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martedì 24 novembre 2015

Un Piano per la "Difesa della Patria e degli Italiani"



L'On.le Bergamini da notizia che i gruppi parlamentari di Forza Italia hanno proposto un piano organico operativo in 12 punti per dare più sicurezza al popolo italiano, una sicurezza che tuteli liberta’ e necessita’ di affrontare un pericolo incombente, affrontando le metastasi di un cancro che cerca di insediarsi tra noi e vuole colpirci.

Il titolo del programma azzurro sulla sicurezza e’ “Per la difesa della Patria e degli italiani”, e si concretizzera’ in una serie di proposte che “Forza Italia avanza al tavolo delle forze politiche del centrodestra e si rivolge, altresi’, al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, affinche’ si apra un confronto a partire dal nostro contributo. Questo sarebbe un modo eccellente di dare seguito al giusto invito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per una ‘coesione e compattezza’ nazionali: con la concretezza di scelte forti e adeguate”. Le proposte spaziano dalla richiesta di piu’ risorse per il comparto sicurezza, fino alla modifica delle norme sulla legittima difesa. Sicurezza: proposte FI in 12 punti, da risorse a legittima difesa.
Ecco i 12 punti del programma di Forza Italia:
- 1) Conferma della partecipazione italiana alle missioni internazionali di pace e alla coalizione gia’ impegnata nell’area siriana; verifica dell’utilita’ di altre missioni che, ad esempio nel Mediterraneo, invece di contrastare l’attivita’ degli scafisti finiscono per incrementare gli ingressi illegali nel nostro Paese.
- 2) Stanziamenti economici immediati per il rinnovo dei contratti del comparto sicurezza-difesa, imposto dalla sentenza della Corte Costituzionale del giugno scorso; risorse per il riordino delle carriere e per il potenziamento degli organici delle forze di polizia e del corpo dei vigili del fuoco. Attualmente gli organici delle forze di polizia sono largamente al di sotto delle piante organiche e i recenti provvedimenti di riforma della pubblica amministrazione prendono atto, sbagliando, di questa contrazione di forze che sta portando alla chiusura di numerosi uffici sul territorio e all’impoverimento della presenza dello Stato a difesa dei cittadini, in un momento di massimo pericolo.
- 3) Rafforzamento del ruolo dell’intelligence e tutela degli agenti. Incrementare e velocizzare il reclutamento nell’intelligence di esperti, individuati nell’ambito accademico e scientifico, in grado di contribuire a inquadrare le nuove minacce alla sicurezza. E’ necessario anche un rafforzamento delle garanzie funzionali, per evitare che il timore di conseguenze giudiziarie scoraggi le pratiche di infiltrazione o di prevenzione necessarie allo svolgimento del lavoro di intelligence.
- 4) Maggiore impiego delle forze armate nella vigilanza di obiettivi fissi e nel controllo del territorio interno e nelle zone di confine, potenziando le operazioni in corso. Dotare le forze di polizia di armi non letali. In questo caso le forze di polizia avrebbero una maggiore liberta’ di movimento, nell’attuazione delle loro azioni repressive nei confronti dei fenomeni criminali.
- 5) Piano organico di controllo del territorio, introducendo procedure e strumenti di controllo piu’ efficaci. Si pensi ad esempio all’assenza di metal detector nelle stazioni e nelle metropolitane italiane, alla presenza di migliaia e migliaia di varchi nel sistema del trasporto pubblico privi di qualsiasi forma di vigilanza, ai rischi che si corrono non soltanto dove ci sono obiettivi sensibili ma nelle aree particolarmente affollate. Si deve incoraggiare l’uso delle videocamere di sorveglianza a favore delle forze dell’ordine. Le nostre citta’ infatti sono ricche di punti di videocamere installate da privati per la sorveglianza delle loro abitazioni e dei loro negozi. L’accesso diretto delle forze dell’ordine alle riprese effettuate da queste videocamere sarebbe prezioso, ai fini della lotta a ogni forma di criminalita’.Sicurezza: proposte FI in 12 punti, da risorse a legittima difesa
- 6) Revisione delle normative penali vigenti. Prima di parlare di altre norme, vedere quali abbiano prodotto effetti concreti, quali debbano essere potenziate, quali debbano essere varate o quali addirittura siano invece superate, arrivando alla redazione di un vero e proprio testo unico per la sicurezza interna, anche in riferimento alle nuove forme di terrorismo e all’attivita’ dei pendolari del terrore che alternano periodi di combattimento nel medio oriente e periodi di presenza nei Paesi europei che spesso si concludono con vere e proprie imprese terroristiche.
- 7) Introduzione di una disciplina piu’ stringente ed efficace della legittima difesa. L’aumento dei fenomeni di criminalita’ “ordinaria” comporta uno sforzo crescente da parte delle forze dell’ordine. Gran parte di queste energie possono essere dirette a combattere il terrorismo di matrice jihadista. Una disciplina piu’ stringente in materia di legittima difesa puo’ avere effetti dissuasivi nei confronti della cosiddetta criminalita’ “ordinaria”, a tutto vantaggio dell’operativita’ delle forze dell’ordine, impegnate nella lotta al terrorismo di matrice jihadista.
- 8) Come ha chiesto Hollande, distinguere con maggiore precisione i profughi che scappano dalle guerre dai clandestini, che devono essere immediatamente espulsi dai nostri Paesi. L’Italia deve rivedere le norme vigenti ed arrivare, nel quadro di una intesa europea, al varo di misure che consentano l’espulsione effettiva e rapida di chi entra illegalmente nel nostro Paese. Cio’ comporta la cessazione di ogni attivita’ di trasporto di coloro che, non essendo profughi, sono da considerare clandestini che non hanno diritto all’ingresso nel nostro Paese. A tal fine e’ possibile introdurre misure per rendere piu’ efficiente e veloce il lavoro delle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale. In attesa della riscrittura (o scrittura) di una coerente e organica disciplina del diritto di asilo, e’, comunque, possibile, gia’oggi, rendere piu’ veloce ed efficiente il lavoro di selezione delle domande dei richiedenti protezione internazionale, per individuare i veri rifugiati e isolare gli infiltrati e, in generale, i non aventi diritto alla protezione. Si puo’ aumentare il numero delle commissioni territoriali di selezione delle domande e prevedere un rafforzamento del loro organico, in chiave sia quantitativa sia qualitativo. Utile anche l’introduzione di misure per dare piu’ tempo alle forze dell’ordine per smascherare i finti rifugiati. Attualmente, le forze dell’ordine dispongono infatti di appena 24 ore per procedere all’identificazione dei richiedenti asilo. Si tratta di un tempo del tutto insufficiente, in base all’esperienza di questi anni. E’ possibile aumentare il tempo, a 72 ore, rispondendo a un’esigenza fatta presente da diversi esponenti delle forze dell’ordine.
– 9) In considerazione della possibilita’ per l’ordinamento Italiano che la cittadinanza possa essere revocata al cittadino abbia svolto attivita’ in contrasto con i doveri di fedelta’ verso lo Stato, prevedere la revoca della cittadinanza ai foreign fighters e a tutti i terroristi neo-jihadisti. E’ possibile, dunque, intervenire sull’attuale disciplina per fare in modo che la cittadinanza venga revocata a chiunque abbia partecipato, a qualunque titolo, ad azioni riconducibili al Daesh e, in generale, al terrorismo di matrice jihadista.
- 10) Uso corretto delle possibilita’ di incremento delle spese per la sicurezza dal terrorismo che potranno essere autorizzate dall’Unione Europea. Destinazione di queste spese a chiari e specifici obiettivi riguardanti la sicurezza e la lotta al terrorismo, senza trucchi contabili che possano destinare tale possibilita’ di sforamento ad altri obiettivi estranei a queste assolute priorita’
- 11) Istituzione dell’albo-Registro pubblico delle moschee e dell’Albo nazionale degli imam per regolamentare, per la prima volta in Italia, il crescente fenomeno della diffusione di moschee e per disciplinare la figura dell’imam.
- 12) Garantire con immediatezza a tutti i gruppi parlamentari la rappresentanza all’interno del Copasir.


lunedì 23 novembre 2015

Un intervento di Piero Angelini

L'informatore lucchese è lieta di diffondere un articolo dell'On.le Piero Angelini, pubblicato su "Lucca in Diretta.it", sulla nuova legge urbanistica regionale dichiara in parte illegittima dalla Corte Costituzionale.

La nuova legge urbanistica regionale ha consentito un "condono edilizio straordinario", per quei fabbricati realizzati prima del 17 marzo 1985. Lo dice la sentenza della Corte costituzionale, investita del problema dal ricorso dello Stato, e depositata il 19 novembre scorso. Da questa sentenza Piero Angelini, consigliere comunale di Governare Lucca, trae lo spunto per confermare critiche che alla legge regionale aveva fatto ben prima. "Durante la nostra battaglia contro la cementificazione di Lucca, portata avanti, con la compiacenza dell'opposizione, dalle amministrazioni Fazzi e Favilla, noi avevamo messo in rilievo, spesso, che tutto ciò era avvenuto anche per responsabilità della Regione che, con le sue leggi urbanistiche aveva favorito, in tutta la Toscana (basti pensare alla cementificazione delle serre), un consumo di suolo eccessivo e ingiustificato, celato spesso sotto il velo di rilevazioni taroccate; riconosciuto, infine, dall'assessore regionale Marson, che, con una campagna di verità, aveva certificato che la Toscana era una Regione gravemente cementificate, al pari del Piemonte, della Lombardia, del Veneto : un consumo di suolo della Toscana, nel lungo periodo esaminato, del 10%, di fronte ad una crescita della popolazione del 3,2%".
"Nonostante tutto ciò - aggiunge Angelini -, la Regione Toscana rimaneva, per il Pd e per la pubblicistica compiacente, una regione virtuosa (la 'Toscana felix'). Un coro di lodi che si è andato ingrossando dopo il varo della nuova legge urbanistica 65/2014, presentata, da Pd e da Rossi, e giudicata da molti, come una legge esemplare, basata sul consumo zero di suolo, con una impegnativa difesa dei terreni agricoli. Queste lodi, a me, erano parse francamente eccessive e frutto di disinformazione; dal momento che, come osservavo criticamente, gli interventi sulle aree agricole si potevano continuare a fare: prima con gli accordi di programma (come è avvenuto per il nuovo Ospedale, costruito su di un'area agricola, per di più cassa di espansione), ora, con la nuova legge, tramite la conferenza di copianificazione (come è già avvenuto per la grande viabilità); l'unica differenza il ruolo più pregante che la Regione si era assunto ora in tale materia. Ma soprattutto, avevo fatto notare, anche in commissione urbanistica, che la nuova legge ( senza che nessuno del lodatori lo avesse mai messo in rilievo) conteneva, negli articoli 207 e 208, pur con formulazioni ipocrite, un effettivo condono per gli abusi edilizi anteriori al 17 marzo 1985: un condono che, oltre ad essere illegittimo, perché annullava le sanzioni penali e la possibilità di abbattere il fabbricato abusivo, previsto da una legge dello Stato, solo competente in materia, contraddiceva tutta la politica fatta dal Pd contro i condoni di Berlusconi e apriva un precedente pericoloso per altre Regioni, soprattutto nel Sud, dove l'abusivismo è generalizzato (basta pensare alla Valle dei templi, ad Agrigento)
Mi ha fatto piacere, allora, che la Corte costituzionale, investita dal ricorso dello Stato, con Sentenza n. 233, depositata il 19 novembre 2015, abbia giudicato la normativa contenuta negli articoli citati come un "condono edilizio straordinario" e ne abbia di conseguenza dichiarato l'illegittimità costituzionale. Non mi ha meravigliato, invece, che il centro destra, sempre d'accordo sui condoni edilizi, non abbia protestato a suo tempo e magari oggi se ne dolga, al pari di Rossi; né mi stupisce il fatto che nessun giornale, nella Toscana felix, a quanto mi consta, ne abbia fatto cenno".