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mercoledì 7 ottobre 2015

Fondazione CRLucca: Chiari chiarisce....poco.... ma insiste


Marco Chiari ha inviato e la Gazzetta ha pubblicato, una sua replica sulla vicenda dei lavori sulle Mura, della Fondazione CRLucca, confermando che a suo parere sono appaltati per una cifra mentre poi, a consuntivo, chiudono con cifre molto, molto più alte. Ribadisce questo concetto ma nulla porta a suffragio, ma anche così questo "sospetto" reiterato, sta diventando una cosa antipatica, perchè la Fondazione può benissimo non rispondere a Chiari, se non lo ritiene un interlocutore accettabile, ma una volta riconfermate pubblicamente queste illazioni sarebbe bene per tutta la collettività lucchese che fossero pubblicati i consultivi degli appalti realizzati, che, è vero, sono eseguiti da un ente privato, ma è un ente di così grande rilevanza sociale e economica per la città, che forse sarebbe bene non dare adito a pensar male. Il non dare trasparenza, una volta posto il problema, al di là di chi lo abbia posto, può essere scambiato quanto meno per arroganza, supponenza, sentirsi al di sopra della città, con scarsa considerazione per il cittadino. Come dire: noi siamo i potenti, noi abbiamo i soldi e non dobbiamo rendere conto a nessuno, credo che il Presidente Lattanzi che conosco come persona corretta, attenta e sensibile, dovrebbe valutare, nella sua indipendenza, questi fattori.
In fin dei conti sono soldi della collettività lucchese ed  aprire le finestre è sempre positivo anche se le illazioni di Chiari si ritengono solo falsità.
Chiari poi apre un altra questione: spregiudicatamente lascia intendere che nelle segrete stanze, fra Comune e Fondazione, si stia parlando di possibili comuni interventi di recupero edilizio su parte della Manifattura Tabacchi, per fini economici e per darli in affitto ad un gruppo di imprenditori.
Queste affermazioni, più che rivelazioni, sembrano invero messaggi inviati a qualcuno: "state attenti io so cosa state tramando e per conto di chi"  Questo non può rimanere senza chiarimenti, dato che è chiamato in causa il Comune, che ha il dovere di smentire subito queste affermazioni, oppure chiarirle nel suo significato reale, perchè investire sulla Manifattura, non è certo "peccato".
Il Sindaco deve dire la sua, anche querelando il Chiari, se si ritiene diffamato da queste  illazioni, ma sarebbe inaccettabile se non ci fossero risposte chiare sulle intenzioni del Comune.
L'affermazione poi di Chiari che chi ha i soldi e il potere può condizionare le scelte sul futuro della città ha senso e verità e sul futuro della Manifattura Tabacchi non ci possono essere cose segretate, tutto deve essere alla luce del sole e a mio parere, più che eventuali uffici per imprenditori, alla Manifattura, la città ha bisogno di parcheggi e di questi, nessuno parla più. Speriamo che i fantasmini d'opposizione, di destra, sinistra e grillini, si facciano coraggio, bevano un Red Bull e riescano a dire qualcosa, anche se si tratta della divina Fondazione.

francesco colucci x riformisti italiani lucca





domenica 4 ottobre 2015

Livorno: Mercato delle Vettovaglie il più grande e bello d'Europa e molto altro....

Il Mercato delle Vettovaglie conosciuto dai livornesi come “mercato centrale” si innalza sugli scali Aurelio Saffi, lungo il Fosso Reale, che attraversa il centro storico. Costruito nel 1894 con volte a cassettoni, con elementi neoclassici e liberty, è lungo quasi 100 metri largo 26 alto oltre 30, che ne fa il Mercato più grande e bello d'Europa, anche più di quello celebre di Barcellona. Quando fu aperto al pubblico aveva una capacità di oltre 200 botteghe. Oltre le botteghe ha magazzini e cantine che si affacciano sul Fosso, da dove una volta arrivavano gli approvvigionamenti. Ha un salone per Verdure e Frutta con molti negozi che offrono anche Panificazioni diverse, legate alle tradizione dei vari paesi del livornese. Stupendo è il Salone del Pesce separato dal resto, con circa 20 fra banchi e negozi di Pesce, che sono uno spettacolo nello spettacolo. Nella grande galleria centrale banchi e negozi per tutti gli altri generi alimentari e casalinghi, con carni e pollame esposti come una volta, attaccati.
Il Mercato è aperto sempre la mattina nei giorni feriali, solo alcuni pomeriggi al mese e in poche festività, intorno al Natale e Capodanno. Parcheggi ci sono, non abbondantissimi, lungo il Fosso, a pagamento, ma il posto normalmente si trova, anche se la presenza nella vicina piazza, del Mercato ambulante, complica in alcuni giorni, l'approdo. L'uscita dall'autostrada è per il centro di Livorno, superando la Stazione Ferroviaria.
Il Mercato è sempre molto vissuto, da una moltitudine di avventori, che saltano da un banco all'altro trattando prezzi e acquisti, ma anche facendo ricche colazioni, non trascurando il celebre "Ponce".   
Vado volentieri ad acquistare il Pesce in questo Mercato per la varietà dell'offerta, che propone anche banchi specializzati in Crostacei, che, prenotando, puoi avere anche preparati aperti, per il forno o le cruditè.
Per chi ha voglia di pulirsi il Pesce da se, acquistando quello che il mare Tirreno ha offerto in nottata, ci si può fermare, a mattina inoltrata, ai banchi dei pescatori, che, non sono al Mercato, ma si trovano nella vicinanza del Porto vecchio, quasi davanti alla Statua dei Quattro Mori. Qui i lavoranti dei pescherecci pagati in parte col pescato, vendono quello che nella notte hanno trovato nelle reti e che i grossisti non hanno acquistato. Sono pesci che saltano vivi nelle ceste, per lo più pesce azzurro, che ti vendono a borsate, senza pulirli, a prezzi stracciati, sopratutto se compri a cassette e verso l'ora di pranzo.
Un gita a Livorno deve vedere anche un sosta gastronomica. Molte le trattorie tipiche, vere e proprie bettole, nel simpatico quartiere Venezia, dove su tavolini di marmo, si possono degustare piatti di pesce povero freschissimo a prezzi bassi, dove il pesce è regolarmente cucinato rosso, col pomodoro, come da tradizione livornese. Consiglio l'Antica Venezia, per i suoi primi stupendi, grondanti rossi sughi complessi, come li cucinava la mia zia Neva, livornese, cinquantanni fa.
Per chi cerca anche la bellezza del locale, molte le offerte a prezzi più adeguati, dall'Ostricaio al porticciolo dell'Ardenza, che ha sempre valide Ostriche e in stagione i   desaparecidos Ricci di Mare oppure l'Andana nel Porto vecchio, che ti offre primi piatti giganteschi al pesce, piatto unico o il rossissimo Stoccafisso alla Livornese. Per il Cacciucco, quello ignorante come da ricetta vera, il Sottomarino è molto valido, ma se non finisci l'enorme piattone di cacciucco affogato nel sugo, con una piovra intera immensa, l'oste, che raccolta barzellette fulminanti, ti contende a voce alta.
Per l'apertivo consiglio la Baracchina Bianca, sul mare a Acquaviva, dopo i Bagni Pancaldi e prima dell'Accademia Navale, dove i più vecchi ricorderanno andò a finire sugli scogli uno spezzone del mercantile che naufragò tanti anni fa, davanti a Livorno, in un libecciata rimasta storica,
Da vedere il rinnovato Acquario, la Casa di Modigliani, il Mercatino Americano e poco altro, per i Credenti il famoso Santuario di Montenero, in vero molto suggestivo anche per gli storici ex voto, veramente particolari.
Per dormire consiglio l'Albergo Palazzo restituito agli antichi splendori pochi anni fa, davanti alla Terrazza Ciano ora Mascagni, ha saloni liberty stupendi e camere modernissime, con vasche e docce idromassaggio e una piscina all'attico, a sfioro, per cui l'acqua si fonde con il mare davanti e ti sembra di essere al largo. Accanto alla Piscina, sempre nell'attico, il Ristorante, per chi non vuole uscire o mangiare in Camera.
Prezzi da trattare volta per volta non fermandosi ai listini, sopratutto in bassa stagione.

francesco colucci