tre donne: la direttrice del Cern, Fabiola Gianotti, la sindaca di Lampedusa, Giusi Nicolini, e la curatrice del dipartimento di Architettura e Design del Moma, Paola Antonelli. 
Queste tre donne, però, non sono state bersagliate dagli webeti quanto Bebe e Agnese. Evidentemente, per l’odiatore di professione essere direttrici del Cern, sindaci o curatrici del Moma non rappresenta un chiaro esempio di successo.
Ma soprattutto, la “colpa” di Bebe è stata quella di aver mostrato, proprio sui social network, tutta la sua genuina felicità per essere stata scelta come simbolo del successo tricolore. 
Una gioia quasi bambina, declinata con un po’ di foto delle prove dell’abito di Dior comprato apposta, e arricchita da tutta l’intelligenza e l’autoironia che questa donna volitiva sa mettere in campo; indimenticato il suo tweet che annunciava di aver preparato la valigia e di averci messo dentro anche “le gambe col tacco”. 
Detto da una ragazza di diciannove anni che ha perso gambe e avambracci a 11 anni per una meningite fulminante, dovete ammettere, non è male.

Agnese Landini ha anzitutto il difetto di lavorare e di non limitarsi a fare la bella statuina nelle cene di Stato: è insegnante part-time di scuola pubblica. 
Sono così comparse varie lettere o post di professoresse che, pensando di dire una cosa intelligente o sarcastica, si chiedevano come mai lei, la moglie di Renzi – spesso dileggiata da altre donne per il suo aspetto fisico con attacchi sessisti e transfobici che l’associano a “Vladimiro Guadagno” – avesse potuto assentarsi dal lavoro a scuola per seguire il marito nel viaggio di Stato (sic!). 
Una domanda retorica che ostenta non solo mancanza di senso del reale (e del ridicolo) ma anche una profonda ignoranza del proprio contratto collettivo di lavoro, che infatti prevede – per tutti – 3 giorni di permesso retribuito all’anno per questioni personali o di famiglia, più 6 giorni di ferie.
C’è però chi ha fatto di peggio, come l’insegnante in pensione Maria Grazia Galimberti, che su Orizzonte Scuola ha addirittura scritto una lettera aperta alla First Lady, naturalmente dandole del tu, perché lei può. 
Una lettera che trasuda invidia sociale e un falso moralismo ignorante, condito da una paternale ipocrita che sottende l’idea di buttare nel cesso anni e anni di lotte sindacali sui permessi dal lavoro, a meno che l’autrice ne ignori del tutto l’esistenza. Eh no, cara Agnese, te lo dice la Galimberti, che siccome è in pensione può darti lezioni di vita, di etica e perfino d’etichetta diplomatica: tu a Michelle che ti ha invitata a rappresentare la Repubblica italiana alla Casa Bianca avresti dovuto rispondere: “Mi dispiace ma c’ho il consiglio di classe.” “Mi sarebbe tanto piaciuto, ma in terza c’abbiamo la lotta per le investiture“. 
Il tutto essendo vestita “coi soliti jeans e le scarpe da tennis“, come dice la saggia Galimberti, sia mai che a scuola l’Agnese c’andasse in gonna o, apriti cielo, tailleur: ti prenderesti troppo sul serio, amica.
Non starò a soffermarmi su quanto Agnese Landini non sia proprio una prof come tutte le altre, nel momento che ricopre anche l’incarico di First Lady. 
E’ che rimango basito dalla concezione della scuola di gente come Galimberti: ma vi immaginate quanto saranno contenti gli studenti della prof Landini, al suo ritorno? Potranno chiedere l’impressione che le han fatto Obama e Michelle di persona. Sapere come se l’è cavata con l’inglese, parlato senza traduttori ma sempre in disparte, probabilmente perché di livello migliore rispetto al marito. 
Domandare com’è fatta dentro e fuori la Casa Bianca. Cose così, insomma, perché a scuola gli insegnanti non devono mica leggere il libro: possono insegnare attraverso tutta la loro persona e le loro esperienze di adulti nel mondo d’oggi. 
Possibile mai che un’insegnante in pensione non immagini una cosa così banale?

di Sciltian Gastaldi, 20 ottobre 2016 su  www.ilfattoquotidiano.it 




mercoledì 19 ottobre 2016

La persecuzione degli Ebrei non ha fine......vergogna del Governo Renzi

Una presa di posizione del Socialisti sulle nuove persecuzioni agli Ebrei

L'Unesco, l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura – ha deciso con una votazione a maggioranza, Italia astenuta, che il Monte del Tempio e il Muro del Pianto non hanno nulla a che fare con l'ebraismo. Una risoluzione del comitato esecutivo ha infatti sancito che questi due luoghi sono sacri soltanto per la religione musulmana, approvando l'utilizzo del solo nome arabo.
Una decisione che è un falso storico, decisa dalla maggioranza filo araba di un Unesco, che è divenuto nel tempo un ente inutile, da rottamare.
Il Governo Italiano dove rimediare alla sua idiota astensione, dichiarando che il Muro e il Monte sono luoghi sacri alle tre religioni, come è la verità e come è sempre stato da secoli e secoli.
L'Italia è il terzo maggior finanziatore dell'Unesco, con circa 12 miliardi di euro all'anno, che farebbe bene a risparmiare e dedicare alle pensioni minime italiane anziché sprecarli in un tale assurdo ente.

Socialisti Laici e Riformisti di Lucca


Dal Sito, Chi ama vota SI:

Liberi-SI a Lucca, siamo tanti e determinati...

Si è tenuta la riunione dei Responsabili dei Comitati Liberi-SI di Lucca, per fare il punto organizzativo sulla campagna elettorale in atto.
All'incontro, che ha visto l'autorevole presenza del Presidente Emerito del Senato Marcello Pera, fondatore e Presidente del Comitato Nazionale Liberi-SI, erano presenti i responsabili dei Sette Comitati lucchesi già pronti, con oltre 200 iscritti.
Marcello Pera ha dato il via alla seconda fase organizzativa, ponendo l'obiettivo di raggiungere, nei prossimi giorni, il raddoppio dei Comitati Lucchesi ed almeno 500 iscritti, realizzando così il nocciolo duro del fronte del SI a Lucca, ben augurante per il Referendum del 4 dicembre.
Il Presidente Pera sarà impegnato nelle prossime settimane in numerose manifestazioni del SI in tutta Italia e il successo di quelle tenute a Bologna, Macerata e Lucca fa considerare l'iniziativa Liberi-SI, una scelta politica indovinata, che partendo dall'affermazione del SI in Italia, possa costituire una nuova proposta unitaria del centro-destra moderato, vera alternativa al populismo e agli estremismi di destra e sinistra, nonché ad un PD in fase declinante.

francesco colucci, costituendo comitato lucchese "Sandro Pertini"

per iscriversi al Comitato Liberi-SI Sandro Pertini, Lucca scrivi a colucci.lu@alice.it o
telefona al cell 3480533233