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venerdì 18 settembre 2015

Immigrati: Accogliamo i Cristiani perseguitati da fondamentalisti musulmani.

Qualche malalingua comincia a sussurrare che Papa Francesco tenga più ai Musulmani che hai Cristiani. Certo una bestialità da non condividere, ma l'esistenza nel mondo di milioni di perseguitati cristiani di cui pochi parlano che sono anch'essi alla ricerca di un rifugio da guerre e persecuzioni  da parte di fondamentalisti musulmani, potrebbe far pensare a Matteo Renzi e anche alPapa Francesco che forse sarebbe meglio soccorrere nel nostro Paese questi Cristiani che hanno radici comuni con noi anzichè ingolfarci di miscredenti che spesso hanno la cattiva abitudine di odiare le nostre tradizioni e le nostre abitudini.
Ho letto un ottimo articolo su questo tema da un importante giornalista su "Il Giornale" e ne faccio partecipe i nostri lettori ove fosse a loro sfuggito.
L'opinione di Alessandro Sallusti su "Il Giornale"
Più che per motivi umanitari, la Cancelliera si è mossa per evitare un'invasione indiscriminata. «Mi prendo un po' di siriani», ha annunciato, aprendo per due giorni le frontiere e riscuotendo l'applauso di mezzo mondo. Nessuno si è sognato di darle della razzista perché discriminava i profughi per nazionalità o razza. Ha ritenuto che i siriani fossero più compatibili di altri con la società tedesca e così ha fatto.
Allora io faccio una proposta. Il governo italiano apra un corridoio umanitario preferenziale per accogliere, nel limite delle nostre possibilità o quote decise da accordi internazionali, profughi cristiani. Parliamo di un esercito di oltre un milione e 400mila perseguitati che vagano nel mondo in cerca di salvezza. Fuggono da eccidi, persecuzioni e torture che subiscono per il solo fatto di essere cristiani. Scappano da Siria, Irak, Pakistan, Nigeria, Eritrea e altri Paesi dove regimi islamici fanno da carnefici o, nella migliore delle ipotesi, lo lasciano fare a bande di estremisti. Delle oltre duecentomila persone sbarcate quest'anno sulle nostre coste, si calcola che almeno uno su otto sia cristiana: parliamo quindi di ventimila disgraziati fratelli di fede. Molti di loro si sono portati appresso il certificato di battesimo pensando costituisse un lasciapassare nell'Occidente cristiano, a maggior ragione nel Paese dove impera il vicario di Cristo. Non è stato così: quel certificato – a differenza dal passaporto siriano caro alla Merkel - è ritenuto da noi carta straccia. Non voglio scomodare Papa Francesco, che ha molte cose a cui pensare, ma quel gregge di fedeli perseguitato perché crede nel nostro stesso Dio, disperso nei nostri campi profughi o accampato in chissà quale periferia, merita una corsia preferenziale. Riconoscendo, come sosteneva l'atea Oriana Fallaci, che «è il cristianesimo a garantire la libertà dell'Occidente».
Se la statista Merkel può dettare le sue preferenze, perché il nostro governo non potrebbe fare altrettanto? Senza scomodare il basilare concetto di «immigrazione culturalmente compatibile» caro a una parte della Chiesa, facciamo valere nelle graduatorie degli aventi diritto all'accoglienza il certificato di battesimo. È un bel passaporto. Lo stesso nostro.


giovedì 17 settembre 2015

La lettera aperta alla Soprintendenza di Lucca, sull'Acquedotto Monumentale del Nottolini


Gentile Soprintendente ai Monumenti Lucca
 
Le devo segnalare la grave situazione dell'acquedotto del Nottolini in Comune di Lucca.
Mi rendo conto che alcune opere di restauro del Tempietto e degli archi richiedono investimenti che possono non esserci, ma quello che inspiegabile e che denuncio è la situazione di grave degrado degli alberi e delle fosse di scolo delle acque che non richiedono investimenti pubblici.
Infatti come più volte segnalato al Comune anche attraverso i Mass media enormi alberi impiantati in terreni privati e abbandonati a se stessi superano in altezza lo stesso acquedotto monumentale e i loro rami si appoggiano pericolosamente agli archi del monumento oppure hanno invaso totalemente la fossa demaniale di scolo delle acque.
Il risultati sono che le fronde degli alberi sotto la spinta dei venti colpiscono violentemente gli archi del monumento, staccandone pezzi e gravando sulla stessa stabilità di alcune colonne che paiano disassate rispetto alle altre, creando anche pericolo per le persone che transitano.
Nella fossa demaniale dello scolo delle acque i tronchi enormi di alberi ostruiscono totalmente la stessa creando allagamenti persistenti alla base delle colonne rischiando di minacciarne la stabilità.
Per risolvere questi pericoli per il Monumento non occorrono denari ma solo un intervento sui proprietari dei terreni chiedendo l'abbattimento dellle piante che hanno invaso il monumento sugli archi in alto e nella fossa di scolo.
Sarebbe auspicabile un intervento rapido visto che stiamo andando verso la cattiva stagione, dove bufere si vento e di acqua possono peggiorare la situazione.
Spero che come succede ormai sempre più spesso in Italia, non sia necessario rivolgersi alla Magistratura per risolvere questioni che sono di competenza degli organi comunali e statali preposti.
Le allego foto per documentare alcune delle situazioni descritte, ma molte altre sono le emergenze di questo tipo, lungo lil monumento.
 
distinti saluti
 

francesco colucci