Translate

martedì 15 dicembre 2015

I leopoldi e il Marchese del Grullo

Pubblichiamo un articolo del giornalista Alessandro Sallusti direttore de "Il Giornale" edito il 13 dicembre 2015.
«Io sono io, e voi non siete un c...». Dal Marchese del Grillo, Alberto Sordi, siamo passati al Marchese del Grullo, Matteo Renzi.
Stessa arroganza, stessa prepotenza avvicinano il premier e la sua corte all'aristocratico che maramaldeggiava nella Roma papalina del Settecento e che Mario Monicelli ha reso immortale nel celebre film. Oggi non siamo in Vaticano ma alla Leopolda, l'ex stazione ferroviaria di Firenze dove da anni Matteo Renzi raduna la sua corte per celebrare se stesso. Una passerella egocentrica e blindata sulla quale sfilano giullari e cortigiani per decantare le presunte doti del capo e di se stessi. Chi è fuori, chi non si allinea, è trattato e descritto come un reietto. I giornali che hanno osato criticare il governo - tra i quali il nostro - sono esposti in bella vista in una gogna pubblica e al centro di un nuovo gioco di società dal titolo «Vota il peggiore». Non mi sorprende questo esercizio di democrazia. Esattamente un anno fa - a tanto risale l'ultima volta che ci siamo sentiti al telefono - Matteo Renzi mi minacciò per una notizia che lo riguardava, pubblicata sul nostro sito: «Guarda - mi disse - che vengo sotto casa e ti spacco le gambe».Non parlano, alla Leopolda, del colossale conflitto di interesse che coinvolge il ministro Boschi (e tutto il clan fiorentino, come si evince dalla notizia che pubblichiamo oggi in prima pagina) nel caso del fallimento della Banca dell'Etruria. E non vogliono neppure guastafeste. Funzionari compiacenti hanno infatti vietato oggi ai risparmiatori truffati dalla banca di papà Boschi di manifestare fuori dalla Leopolda. Sono per lo più pensionati, indegni anche solo di avvicinarsi alla corte giovane e brillante del premier. E viene rabbia a pensare come invece il via libera i prefetti lo diano praticamente ogni giorno a chiunque voglia occupare e paralizzare le nostre piazze, imbrattare e a volte devastare le nostre strade.Ma nei regimi funziona così. Il duce non va disturbato, il diritto a manifestare deve essere compresso e silenziato, l'informazione derisa, visto che almeno per il momento non può essere soppressa. Il Marchese del Grullo non ama il confronto, ormai gioca solo in casa e solo se la casa è blindata. Perché se mette fuori la testa, dal popolino parte una pernacchia lunga tanto
Alessandro Sallusti


.

martedì 24 novembre 2015

Un Piano per la "Difesa della Patria e degli Italiani"



L'On.le Bergamini da notizia che i gruppi parlamentari di Forza Italia hanno proposto un piano organico operativo in 12 punti per dare più sicurezza al popolo italiano, una sicurezza che tuteli liberta’ e necessita’ di affrontare un pericolo incombente, affrontando le metastasi di un cancro che cerca di insediarsi tra noi e vuole colpirci.

Il titolo del programma azzurro sulla sicurezza e’ “Per la difesa della Patria e degli italiani”, e si concretizzera’ in una serie di proposte che “Forza Italia avanza al tavolo delle forze politiche del centrodestra e si rivolge, altresi’, al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, affinche’ si apra un confronto a partire dal nostro contributo. Questo sarebbe un modo eccellente di dare seguito al giusto invito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per una ‘coesione e compattezza’ nazionali: con la concretezza di scelte forti e adeguate”. Le proposte spaziano dalla richiesta di piu’ risorse per il comparto sicurezza, fino alla modifica delle norme sulla legittima difesa. Sicurezza: proposte FI in 12 punti, da risorse a legittima difesa.
Ecco i 12 punti del programma di Forza Italia:
- 1) Conferma della partecipazione italiana alle missioni internazionali di pace e alla coalizione gia’ impegnata nell’area siriana; verifica dell’utilita’ di altre missioni che, ad esempio nel Mediterraneo, invece di contrastare l’attivita’ degli scafisti finiscono per incrementare gli ingressi illegali nel nostro Paese.
- 2) Stanziamenti economici immediati per il rinnovo dei contratti del comparto sicurezza-difesa, imposto dalla sentenza della Corte Costituzionale del giugno scorso; risorse per il riordino delle carriere e per il potenziamento degli organici delle forze di polizia e del corpo dei vigili del fuoco. Attualmente gli organici delle forze di polizia sono largamente al di sotto delle piante organiche e i recenti provvedimenti di riforma della pubblica amministrazione prendono atto, sbagliando, di questa contrazione di forze che sta portando alla chiusura di numerosi uffici sul territorio e all’impoverimento della presenza dello Stato a difesa dei cittadini, in un momento di massimo pericolo.
- 3) Rafforzamento del ruolo dell’intelligence e tutela degli agenti. Incrementare e velocizzare il reclutamento nell’intelligence di esperti, individuati nell’ambito accademico e scientifico, in grado di contribuire a inquadrare le nuove minacce alla sicurezza. E’ necessario anche un rafforzamento delle garanzie funzionali, per evitare che il timore di conseguenze giudiziarie scoraggi le pratiche di infiltrazione o di prevenzione necessarie allo svolgimento del lavoro di intelligence.
- 4) Maggiore impiego delle forze armate nella vigilanza di obiettivi fissi e nel controllo del territorio interno e nelle zone di confine, potenziando le operazioni in corso. Dotare le forze di polizia di armi non letali. In questo caso le forze di polizia avrebbero una maggiore liberta’ di movimento, nell’attuazione delle loro azioni repressive nei confronti dei fenomeni criminali.
- 5) Piano organico di controllo del territorio, introducendo procedure e strumenti di controllo piu’ efficaci. Si pensi ad esempio all’assenza di metal detector nelle stazioni e nelle metropolitane italiane, alla presenza di migliaia e migliaia di varchi nel sistema del trasporto pubblico privi di qualsiasi forma di vigilanza, ai rischi che si corrono non soltanto dove ci sono obiettivi sensibili ma nelle aree particolarmente affollate. Si deve incoraggiare l’uso delle videocamere di sorveglianza a favore delle forze dell’ordine. Le nostre citta’ infatti sono ricche di punti di videocamere installate da privati per la sorveglianza delle loro abitazioni e dei loro negozi. L’accesso diretto delle forze dell’ordine alle riprese effettuate da queste videocamere sarebbe prezioso, ai fini della lotta a ogni forma di criminalita’.Sicurezza: proposte FI in 12 punti, da risorse a legittima difesa
- 6) Revisione delle normative penali vigenti. Prima di parlare di altre norme, vedere quali abbiano prodotto effetti concreti, quali debbano essere potenziate, quali debbano essere varate o quali addirittura siano invece superate, arrivando alla redazione di un vero e proprio testo unico per la sicurezza interna, anche in riferimento alle nuove forme di terrorismo e all’attivita’ dei pendolari del terrore che alternano periodi di combattimento nel medio oriente e periodi di presenza nei Paesi europei che spesso si concludono con vere e proprie imprese terroristiche.
- 7) Introduzione di una disciplina piu’ stringente ed efficace della legittima difesa. L’aumento dei fenomeni di criminalita’ “ordinaria” comporta uno sforzo crescente da parte delle forze dell’ordine. Gran parte di queste energie possono essere dirette a combattere il terrorismo di matrice jihadista. Una disciplina piu’ stringente in materia di legittima difesa puo’ avere effetti dissuasivi nei confronti della cosiddetta criminalita’ “ordinaria”, a tutto vantaggio dell’operativita’ delle forze dell’ordine, impegnate nella lotta al terrorismo di matrice jihadista.
- 8) Come ha chiesto Hollande, distinguere con maggiore precisione i profughi che scappano dalle guerre dai clandestini, che devono essere immediatamente espulsi dai nostri Paesi. L’Italia deve rivedere le norme vigenti ed arrivare, nel quadro di una intesa europea, al varo di misure che consentano l’espulsione effettiva e rapida di chi entra illegalmente nel nostro Paese. Cio’ comporta la cessazione di ogni attivita’ di trasporto di coloro che, non essendo profughi, sono da considerare clandestini che non hanno diritto all’ingresso nel nostro Paese. A tal fine e’ possibile introdurre misure per rendere piu’ efficiente e veloce il lavoro delle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale. In attesa della riscrittura (o scrittura) di una coerente e organica disciplina del diritto di asilo, e’, comunque, possibile, gia’oggi, rendere piu’ veloce ed efficiente il lavoro di selezione delle domande dei richiedenti protezione internazionale, per individuare i veri rifugiati e isolare gli infiltrati e, in generale, i non aventi diritto alla protezione. Si puo’ aumentare il numero delle commissioni territoriali di selezione delle domande e prevedere un rafforzamento del loro organico, in chiave sia quantitativa sia qualitativo. Utile anche l’introduzione di misure per dare piu’ tempo alle forze dell’ordine per smascherare i finti rifugiati. Attualmente, le forze dell’ordine dispongono infatti di appena 24 ore per procedere all’identificazione dei richiedenti asilo. Si tratta di un tempo del tutto insufficiente, in base all’esperienza di questi anni. E’ possibile aumentare il tempo, a 72 ore, rispondendo a un’esigenza fatta presente da diversi esponenti delle forze dell’ordine.
– 9) In considerazione della possibilita’ per l’ordinamento Italiano che la cittadinanza possa essere revocata al cittadino abbia svolto attivita’ in contrasto con i doveri di fedelta’ verso lo Stato, prevedere la revoca della cittadinanza ai foreign fighters e a tutti i terroristi neo-jihadisti. E’ possibile, dunque, intervenire sull’attuale disciplina per fare in modo che la cittadinanza venga revocata a chiunque abbia partecipato, a qualunque titolo, ad azioni riconducibili al Daesh e, in generale, al terrorismo di matrice jihadista.
- 10) Uso corretto delle possibilita’ di incremento delle spese per la sicurezza dal terrorismo che potranno essere autorizzate dall’Unione Europea. Destinazione di queste spese a chiari e specifici obiettivi riguardanti la sicurezza e la lotta al terrorismo, senza trucchi contabili che possano destinare tale possibilita’ di sforamento ad altri obiettivi estranei a queste assolute priorita’
- 11) Istituzione dell’albo-Registro pubblico delle moschee e dell’Albo nazionale degli imam per regolamentare, per la prima volta in Italia, il crescente fenomeno della diffusione di moschee e per disciplinare la figura dell’imam.
- 12) Garantire con immediatezza a tutti i gruppi parlamentari la rappresentanza all’interno del Copasir.


lunedì 23 novembre 2015

Un intervento di Piero Angelini

L'informatore lucchese è lieta di diffondere un articolo dell'On.le Piero Angelini, pubblicato su "Lucca in Diretta.it", sulla nuova legge urbanistica regionale dichiara in parte illegittima dalla Corte Costituzionale.

La nuova legge urbanistica regionale ha consentito un "condono edilizio straordinario", per quei fabbricati realizzati prima del 17 marzo 1985. Lo dice la sentenza della Corte costituzionale, investita del problema dal ricorso dello Stato, e depositata il 19 novembre scorso. Da questa sentenza Piero Angelini, consigliere comunale di Governare Lucca, trae lo spunto per confermare critiche che alla legge regionale aveva fatto ben prima. "Durante la nostra battaglia contro la cementificazione di Lucca, portata avanti, con la compiacenza dell'opposizione, dalle amministrazioni Fazzi e Favilla, noi avevamo messo in rilievo, spesso, che tutto ciò era avvenuto anche per responsabilità della Regione che, con le sue leggi urbanistiche aveva favorito, in tutta la Toscana (basti pensare alla cementificazione delle serre), un consumo di suolo eccessivo e ingiustificato, celato spesso sotto il velo di rilevazioni taroccate; riconosciuto, infine, dall'assessore regionale Marson, che, con una campagna di verità, aveva certificato che la Toscana era una Regione gravemente cementificate, al pari del Piemonte, della Lombardia, del Veneto : un consumo di suolo della Toscana, nel lungo periodo esaminato, del 10%, di fronte ad una crescita della popolazione del 3,2%".
"Nonostante tutto ciò - aggiunge Angelini -, la Regione Toscana rimaneva, per il Pd e per la pubblicistica compiacente, una regione virtuosa (la 'Toscana felix'). Un coro di lodi che si è andato ingrossando dopo il varo della nuova legge urbanistica 65/2014, presentata, da Pd e da Rossi, e giudicata da molti, come una legge esemplare, basata sul consumo zero di suolo, con una impegnativa difesa dei terreni agricoli. Queste lodi, a me, erano parse francamente eccessive e frutto di disinformazione; dal momento che, come osservavo criticamente, gli interventi sulle aree agricole si potevano continuare a fare: prima con gli accordi di programma (come è avvenuto per il nuovo Ospedale, costruito su di un'area agricola, per di più cassa di espansione), ora, con la nuova legge, tramite la conferenza di copianificazione (come è già avvenuto per la grande viabilità); l'unica differenza il ruolo più pregante che la Regione si era assunto ora in tale materia. Ma soprattutto, avevo fatto notare, anche in commissione urbanistica, che la nuova legge ( senza che nessuno del lodatori lo avesse mai messo in rilievo) conteneva, negli articoli 207 e 208, pur con formulazioni ipocrite, un effettivo condono per gli abusi edilizi anteriori al 17 marzo 1985: un condono che, oltre ad essere illegittimo, perché annullava le sanzioni penali e la possibilità di abbattere il fabbricato abusivo, previsto da una legge dello Stato, solo competente in materia, contraddiceva tutta la politica fatta dal Pd contro i condoni di Berlusconi e apriva un precedente pericoloso per altre Regioni, soprattutto nel Sud, dove l'abusivismo è generalizzato (basta pensare alla Valle dei templi, ad Agrigento)
Mi ha fatto piacere, allora, che la Corte costituzionale, investita dal ricorso dello Stato, con Sentenza n. 233, depositata il 19 novembre 2015, abbia giudicato la normativa contenuta negli articoli citati come un "condono edilizio straordinario" e ne abbia di conseguenza dichiarato l'illegittimità costituzionale. Non mi ha meravigliato, invece, che il centro destra, sempre d'accordo sui condoni edilizi, non abbia protestato a suo tempo e magari oggi se ne dolga, al pari di Rossi; né mi stupisce il fatto che nessun giornale, nella Toscana felix, a quanto mi consta, ne abbia fatto cenno".





sabato 14 novembre 2015

Terrorismo e Stolti

I tragici fatti di Parigi, smuovono le coscienze, l'orrore, la pietà e la solidarietà, per le tante vittime di una violenza assurda, cinica, criminale. Ma anche la condanna per quegli stolti che non hanno ancora capito che una parte non secondaria dei Musulmani vuole fortemente la morte degli infedeli, dei cristiani, della civiltà occidentale. Musulmani che hanno scelto definitivamente la guerra e il terrorismo per l'affermazione delle loro visione deviata del Corano e della Sharia. Stolti sono i professori italiani che vietano la visita delle scolaresche, ai nostri Musei perchè vi sono quadri inspirati alla fede Cristiana, Stolti coloro che chiedono di togliere i Crocefissi dalle scuole, di non fare i Presepi, di costruire Moschee con i soldi pubblici, che diverranno luoghi di propaganda del terrore e di spionaggio. Stolti i buonisti dell'accoglienza indiscriminata che diventerà bacino di utenza e reclutamento per il fanatismo. I terribili fatti di questi giorni illuminino la mente degli stolti, perchè la nostra civiltà serri i ranghi, difenda le sue tradizioni, le sua civiltà e anche per chi crede, la sua religione. Dobbiamo rivendicare di fronte a tanto odio, a tanta criminale violenza cieca contro di noi, l'orgoglio della nostra civiltà, esaltandola e non nascondendola per non irritare i Musulmani. Se ci dimostreremo forti nelle nostre convinzioni finiranno per rispetterrci, se deboli continueranno a ucciderci. E il sangue di tante vittime innocenti bagnerà anche le mani degli stolti.

francesco colucci x riformisti italiani lucca




domenica 1 novembre 2015

Un super manager leccapiedista da cassare.......

Alcune considerazioni sulla vicenda pirallendiana del corso di formazione indetto dal nuovo super commissario Morello al Resort del Ciocco, che è costato quasi centomila euro alle USL accorpate di Firenze, Prato, Empoli, Pistoia.
Non ritengo credibile che il Senatore Marcucci, della famiglia proprietaria del Ciocco, possa aver brigato per ottenere quella commessa, è assurdo, ma che il super dirigente abbia fatto una sua scelta autonoma per "arruffianarsi" con i Marcucci ed acquisire meriti, lo credo invece molto probabile.
Incredibili poi le giustificazioni adottate da Morello, su questa vicenda.
Da quella che non vi erano in provincia di Firenze, hotels con un numero di camere e servizi, per i 179 partecipanti, quando il comprensorio fiorentino è uno dei maggiori e più attrezzati per l'accoglienza in Italia, in Europa e forse nel Mondo.
All'altra, che non era a conoscenza che il Ciocco fosse di proprietà dei Marcucci, fatto già poco credibile, per il Senatore Andrea e totalmente assurdo, per una persona che da molti anni è dirigente di varie strutture ospedaliere in Toscana, per la sorella Maria Lina Marcucci, per cinque anni vice Presidente della Giunta Regionale Toscana.
Tanto la ruffianesca scelta del Ciocco quanto le giustificazioni presentate, offensive della comune intelligenza, dovrebbero portare il Presidente Rossi a cassare questo super dirigente.
Un Manager dai poteri enormi, che dovrà fare acquisti e gare per milioni di euro, per la nuova più grande USL della Toscana, deve avere requisiti di indipendenza e credibilità, tali da scoraggiare le potenti lobby economiche e politiche che non mancano mai, dietro e davanti, al PD come ad altri partiti. E in Toscana conta solo il PD.
Il Capogruppo d'opposizione Mugnai sembra assai agguerrito su questa assurda vicenda e il gruppo del PD in Regione pare intenzionato a non coprirsi di ridicolo avvallando questa  decisione leccapiedistisca di Morello e pretende chiarezza sui fatti. Bene, staremo a vedere!!

francesco colucci x riformisti italiani Lucca


giovedì 29 ottobre 2015

Furto sulle pensioni, in un articolo di Alessandro Sallusti su "Il Giornale"

Furto sulle pensioni

Bloccata la rivalutazione oltre i 2mila euro. E i sindaci potranno stangarci


La notizia è che il governo Renzi si appresta a fare l'ennesimo furto di Stato. Per le pensioni sopra i duemila euro lordi torna il blocco della rivalutazione Istat, cioè l'adeguamento al costo della vita.
Una recente sentenza della Corte Costituzionale aveva giudicato illegittima la pratica, già adottata da quel furbo di Monti nel 2011. Renzi non solo ha fatto spallucce, restituendo briciole solo a una piccola parte dei pensionati, ma ora rilancia con una furbata che aggira l'ordine dei supremi giudici: il furto sarà graduale con il lievitare dell'assegno.
Ma, al di là dei tecnicismi, il fatto è che Renzi considera ormai i pensionati – che già sono fiscalmente i più tartassati del mondo – il bancomat del suo governo. Siamo alle solite: con una mano taglia, con l'altra preleva e trasforma il canone Rai in una tassa fissa estorta forzosamente a chiunque nella bolletta della luce. E il saldo di questi maneggi è ovviamente sempre a suo favore, come è successo con i famigerati 80 euro.
A parte che ci vuole coraggio a considerare «ricchi» ex lavoratori con un reddito netto tra i 1500 e i 2500 euro, è evidente l'arroganza di uno Stato che, ancora una volta, non rispetta i patti che stipula con i cittadini, considerati alla stregua di sudditi. Può permetterselo perché parliamo di un premier e di un governo mai eletti. I loro mandanti sono stati l'ex presidente Napolitano e Angela Merkel, cioè un pensionato milionario a vita e il capo di uno Stato estero. Sai a loro che gliene frega se un lavoratore italiano aveva deciso di andare in pensione anche contando, per campare con dignità, sull'adeguamento del suo assegno...
E pensare che anche il giovane Matteo Renzi aveva chiaro il valore della pensione. Al punto che pensava di farsela pagare dagli italiani. Ci ha provato facendosi assumere dall'azienda del padre pochi giorni prima di diventare presidente della Provincia di Firenze. Grazie al «distacco politico» i contributi non li avrebbe pagati lui ma noi. Beccato con le mani nella marmellata si è stranamente vergognato e ha rinunciato, o almeno così ha detto di voler fare.
Al momento pare non si possa fare nulla per fermare questo ennesimo furto. Ci consola che la storia insegna: chi mette le mani nelle tasche dei cittadini non ha vita lunga. Per fortuna.


martedì 27 ottobre 2015

I miei Blog......appassionatamente....

Spesso alcuni mi chiedono informazioni su i miei blog e perchè e allora, voglio accontentarli
Creo e gestisco sei blog: Riformisti Italiani (politica), Lasinone (Satira), Lucca, Puccini e non solo (Cultura) Vivere Curiosando (Turismo, tempo libero, enogastronomia) Linformatore lucchese (Notizie) e il mio personale, Francesco Colucci, ove scrivo di tutto e di più. Ne ho pensato un settimo, ma per ora è prematuro parlarne.
Ogni Blog ha il suo Sito su FB e un riferimento su Twitter, su Pinterest e su altri social.
Spesso queste miei scritti li invio ad amici e conoscenti, con una e.mail dedicata all'Informatore Lucchese.
Mi piace scrivere e occuparmi della cosa pubblica ma anche di turismo, tempo libero e di tutto ciò che può colpire la mia fantasia. Scrivo normalmente la notte, dalle 24 alle 4, anche se poi è dura portare fuori il mio cane alle 7,30. Per questo a volte lascio qualche refuso nello scritto o dimentico qualche acca, facendo arricciare il naso ai puristi.
Scrivo per passione e per diletto senza alcuna periodicità stabilita, per l'uno o l'altro Blog, secondo l'ispirazione e l'umore della notte. Passo da un argomento all'altro, dalla Politica alla Cucina, secondo la vena del momento.
Mi batto anche per ricostruire a Lucca un centro-destra efficiente e unito che possa presentare una proposta politica-amministrativa ed un candidato vincente, alle prossime elezioni comunali del 2017.
Reputo infatti il Sindaco Tambellini una sciagura per la nostra bellissima città e credo che non passi giorno senza che la sua amministrazione faccia danni e macerie e che occorreranno anni per recuperare una città vivibile, sicura, pulita, con servizi efficienti, una proposta culturale adeguata alla sua storia, e così via.......
Accetto volentieri critiche, osservazioni, suggerimenti, ma anche aiuto a far conoscere i miei scritti, al maggior numero di persone interessate perchè credo fermamente che è solo dal confronto di idee e di proposte che una città può crescere, una società migliorarsi, un individuo arricchirsi e completarsi. 
La mia molto presuntuosa ambizione è di riuscire a mettere una pietruzza, anche piccola piccola, sulla ricostruzione, di una Lucca, rinnovata e vivibile, la mia città, che amo appassionatamente.

francesco colucci


giovedì 15 ottobre 2015

Tambellini tre anni di degrado, rassegnazione, tristezze per Lucca

Alessandro Tambellini, non è soltanto un Sindaco mediocre, che non ha saputo affrontare i problemi di Lucca ma è anche colui che ha affossato ogni prospettiva della società civile lucchese, ogni fremito per una crescita della città.
La Giunta Tambellini, eletta da meno del 25% degli aventi diritto al voto, è composta solo da fedelissimi che come le tre scimmiette: non vedono, non sentono e non parlano, senza alcun rapporto con la società lucchese. Una Giunta arroccata nella sua solitudine e nell'incapacità non solo di governo, ma anche di relazione, con le forze vive della città.
Quello che spaventa non è solo la disastrosa situazione amministrativa ma l'incapacità non tanto di costruire, ma anche di pensare al futuro della città, la cancellazione di ogni prospettiva di lungo periodo, di ogni dialogo sociale teso alla crescita.
Tutto è coperto da un lenzuolo nero di rassegnazione, ipocrisia, sconfitta.
Lucca sta divenendo una città senza "visione", grigia, che si sta adagiando a specchio di chi ora la governa, con una rassegnazione a Tambellini come quella di un povero malato terminale.
Il gruppo dirigente del PD ha responsabilità enormi, per questa situazione pari a quelle del PD romano, con Marino, con una somiglianza, in alcuni comportamenti, impressionante.
Lucca è una città al degrado, incredibilmente sporca, trascurata nell'arredo, invasa da accattoni molesti, insicura nelle abitazioni sempre più prese di mira da una micro-criminalità strutturale.
Peggio ancora, Lucca è una città privata di ogni prospettiva, ambizione, futuro, dove chi governa pensa solo a restare a galla, autopoietico, autorefereziale, fermamente convinto di essere l'unto del signore, con una sola missione: resistere, galleggiare, rimanere, per provare fra due anni a ricattare il suo partito: o mi confermate o vi faccio perdere, presentandomi da solo. Un Marino bis appunto.
Tambellini con la sua insipienza, inettitudine, indifferenza, ha ucciso la speranza e ogni volontà di cambiamento, affogando tutto e tutti in una nera palude limacciosa, dove si sono spente le resistenze della società lucchese a questo disastro e la rassegnazione ha preso il sopravvento.
E in tutto questo, il PD, partito di maggioranza assoluta, recita la parte che facevano gli Eunuchi nell'Harem del Sultano: guarda, vigila....si logora......

francesco colucci x riformisti italiani di Lucca


mercoledì 7 ottobre 2015

Fondazione CRLucca: Chiari chiarisce....poco.... ma insiste


Marco Chiari ha inviato e la Gazzetta ha pubblicato, una sua replica sulla vicenda dei lavori sulle Mura, della Fondazione CRLucca, confermando che a suo parere sono appaltati per una cifra mentre poi, a consuntivo, chiudono con cifre molto, molto più alte. Ribadisce questo concetto ma nulla porta a suffragio, ma anche così questo "sospetto" reiterato, sta diventando una cosa antipatica, perchè la Fondazione può benissimo non rispondere a Chiari, se non lo ritiene un interlocutore accettabile, ma una volta riconfermate pubblicamente queste illazioni sarebbe bene per tutta la collettività lucchese che fossero pubblicati i consultivi degli appalti realizzati, che, è vero, sono eseguiti da un ente privato, ma è un ente di così grande rilevanza sociale e economica per la città, che forse sarebbe bene non dare adito a pensar male. Il non dare trasparenza, una volta posto il problema, al di là di chi lo abbia posto, può essere scambiato quanto meno per arroganza, supponenza, sentirsi al di sopra della città, con scarsa considerazione per il cittadino. Come dire: noi siamo i potenti, noi abbiamo i soldi e non dobbiamo rendere conto a nessuno, credo che il Presidente Lattanzi che conosco come persona corretta, attenta e sensibile, dovrebbe valutare, nella sua indipendenza, questi fattori.
In fin dei conti sono soldi della collettività lucchese ed  aprire le finestre è sempre positivo anche se le illazioni di Chiari si ritengono solo falsità.
Chiari poi apre un altra questione: spregiudicatamente lascia intendere che nelle segrete stanze, fra Comune e Fondazione, si stia parlando di possibili comuni interventi di recupero edilizio su parte della Manifattura Tabacchi, per fini economici e per darli in affitto ad un gruppo di imprenditori.
Queste affermazioni, più che rivelazioni, sembrano invero messaggi inviati a qualcuno: "state attenti io so cosa state tramando e per conto di chi"  Questo non può rimanere senza chiarimenti, dato che è chiamato in causa il Comune, che ha il dovere di smentire subito queste affermazioni, oppure chiarirle nel suo significato reale, perchè investire sulla Manifattura, non è certo "peccato".
Il Sindaco deve dire la sua, anche querelando il Chiari, se si ritiene diffamato da queste  illazioni, ma sarebbe inaccettabile se non ci fossero risposte chiare sulle intenzioni del Comune.
L'affermazione poi di Chiari che chi ha i soldi e il potere può condizionare le scelte sul futuro della città ha senso e verità e sul futuro della Manifattura Tabacchi non ci possono essere cose segretate, tutto deve essere alla luce del sole e a mio parere, più che eventuali uffici per imprenditori, alla Manifattura, la città ha bisogno di parcheggi e di questi, nessuno parla più. Speriamo che i fantasmini d'opposizione, di destra, sinistra e grillini, si facciano coraggio, bevano un Red Bull e riescano a dire qualcosa, anche se si tratta della divina Fondazione.

francesco colucci x riformisti italiani lucca





domenica 4 ottobre 2015

Livorno: Mercato delle Vettovaglie il più grande e bello d'Europa e molto altro....

Il Mercato delle Vettovaglie conosciuto dai livornesi come “mercato centrale” si innalza sugli scali Aurelio Saffi, lungo il Fosso Reale, che attraversa il centro storico. Costruito nel 1894 con volte a cassettoni, con elementi neoclassici e liberty, è lungo quasi 100 metri largo 26 alto oltre 30, che ne fa il Mercato più grande e bello d'Europa, anche più di quello celebre di Barcellona. Quando fu aperto al pubblico aveva una capacità di oltre 200 botteghe. Oltre le botteghe ha magazzini e cantine che si affacciano sul Fosso, da dove una volta arrivavano gli approvvigionamenti. Ha un salone per Verdure e Frutta con molti negozi che offrono anche Panificazioni diverse, legate alle tradizione dei vari paesi del livornese. Stupendo è il Salone del Pesce separato dal resto, con circa 20 fra banchi e negozi di Pesce, che sono uno spettacolo nello spettacolo. Nella grande galleria centrale banchi e negozi per tutti gli altri generi alimentari e casalinghi, con carni e pollame esposti come una volta, attaccati.
Il Mercato è aperto sempre la mattina nei giorni feriali, solo alcuni pomeriggi al mese e in poche festività, intorno al Natale e Capodanno. Parcheggi ci sono, non abbondantissimi, lungo il Fosso, a pagamento, ma il posto normalmente si trova, anche se la presenza nella vicina piazza, del Mercato ambulante, complica in alcuni giorni, l'approdo. L'uscita dall'autostrada è per il centro di Livorno, superando la Stazione Ferroviaria.
Il Mercato è sempre molto vissuto, da una moltitudine di avventori, che saltano da un banco all'altro trattando prezzi e acquisti, ma anche facendo ricche colazioni, non trascurando il celebre "Ponce".   
Vado volentieri ad acquistare il Pesce in questo Mercato per la varietà dell'offerta, che propone anche banchi specializzati in Crostacei, che, prenotando, puoi avere anche preparati aperti, per il forno o le cruditè.
Per chi ha voglia di pulirsi il Pesce da se, acquistando quello che il mare Tirreno ha offerto in nottata, ci si può fermare, a mattina inoltrata, ai banchi dei pescatori, che, non sono al Mercato, ma si trovano nella vicinanza del Porto vecchio, quasi davanti alla Statua dei Quattro Mori. Qui i lavoranti dei pescherecci pagati in parte col pescato, vendono quello che nella notte hanno trovato nelle reti e che i grossisti non hanno acquistato. Sono pesci che saltano vivi nelle ceste, per lo più pesce azzurro, che ti vendono a borsate, senza pulirli, a prezzi stracciati, sopratutto se compri a cassette e verso l'ora di pranzo.
Un gita a Livorno deve vedere anche un sosta gastronomica. Molte le trattorie tipiche, vere e proprie bettole, nel simpatico quartiere Venezia, dove su tavolini di marmo, si possono degustare piatti di pesce povero freschissimo a prezzi bassi, dove il pesce è regolarmente cucinato rosso, col pomodoro, come da tradizione livornese. Consiglio l'Antica Venezia, per i suoi primi stupendi, grondanti rossi sughi complessi, come li cucinava la mia zia Neva, livornese, cinquantanni fa.
Per chi cerca anche la bellezza del locale, molte le offerte a prezzi più adeguati, dall'Ostricaio al porticciolo dell'Ardenza, che ha sempre valide Ostriche e in stagione i   desaparecidos Ricci di Mare oppure l'Andana nel Porto vecchio, che ti offre primi piatti giganteschi al pesce, piatto unico o il rossissimo Stoccafisso alla Livornese. Per il Cacciucco, quello ignorante come da ricetta vera, il Sottomarino è molto valido, ma se non finisci l'enorme piattone di cacciucco affogato nel sugo, con una piovra intera immensa, l'oste, che raccolta barzellette fulminanti, ti contende a voce alta.
Per l'apertivo consiglio la Baracchina Bianca, sul mare a Acquaviva, dopo i Bagni Pancaldi e prima dell'Accademia Navale, dove i più vecchi ricorderanno andò a finire sugli scogli uno spezzone del mercantile che naufragò tanti anni fa, davanti a Livorno, in un libecciata rimasta storica,
Da vedere il rinnovato Acquario, la Casa di Modigliani, il Mercatino Americano e poco altro, per i Credenti il famoso Santuario di Montenero, in vero molto suggestivo anche per gli storici ex voto, veramente particolari.
Per dormire consiglio l'Albergo Palazzo restituito agli antichi splendori pochi anni fa, davanti alla Terrazza Ciano ora Mascagni, ha saloni liberty stupendi e camere modernissime, con vasche e docce idromassaggio e una piscina all'attico, a sfioro, per cui l'acqua si fonde con il mare davanti e ti sembra di essere al largo. Accanto alla Piscina, sempre nell'attico, il Ristorante, per chi non vuole uscire o mangiare in Camera.
Prezzi da trattare volta per volta non fermandosi ai listini, sopratutto in bassa stagione.

francesco colucci


martedì 29 settembre 2015

Fondazione CRLucca è l'ora dell'Isis?

Aldo Grandi, giornalista e scrittore, livornesaccio trapiantato a Lucca, è anche l'editore-direttore della Gazzetta di Lucca, che spesso pubblica notizie che non si trovano altrove o approfondisce minuziose inchieste su fatti scabrosi, il tutto condito con irriverenza livornese anti casta.
In questi giorni la Gazzetta come altri mass media lucchesi ha pubblicato alcune ardite esternazione di Marco Chiari sui pregevoli lavori che la Fondazione CRLucca sta facendo per il positivo recupero delle Mura monumentali di Lucca, evidenziando una presunta grande differenza fra i preventivi e i consuntivi di spesa ed anche una sospetta ripetitività nelle ditte assegnatarie dei lavori.
Su queste dichiarazioni di Marco Chiari pochi sono intervenuti per chiedere chiarimenti ma Aldo Grandi si è spinto molto più in là, paventando sulla Gazzetta il nascere di una lotta intestina alla Fondazione CRL in previsione della scadenza e non più eleggibilità del Presidente Lattanzi, nel 2017.
Fantasie esoteriche di un giornalista d'assalto?? Non credo.
Le stesse esternazioni di Chiari, che vanno a "toccare" da un lato un tradizionale e indiscusso centro di potere della Lucca che conta e dall'altro il potente Dirigente Tecnico Mungai, esposto politicamente nel segno del PD, nonchè Sindaco di Massarosa, trovano difficile spiegazione se non sono adeguatamente sorrette da documentazioni, che per ora nessuno a visto.
Ne sembra credibile che Chiari si sia mosso per un desiderio di moralizzazione delle vita amministrativa locale, attaccando un opera pubblica, quale il restauro delle Mura, certamente indispensabile e anche, in vero fino ad ora, pregevolmente realizzato.
Il buon Grandi si pone la domanda "Cui prodest?" E ipotizza l'inizio di una lotta interna per la successione a Lattanzi nel maggior centro di potere e di soldi della intera Toscana.
Le ipotesi di successione evocate da Grandi sono a mio parere carenti perchè non considerano che la stessa nomina di Lattanzi, anni fa, fu oggetto di scontri fra due gruppi e lo stesso PD ricercò fino in fondo di compartecipare a questa elezione, allora, con poco successo.
Che adesso ci riprovi è credibile perchè il PD è certamente ben messo nelle stanze del potere economico lucchese, nella Confindustria, nel Banco Popolare e riuscire a contare nella elezione del nuovo Presidente della Fondazione ed acquisirne meriti è certamente nelle sue corna.
Anche nelle elezioni passate di Confindustria, fra poco nuovamente in scadenza, vi è stato un intervento pesante di esponenti del PD, con alterne fortune, per la difesa dell'autonomia dalla politica rivendicata a ragione da una buona parte del mondo economico lucchese.
Un situazione in grande movimento, che andrà seguita per capire quali saranno le forze in campo, gli schieramenti, le alleanze in costruzione.
Spero che anche il centro-destra metta la testa su queste cose, che determinano poi le grande scelte sul territorio, quanto meno per evitare la politicizzazione nella nomina di queste responsabilità, che è cosa giusta e da ricercare. I Partiti non possono lottizzare anche queste nomine.
francesco colucci x riformisti italiani lucca

venerdì 18 settembre 2015

Immigrati: Accogliamo i Cristiani perseguitati da fondamentalisti musulmani.

Qualche malalingua comincia a sussurrare che Papa Francesco tenga più ai Musulmani che hai Cristiani. Certo una bestialità da non condividere, ma l'esistenza nel mondo di milioni di perseguitati cristiani di cui pochi parlano che sono anch'essi alla ricerca di un rifugio da guerre e persecuzioni  da parte di fondamentalisti musulmani, potrebbe far pensare a Matteo Renzi e anche alPapa Francesco che forse sarebbe meglio soccorrere nel nostro Paese questi Cristiani che hanno radici comuni con noi anzichè ingolfarci di miscredenti che spesso hanno la cattiva abitudine di odiare le nostre tradizioni e le nostre abitudini.
Ho letto un ottimo articolo su questo tema da un importante giornalista su "Il Giornale" e ne faccio partecipe i nostri lettori ove fosse a loro sfuggito.
L'opinione di Alessandro Sallusti su "Il Giornale"
Più che per motivi umanitari, la Cancelliera si è mossa per evitare un'invasione indiscriminata. «Mi prendo un po' di siriani», ha annunciato, aprendo per due giorni le frontiere e riscuotendo l'applauso di mezzo mondo. Nessuno si è sognato di darle della razzista perché discriminava i profughi per nazionalità o razza. Ha ritenuto che i siriani fossero più compatibili di altri con la società tedesca e così ha fatto.
Allora io faccio una proposta. Il governo italiano apra un corridoio umanitario preferenziale per accogliere, nel limite delle nostre possibilità o quote decise da accordi internazionali, profughi cristiani. Parliamo di un esercito di oltre un milione e 400mila perseguitati che vagano nel mondo in cerca di salvezza. Fuggono da eccidi, persecuzioni e torture che subiscono per il solo fatto di essere cristiani. Scappano da Siria, Irak, Pakistan, Nigeria, Eritrea e altri Paesi dove regimi islamici fanno da carnefici o, nella migliore delle ipotesi, lo lasciano fare a bande di estremisti. Delle oltre duecentomila persone sbarcate quest'anno sulle nostre coste, si calcola che almeno uno su otto sia cristiana: parliamo quindi di ventimila disgraziati fratelli di fede. Molti di loro si sono portati appresso il certificato di battesimo pensando costituisse un lasciapassare nell'Occidente cristiano, a maggior ragione nel Paese dove impera il vicario di Cristo. Non è stato così: quel certificato – a differenza dal passaporto siriano caro alla Merkel - è ritenuto da noi carta straccia. Non voglio scomodare Papa Francesco, che ha molte cose a cui pensare, ma quel gregge di fedeli perseguitato perché crede nel nostro stesso Dio, disperso nei nostri campi profughi o accampato in chissà quale periferia, merita una corsia preferenziale. Riconoscendo, come sosteneva l'atea Oriana Fallaci, che «è il cristianesimo a garantire la libertà dell'Occidente».
Se la statista Merkel può dettare le sue preferenze, perché il nostro governo non potrebbe fare altrettanto? Senza scomodare il basilare concetto di «immigrazione culturalmente compatibile» caro a una parte della Chiesa, facciamo valere nelle graduatorie degli aventi diritto all'accoglienza il certificato di battesimo. È un bel passaporto. Lo stesso nostro.


giovedì 17 settembre 2015

La lettera aperta alla Soprintendenza di Lucca, sull'Acquedotto Monumentale del Nottolini


Gentile Soprintendente ai Monumenti Lucca
 
Le devo segnalare la grave situazione dell'acquedotto del Nottolini in Comune di Lucca.
Mi rendo conto che alcune opere di restauro del Tempietto e degli archi richiedono investimenti che possono non esserci, ma quello che inspiegabile e che denuncio è la situazione di grave degrado degli alberi e delle fosse di scolo delle acque che non richiedono investimenti pubblici.
Infatti come più volte segnalato al Comune anche attraverso i Mass media enormi alberi impiantati in terreni privati e abbandonati a se stessi superano in altezza lo stesso acquedotto monumentale e i loro rami si appoggiano pericolosamente agli archi del monumento oppure hanno invaso totalemente la fossa demaniale di scolo delle acque.
Il risultati sono che le fronde degli alberi sotto la spinta dei venti colpiscono violentemente gli archi del monumento, staccandone pezzi e gravando sulla stessa stabilità di alcune colonne che paiano disassate rispetto alle altre, creando anche pericolo per le persone che transitano.
Nella fossa demaniale dello scolo delle acque i tronchi enormi di alberi ostruiscono totalmente la stessa creando allagamenti persistenti alla base delle colonne rischiando di minacciarne la stabilità.
Per risolvere questi pericoli per il Monumento non occorrono denari ma solo un intervento sui proprietari dei terreni chiedendo l'abbattimento dellle piante che hanno invaso il monumento sugli archi in alto e nella fossa di scolo.
Sarebbe auspicabile un intervento rapido visto che stiamo andando verso la cattiva stagione, dove bufere si vento e di acqua possono peggiorare la situazione.
Spero che come succede ormai sempre più spesso in Italia, non sia necessario rivolgersi alla Magistratura per risolvere questioni che sono di competenza degli organi comunali e statali preposti.
Le allego foto per documentare alcune delle situazioni descritte, ma molte altre sono le emergenze di questo tipo, lungo lil monumento.
 
distinti saluti
 

francesco colucci




martedì 8 settembre 2015

Il Grande Inganno.....

Immigrati: Vedere i mass media di questi giorni pare che la Merkel sia diventata Maria Teresa di Calcutta, Hollande Padre Pio, Renzi San Giovanni Battista il precursore.
Invece è solo il Grande Inganno.....
I Patti fra gli Stati Europei sull'immigrazione clandestina sono sempre stati uguali e chiari. L'Europa è impegnata a dare accoglienza a tutti i profughi da Guerre, Genocidi e Pestilenze. Punto e basta.
Infatti Germania, Francia, Gran Bretagna continuano a dare accoglienza, ora con un po' di coreografia, sopratutto ai clandestini Siriani, a qualche Iracheno o Libico e poi basta.
Solo l'Italia continua ad accogliere tutti, dovunque arrivino, chiunque siano, suscitando anche la protesta ufficiale di Francia e Germania perchè l'Italia non fa celermente la cernita fra chi ha diritto all'accoglienza in Europa e chi no e deve essere rispedito indietro.
Francia e Germania sanno bene che il Governo Italiano influenzato da un Papa populista, non rispetta gli accordi, ma non solo: gli uffici italiani preposti non fanno la richiesta selezione ma sotto banco, e noi Italiani siamo maestri in questo, rallentando le procedure burocratiche dando modo a chi non ha diritto all'asilo in Europa, di poter fuggire dai siti di accoglienza e spargersi da clandestino per L'Italia e l'Europa, mettendo a rischio la sicurezza di tutti.
Per questo Francia e Germania sono stati duri con l'Italia giorni fa e viste le orecchie da mercante di Renzi e company, sono passate all'azione: accoglienza immediata di tutti i profughi, senza numeri chiusi, ma solo dalla Siria e stop a tutto il resto.
Nulla è cambiato, nulla di nuovo sotto il sole, l'Europa continua con le sue regole e noi siamo i soliti Pierini della situazione, che non le rispettano anzi le sabotano.
Questo è quello che sta succedendo in questi giorni, tutto il resto fa parte del Grande Inganno.
francesco colucci



lunedì 24 agosto 2015

Dal Blog di Giampaolo Rossi pubblicato su "Il Giornale": Cari vescovi, rileggete Tucidide… e Biffi

UNA CHIESA LIQUIDA
Il cattocomunismo è la più incredibile anomalia genetica del cristianesimo; per certi versi peggiore della Teologia della Liberazione la quale aveva velleità più sociali e meno moraliste.
E di fronte al dramma dell’immigrazione il cattocomunismo dà il meglio di sé persino superando la retorica stomachevole del vecchio pacifismo con cui, ai tempi della guerra del Golfo, i preti impegnati riempivano le loro parrocchie di bandierine arcobaleno neanche fossero ad un raduno del Gay Pride. Frasi tipo: “anche Gesù era un migrante” sono addirittura più stupide del “Cristo fu il primo comunista”.
La Chiesa italiana di questo squarcio di nuovo secolo non è più quella di Camillo Ruini, ma quella del card. Bagnasco e di monsignor Galantino; non più una straordinaria presenza forte e discreta, ma quella di un Presidente della Cei che si riduce, in campagna elettorale amministrativa, a difendere gli assessori amici colpiti dagli avvisi di garanzia e un Segretario dei vescovi che combatte a spada tratta il virus diabolico del populismo nel modo più populista possibile: sparando contro la politica.
Una Chiesa liquida e minimale, incapace di leggere la complessità del reale, fedele consigliera dello Spirito del Tempo che ci vuole rigorosamente passivi rispetti ai cataclismi che la storia sta producendo (con il contributo interessato delle elité del potere tecnocratico); spesso complice di chi vuole cancellare il “nomos” a fondamento della civiltà europea che la Chiesa stessa ha contribuito faticosamente a costruire con secoli di testimonianza, annunci ma anche guerre, lacerazioni, progressi, contrapposizioni, conflitti (a partire proprio da quello tra fede e ragione). Un nomos che ha dato vita alle nostre nazioni, al nostro diritto, alle nostre economie, alla nostra concezione della libertà individuale.
LEGGERE TUCIDIDE
Se i vescovi italiani la smettessero di fare i replicanti della Boldrini e di Gino Strada potrebbero trovare il tempo di leggere Tucidide il primo grande realista della storia e recuperare la consapevolezza che la politica estera di uno Stato (quando esso è sovrano) si basa sul principio dell’interesse nazionale.
Questo principio non è un concetto astratto ma la base di sicurezza e stabilità che fonda il rapporto di lealtà tra lo Stato e gli individui che ne fanno parte;
L’interesse nazionale traduce in epoca moderna, il concetto di “utile” che fin dai tempi antichi Tucidide vedeva contrapposto all’idea del “giusto”.
Uno Stato democratico si distingue da uno non democratico perché cercherà di far coincidere il più possibile i due concetti (utilità e giustizia); ma va da sé che se i due concetti non sono conciliabili, inevitabilmente uno Stato deve far prevalere ciò che per sé è utile sacrificando ciò che potrebbe essere giusto.
Non esistono obblighi internazionali (né umanitari) che possano contrastare con il principio fondamentale della propria sicurezza (cioè dell’interesse), pena la necessità di svincolarsi da quell’obbligoIl principio della sicurezza è alla base dell’esistenza di un ordine sociale, ciò che giustifica l’esistenza di uno Stato e legittima la sovranità di una nazione.
 NOSTALGIA DI MONSIGNOR BIFFI
Giacomo Biffi è stato una delle più straordinarie figure del cattolicesimo italiano di questo passaggio di secolo. Grande teologo capace di spiegare la verità dell’Annuncio attraverso la favola di Pinocchio, dove Mastro Ciliegia diventa “il maestro dell’anti-fede (un legno è solo un legno)” e l’intera avventura umana della fuga, del ritorno e della “partecipazione al destino del Padre” racchiuso nella storia di Geppetto,  la Fata Turchina e il Gatto e la Volpe.
Il 12 Settembre del 2000 (15 anni fa!), Biffi pubblicò una nota pastorale che creò “scandalo e stoltezza” (come ogni verità irriducibile allo spirito del Tempo). Di fronte all’emergere del problema immigrazione (quando ancora esso non era il dramma epocale che stiamo vivendo) ammoniva sulla necessità di “salvaguardare l’identità della nazione italiana” perché “non tutte le culture sono conciliabili con la nostra”. E ancora,“l’Italia non è una landa deserta o semidisabitata, senza storia, senza tradizioni vive e vitali, senza una inconfondibile fisionomia culturale e spirituale, da popolare indiscriminatamente, come se non ci fosse un patrimonio tipico di umanesimo e di civiltà che non deve andare perduto”.
Biffi anticipava il tema attuale dell’islamizzazione dell’Occidente, del rischio reale che i flussi migratori di culture irriducibili alla nostra, alterino la nostra civiltà; e ricordava che se anche  il cristianesimo non è più religione ufficiale di Stato, esso rimane la nostra “religione storica”, “fonte precipua di identità e ispirazione determinante delle nostre più autentiche grandezze”.
Il suo apprroccio realistico è lontano anni luce dalla Chiesa virtuale di Galantino e di Bagnasco: un Chiesa, la loro, utopica e perciò etimologicamente senza più luogo.
Monsignor Biffi è morto lo scorso luglio a 87 anni e se ne sente già la mancanza.

Su Twitter: @GiampaoloRossi



 

giovedì 13 agosto 2015

Dall'Asinone in difesa della laicità dello Stato Italiano...

Il Segretario generale della Cei, Nunzio Galantino, si permette di attaccare Governo, Partiti Politici e movimenti accusati di far poco per l'immigrazione clandestina, con toni volgari, da gerarca fascista che richiama i suoi "Balilla".
La coscienza dei Laici e degli Italiani tutti, dovrebbe insorgere di fronte di questo modo di fare, che il poeta Giuseppe Giusti in una delle poesie più belle, definiva a suo tempo 
 ".....Guarda quei corvi neri appollaiati che van gridando contro gli altrui peccati...."
E' offensivo per tutti noi Italiani, questo modo di fare della Chiesa Cattolica verso il nostro Stato e le sue Istituzioni....che evidentemente considerano di serie B.
Perchè non provano fare questi attacchi politici alla Germania, alla Francia, ai paesi del Nord Europa? Alla cattolicissima Spagna? alla Irlanda?...se ci provassero,  tutta l'opinione pubblica di questi paesi si scaglierebbe contro la Chiesa per la sua inammissibile e intollerabile ingerenza e la loro condanna sarebbe totale.
In Italia invece non ci facciamo mancare nulla, perchè siamo un popolo di pecoroni che accetta tutto, anche questi predicatori a buon mercato che sparlano a vanvera e si permettono di attaccare le libere decisioni del nostro Stato e i convincimenti della stragande maggioranza dei suoi cittadini.
Vogliono che l'Italia diventi un enorme infinito campo di concentramento di clandestini mentre tutti i Paesi democratici del Mondo stabiliscono regole e numeri per l' accoglienza.
Questa Chiesa populista e becera cosa fa? Vende forse le sue proprietà per finanziare l'accoglienza? Apre i suoi Conventi ai clandestini? Spalanca le porte dello Stato del Vaticano? Convince gli altri Paesi Europei ad aprire le loro frontiere? Nulla.... pretende solo e con arroganza, da noi Italiani......
Abbiamo avuto gli ultimi cinque Papi di grande statura morale, ognuno con un suo Pontificato diverso ma sempre onesto, profondo, cristiano, questa volta c'è andata buca......abbiamo beccato un Papa interventista e populista, uno da repubblica sudamericana....
Caro Presidente Renzi, dopo quanto affermato da Mons. Galantino, devi parlare, non puoi delegare risposte fumose a qualche tirapiedi. 
Devi  rivendicare con voce forte e chiara la laicità dello Stato Italiano e bollare con fermezza, questa intollerabile ingerenza negli affari interni dell'Italia. 
Noi dell'Asinone invece preferiamo fare come Totò, un "rumoroso pernacchio" a questo corvo nero appollaiato che campa bene, con i nostri soldi .... e vuole anche decidere per tutti noi.
francesco colucci



lunedì 10 agosto 2015

Ritorno al fiume......

Torno sulla pilatesca decisione del Sindaco Tambellini di proibire il bagno nel Serchio per paura di altri affogamenti, per una considerazione più ampia. E' già qualche anno che sia tornati al fiume: per la crisi economica, per gli alti costi del Mare, per la comodità di avere vicino fiumi e torrenti, meno inquinati forse dello stesso mare, dove si può andare a scappatempo, senza perdere una giornata di lavoro, senza lunghe file in autostrada. Da ragazzi a Montecatini si andava alla Borra e alla Nievole, che erano il nostro mare.
Le spiaggette di acqua dolce si stanno nuovamente riempendo di bagnanti attrezzati da mare: ombrelloni, sdraio, giochi per bimbi. Il Serchio, la Lima, i Laghetti della Garfagnana, posti stupendi nel verde dove trovare refrigerio e tranquillità, che spesso non si trova sulle affollate spiagge del Tirreno.
Si riscoprono luoghi incantati con nomi esotici: Miami Beach a Bagni di Lucca, sulla Lima, ma anche specchi d'acqua più fredda al Ponte di Casoli, frequentata da stranieri, spesso naturisti.
Il Serchio, lungo il suo corso è costellato di piccole spiaggette dove bagnanti prendono il sole, anche se il posto più frequentato è a valle del Ponte di Monte S.Quirico.
Chi come me che ha alcune tante primavere, non può non ricordare che la venivano montati in acqua dei piccoli pontoni in legno, che delimitavano acque sicure, per la balneazione.
Sindaco Tambellini, così sollecito ai bisogni di emigranti e rom, non è proprio possibile attrezzare, come una volta, una spiaggia sul Serchio?, con delimitazioni estive e provvisorie di sicurezza per i bagnanti?? Con Cestini per rifiuti e Sistema Ambiente che li ritira?.
Lei non se lo ricorda quando era giovane? oppure sceso dal trattore andava direttamente al Bagno Piero, a Roma Imperiale, in quel del Forte??

francesco colucci


lunedì 3 agosto 2015

Un Matteo che mi piace.....

Questa sera il Presidente del Consiglio Comunale Matteo Garzella, ha convocato un Consiglio Comunale per celebrare i 150 anni dal suo insediamento a Lucca, dopo l'unità d'Italia. Dal 1865 ad oggi oltre mille consiglieri si sono avvicendati sui banchi del Consiglio di Lucca. Una iniziativa che reputo felice, opportuna, nel momento in cui, poi, la democrazia rappresentativa attraversa uno dei momenti più bassi.
Il Consiglio Comunale di un Comune è stato e sarà il posto dove si discutono e decidono le questioni più vicine agli interessi dei suoi abitanti. (salvo il periodo fascista).
A Lucca sono stato in Consiglio dieci anni, dal 1975, ma per molti anni prima ho seguito sempre i lavori del Consiglio per "studiare e imparare", come era allora obbligo fare per chi "iniziava a fare politica". Nella prima repubblica si arrivava a ricoprire cariche pubbliche e di partito dopo un duro lavoro di selezione. Ho fatto anche il Consigliere nella seconda repubblica, ad Abetone, come candidato Sindaco socialista di una lista di centro sinistra, battuto da un Sindaco di destra estrema, che si presentava in Consiglio, con tutti i consiglieri di maggioranza in Camicia Nera....una storia curiosa che un giorno racconterò.
Differenze fra la prima e la seconda repubblica: nella seconda tutto è volatile, non ci sono più regole, più selezione, l'improvvisazione e il populismo la fanno da padrone.
Torniamo a questa lodevole commemorazione: non so se mi faranno parlare, come erede credo indiscusso dei Socialisti Craxiani di Lucca, visto che siamo rimasti in quattro gatti con gli altri transitati nel tempo, nel PD o in Forza Italia, a secondo dei gusti e delle poltrone. Nel dubbio, lascio in queste poche righe, la cosa più importante che avrei detto: Il ricordo dei Consiglieri laici e socialisti che hanno combattuto epocali scontri politici negli anni '50 e 60, in Consiglio per la salvaguardia della città Murata, che una maggioranza assoluta della DC voleva "modernizzare". Un solo esempio, la battaglia vinta contro la copertura dei fossi, davanti alle Mura medievali della Porta di San Gervasio, copertura che avrebbe consentito nei desideri della DC di allora di avere una orrenda via di scorrimento fra nord sud, all'interno delle Mura. Avrei ricordato la figura di Aldo Spinelli, capo dei socialisti in Consiglio e nel Partito con oltre trent'anni di impegno in Comune, sempre all'opposizione, ma anche Frezza, Carignani, Piccinini, i consiglieri socialisti più longevi e non cito quelli della mia generazione, ma vorrei ricordare fra i Laici, che sedevano al nostro fianco all'opposizione della DC, i Liberali Mennucci e Giovannini, i Repubblicani Ferri e Marcucci, i Socialdemocratici Francesconi e Ramacciotti. (scusandomi se ho dimenticato qualcuno) Negli anni ottanta, Laici e Socialisti, abbiamo iniziato una battaglia contro il regime del "compromesso storico" che prosegue ora contro il "catto-comunismo" che sono in definita la stessa cosa: allora DC e PC gestivano insieme il potere, da posizioni diversificate, ora sono confluiti in un unico calderone che è il PD, per lo stesso motivo: insieme si vince e si esercita il potere.... una battaglia lunga e difficile che possiamo vincere, come abbiamo vinta quella contro il compromesso storico, visto che le loro contraddizioni interne stanno giustamente ora esplodendo.
francesco colucci x riformisti italiani