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lunedì 2 luglio 2018

EatValley, una nuova grande iniziativa della famiglia Bellandi



Ho partecipato ieri, domenica 1 luglio, all’inaugurazione di EatValley Cibo Vino Cultura: un nuovissimo punto vendita dei migliori prodotti tipici della Lucchesia, Valle del Serchio e Garfagnana, nonché di molti prodotti di eccellenza censiti da Slow Food.
EatValley nasce da un'altra encomiabile idea di Rolando Bellandi, il papà del “Bazzone” che gestirà questo nuovo e attrezzatissimo punto vendita e degustazione assieme ai suoi due figli che lo affiancano nell’azienda e alla consorte.
I locali sono molto affascinanti: una grande sale arredata rusticamente, con un enorme camino dove arderanno in inverno grandi ceppi di quercia e robinia e dove decide di “ Prosciutti Bazzone” fanno bella mostra, appesi al soffitto.
Completa l’arredamento un grande bancone per la mescita alla spina delle migliori birre della Garfagnana, fra cui quelle indimenticabili al Farro. La sale è completata da molti tavolini attrezzati per le degustazioni.
Nella sala attigua un altro grande bancone vede esposte le famosi Carni gestire dai Bellandi, dalla Chianina, alle pregiate carni polacche e francesi, per finire con le carni scozzesi e americane, delle più famose fattorie, acclamate in tutto il mondo.
Non mancheranno nel periodo tradizionale i maiali, gli agnelli e i capretti dei Paesi della Controneria e dell’alta Garfagnana.
Esposti anche tutti i salumi e i formaggi che l’Antica Norcineria Bellandi propone da moltissimi anni con grande successo, sul mercato italiano e estero.
Dietro questo bancone espositivo, troviamo un altro mito della Norcineria e della Macellazione, della Valle del Serchio: Fabio Nutini che con la sua esperienza consiglierà per gli acquisti e anche per la degustazione sul posto dei prodotti.
Non poteva mancare un ampio forno domestico e delle fiamme a vista per ampliare la degustazione dei prodotti.
Nella sera di Venerdì in questo forno saranno proposte in degustazione le carni esposte per una “sinfonia delle ciccia” più tenera e saporita.
Ancora tre salette ben arredate propongono: i migliori prodotti Slow Food, i Sigari Toscani prodotti a Lucca e non solo e infine l’ufficio informazioni della Strada del Vino e dell’Olio della Provincia di Lucca, con esposizione e vendita nella vicina stanza, dei migliori vini ed oli delle nostre terra.
EatValley terrà un orario di negozio ma anche di degustazione, aumentando l’orario di apertura  la mattina fino alle 13,30 e alla sera fino alle 20,30, salvo, come detto il Venerdì: tutto aperto per l’abbuffata della Bistecca.
L’inaugurazione ha visto la presenza del Presidente dei Senatori PD, Andrea Marcucci, dell’Assessore Regionale all’Agricoltura Remaschi, del Presidente della Strada del Vino e Olio, Adami, di moltissimi Sindaci della Valle del Serchio, dal padrone di casa di Coreglia a quelli dei Comuni vicini. Impossibile citate tutte le molte altre autorità presenti, ma anche i tantissimi grandi appassionati della Valle del Serchio e dei suoi prodotti.
Ricordo fra tutti l’altro mito delle eccellenze del territorio e non solo, Andreone Bertucci, patron ed oste meraviglioso del celebrato Vecchio Mulino di Castelnuovo Garfagnana.
Il buffet di degustazione è stato ampio, ottimo e ben organizzato. Vini e spumanti della Garfagnana di Montecarlo e delle Colline Lucchesi
All’esterno del locale uno splendido giardino con olivi, dove frescheggiare piacevolmente in estate.  
EatValley: una nuovo occasione di conoscenza della incantevole Valle del Serchio e dei suoi meravigliosi prodotti.
Una occasione da non perdere e da provare al più presto



mercoledì 27 giugno 2018

Un intervista a Carlo Calenda pubblicata da "Il Foglio.it"



Il manifesto politico di Carlo Calenda

Un’alleanza repubblicana oltre gli attuali partiti. Cinque idee per cominciare
di Carlo Calenda

Intervista pubblicata su “Il Foglio.it”
27 Giugno 2018 alle 06:22Un’altra Italia è possibile

Carlo Calenda, 45 anni, è stato ministro dello Sviluppo economico dal maggio del 2016 al giugno 2018 (LaPresse)


Caro direttore.

Dall’89 in poi i partiti progressisti hanno sposato una visione semplificata e ideologica della storia. L’idea che l’avvento di un mondo piatto, specchio dell’Occidente, fondato su: mercati aperti, multiculturalismo, secolarizzazione, multilateralismo, abbandono dello stato nazionale, generale aumento della prosperità e mobilità sociale, fosse una naturale conseguenza della caduta del comunismo si è rivelata sbagliata. Oggi l’Occidente è a pezzi, le nostre società sono divise in modo netto tra vincitori e vinti, la classe media si è impoverita, la distribuzione della ricchezza ha raggiunto il livello degli anni Venti, l’analfabetismo funzionale aumenta insieme a fenomeni di esclusione sociale sempre più radicali. La democrazia liberale è entrata in crisi in tutto il mondo e forme di democrazia limitata o populista si vanno affermando anche in Occidente. La Storia è prepotentemente tornata sulla scena del mondo occidentale. Viceversa la globalizzazione ha portato benessere in Asia e in molti paesi emergenti, dove aumentano i divari sociali e culturali, ma in un contesto di crescita generale. Anche all’interno delle società Occidentali la competizione e i mercati aperti hanno portato allo sviluppo di eccellenze produttive e tecnologiche che sono però ancora troppo poche per generare benessere diffuso.

Occorre chiarire una volta per tutte che ogni riferimento all’uscita dell’Italia dall’euro ci avvicina al default. Il debito e gli investitori

L’Unione Europea è figlia di una fase “dell’Occidente trionfante” da cui ha assunto un modello di governance politica debole, lenta e intergovernativa. L’Eurozona al contrario ha definito una governance finanziaria rigida ispirata da una profonda mancanza di fiducia tra “Sud e Nord”, incapace di favorire la convergenza, gestire gli shock senza scaricarli sui ceti deboli e promuovere la crescita e l’inclusione. Tutte queste pecche sono frutto di scelte degli Stati membri e non della Commissione Europea o dell’Europa in quanto tale.

La crisi dell’Occidente ha portato alla crisi delle classi dirigenti progressiste che hanno presentato fenomeni complessi, globalizzazione e innovazione tecnologica prima di tutto, come univocamente positivi, inevitabili e ingovernabili allontanando così i cittadini dalla partecipazione politica. Allo stesso modo l’idealizzazione del futuro come luogo in cui grazie alla meccanica del mercato e dell’innovazione il mondo risolverà ogni contraddizione, ha ridotto la narrazione progressista a pura politica motivazionale. Il risultato è stato l’esclusione del diritto alla paura dei cittadini e l’abbandono di ogni rappresentanza di chi quella paura la prova. I progressisti sono inevitabilmente diventati i rappresentanti di chi vive il presente con soddisfazione e vede il futuro come un’opportunità.

I prossimi 15 anni saranno probabilmente tra i più difficili che ci troveremo ad affrontare da un secolo a questa parte, in particolare per i paesi occidentali.

La sfida si giocherà da oggi al 2030. In questa decade le forze del mercato, della demografia e dell’innovazione porteranno a una drammatica collisione a meno di non correggerne e governarne la traiettoria. L’invecchiamento della popolazione porterà il tasso di dipendenza tra popolazione in età lavorativa e popolazione in età pensionistica vicino al rapporto di 1 a 1. Ciò avrà due conseguenze rilevanti: l’insostenibilità dei sistemi pensionistici e la diminuzione strutturale del tasso di crescita delle economie. Negli ultimi 65 anni infatti un terzo della crescita è derivata dall’aumento della forza lavoro. L’effetto potenzialmente positivo su stipendi e occupazione della riduzione di forza lavoro (meno persone dunque più domanda e meno offerta) sarà controbilanciata, dall’automazione. Ad un aumento della produttività derivante dall’innovazione tecnologica vicino al 30 per cento entro il 2030, corrisponderà la scomparsa del 20-25 per cento dei lavori che esistono oggi. L’aumento della produttività e la diminuzione dei posti di lavoro non si distribuiranno in modo omogeneo nei diversi settori. Le nuove professioni che si svilupperanno con l’innovazione saranno in grado di coprire i posti di lavoro perduti solo se politiche pubbliche adeguate verranno messe immediatamente in campo.

Se ciò non accadrà aumenteranno le diseguaglianze tra categorie di lavoratori e lo squilibrio tra salari e profitti.



Il cambio di paradigma economico avverrà ad una velocità mai sperimentata nella Storia. Le nostre democrazie, colpite da una gestione superficiale della globalizzazione, non possono sopravvivere a un secondo shock di dimensione molto superiori. Lo scenario che abbiamo sopra descritto richiederà un impegno diretto dello Stato in una dimensione mai sino ad ora sperimentata.

Sostenere la conclusione di accordi di libero scambio per aprire nuovi mercati al nostro export. Posizione intransigente sul dumping

L’Italia anello fragile, finanziariamente e come collocazione geografica, di un occidente fragilissimo, è la prima grande democrazia occidentale a cadere sotto un Governo che è un incrocio tra sovranismo e fuga dalla realtà. Occorre riorganizzare il campo dei progressisti per far fronte a questa minaccia mortale. Per farlo è necessario definire un manifesto di valori e di proposte e rafforzare la rappresentanza di parti della società che non possono essere riassunti in una singola base di classe. Un’alleanza repubblicana che vada oltre gli attuali partiti e aggreghi i mondi della rappresentanza economica, sociale, della cultura, del terzo settore, delle professioni, dell’impegno civile. Abbiamo bisogno di offrire uno strumento di mobilitazione ai cittadini che non sia solo una somma di partiti malandati e che abbia un programma che non si esaurisca, nel pur fondamentale obiettivo di salvare la Repubblica dal “sovranismo anarcoide” di Lega e M5s.

Le priorità di questo programma sono:

Tenere in sicurezza l’Italia. Sotto il profilo economico e finanziario: occorre chiarire una volta per tutte che ogni riferimento all’uscita dell’Italia dall’euro ci avvicina al default. Deficit e debito vanno tenuti sotto controllo, non perché ce lo chiede l’Europa ma perché è indispensabile per trovare compratori per il nostro debito pubblico. Sotto il profilo della gestione dei flussi migratori proseguire il “piano Minniti” per fermare gli sbarchi. Accelerare il lavoro sugli accordi di riammissione e gestione dei migranti nei paesi di transito e origine secondo lo schema del “Migration Compact” proposto dall’Italia alla UE. Creare canali di ingresso regolari e selettivi. Occorre infine ribadire con forza la nostra appartenenza all’Occidente, all’alleanza atlantica e al gruppo dei paesi fondatori dell’Ue, come garanzia di stabilità, sicurezza e progresso.


Proteggere gli sconfitti. Rafforzando gli strumenti come il reddito di inclusione, nuovi ammortizzatori sociali, le politiche attive e l’apparato di gestione delle crisi aziendali in particolare quanto causate dalla concorrenza sleale di paesi che usano fondi europei e i vantaggi derivanti da un diverso grado di sviluppo per sottrarci posti di lavoro. Approvare il salario minimo per chi non è protetto da contratti nazionali o aziendali. Allargare ad altri settori fragili il modello del protocollo sui call-center per responsabilizzare le aziende e impegnarle su salari e il no a delocalizzazioni.

Ribadire la nostra appartenenza all’occidente, all’alleanza atlantica e all’Unione europea, come garanzia di stabilità, sicurezza e progresso

Investire nelle trasformazioni, per allargare la base dei vincenti, su infrastrutture materiali e immateriali (università, scuola e ricerca). Finanziare un piano di formazione continua per accompagnare la rivoluzione digitale. Proseguire il piano impresa 4.0 e portare a 100.000 i diplomati degli Istituti Tecnici Superiori. Implementare la Strategia Energetica Nazionale e velocizzare i 150 miliardi di euro previsti per raggiungere i target ambientali di CoP21. Aumentare la dotazione dei contratti di sviluppo e del fondo centrale di Garanzia per ricostituire al Sud la base industriale che serve per rilanciarlo. Rivedere il codice degli appalti per velocizzare le procedure di gara. Mantenere l’impegno sulla legge annuale per la concorrenza. Prevedere un meccanismo automatico di destinazione dei proventi della lotta all’evasione fiscale alla diminuzione delle tasse, partendo da quelle sul lavoro.

Promuovere l’interesse nazionale in UE e nel mondo. Riconoscendo che non esistono le condizioni storiche oggi per superare l’idea di nazione. Al contrario abbiamo bisogno di un forte senso della patria per stare nel mondo e in UE. Partecipando al processo di costruzione di una Unione sempre più forte, in particolare nella dimensione esterna (migrazioni, difesa, commercio), tra il nucleo dei membri storici ma ribadendo la contrarietà all’inserimento del fiscal compact nei trattati europei e all’irrigidimento delle regole sulle banche. Promuovere la rimozione dei limiti temporali sulla flessibilità legata a riforme e investimenti approvata sotto la Presidenza italiana della UE. Sostenere la conclusione di accordi di libero scambio per aprire nuovi mercati al nostro export, ma mantenere una posizione intransigente sul dumping rafforzando clausole sociali e ambientali nei trattati.



Conoscere. Piano shock contro analfabetismo funzionale. Partendo dalla definizione di aree di crisi sociale complessa dove un’intera generazione rischia l’esclusione sociale. Estensione del tempo pieno a tutte le scuole. Programmi di avvio alla lettura, lingue, educazione civica, sport per bambini e ragazzi. Utilizzo del patrimonio culturale per introdurre i bambini e i ragazzi all’idea, non solo estetica, di bellezza e cultura. E’ nostra ferma convinzione che una liberal democrazia non può convivere con l’attuale livello di cultura e conoscenza. L’idea di libertà come progetto collettivo deve essere posta nuovamente al centro del progetto di rifondazione dei progressisti.

Rivedere il codice degli appalti per velocizzare le procedure di gara. Mantenere l’impegno sulla legge annuale per la concorrenza

Il crocevia della Storia che stiamo vivendo alimenta paure che non sono irrazionali o sintomo di ignoranza. Abbiamo davanti domande epocali a cui nessuno può pensare di dare risposte semplicistiche. La tecnologia rimarrà uno strumento dell’uomo o farà dell’uomo un suo strumento? lo spostamento di potere verso oriente, conseguente alla globalizzazione innescherà una guerra o avverrà, per la prima volta nella Storia, pacificamente? Le nostre società sono destinate a una stagnazione secolare?

Occorre affermare con forza che la paura ha diritto di cittadinanza. E rifondare su questo principio l’idea che compito della politica è rappresentare, anche e soprattutto, le attuali insicurezze dei cittadini. La competenza non può sostituire la rappresentanza come l’inesperienza non può essere confusa con la purezza. Questo vuol dire prendersi cura del presente e gestire le transizioni piuttosto che idealizzare il futuro, esorcizzare le paure e affidarsi alla teoria economica e alla meccanica del mercato e dell’innovazione tecnologica, come processi naturali che rendono ogni azione di Governo inutile e ogni processo dirompente inevitabile.

Per fare tutto ciò occorre tornare ad avere uno Stato forte, ma non invasivo che garantisca in primo luogo ai cittadini gli strumenti per comprendere i processi di cambiamento e per trovare la propria strada NEI processi di cambiamento, ma che non butti i soldi pubblici per nazionalizzare Alitalia o Ilva. Stato forte vuol dire burocrazia efficiente e dunque una rivoluzione nel modo di concepire, regolare e retribuire la pubblica amministrazione. L’Italia ha bisogno poi di un’architettura istituzionale che coniughi maggiore autonomia alle regioni con una clausola di supremazia dell’interesse nazionale che consenta di superare i veti locali. Esiste un altro nemico da battere ed è il cinismo e l’apatia che di una larga parte della classe dirigente italiana. Dai media alla politica, dalle associazioni di rappresentanza agli intellettuali l’idea che ogni passione civile sia spenta e che si possa contemplare “Roma che brucia” con la “lira in mano” godendosi lo spettacolo, è diventata una posa tanto diffusa quanto insopportabile. La battaglia che abbiamo di fronte si vince anche sconfiggendo il cinismo dei sostenitori di un “paese fai da te”.

Si può fare: L’Italia è più forte di chi la vuole debole!




lunedì 4 giugno 2018

L’Informatore lucchese: HELP the Ocean

L’Informatore lucchese: HELP the Ocean: Una pregevole iniziativa della nostra concittadina  Maria Cristina Finucci, consorte di un altro lucchese che si è fatto onore in Italia e...

HELP the Ocean

Una pregevole iniziativa della nostra concittadina Maria Cristina Finucci, consorte di un altro lucchese che si è fatto onore in Italia e all'estero, Pietro Sebastiani, Ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede 


 HELP the Ocean


L’installazione, posta sui resti della Basilica Giulia nel Foro Romano, durante tutta lestate rivolgerà a milioni di turisti e romani un grido d’allarme sullo stato degli Oceani  ma anche dei fiumi, dei mari, e più in generale dell’intero nostro pianeta. 

Lopera fa parte del ciclo, iniziato dall artista nel 2013 con la fondazione di un nuovo Stato Federale, il Garbage Patch State, il secondo Stato più vasto al mondo con i suoi 16 milioni di kmq, che comprende le cinque principali isole di plastica presenti negli oceani.
Con la creazione del Garbage Patch State, usando il linguaggio trasversale e universale dellarte Maria Cristina Finucci ha dato per prima nel 2013 unimmagine concreta al disastro ambientale causato dalla plastica e dalla microplastica disperse negli oceani e che, ridotte a dimensioni infinitesimali sono di fatto invisibili e quindi fenomeno difficile da comunicare.
Tra le monumentali installazioni realizzate da allora in tutto il mondo si segnalano:
Parigi 2013, Creazione del Garbage Patch State all UNESCO; Madrid 2014 ,The Garbage Patch state at ARCO,Venezia 2013 Il padiglione del Garbage Patch State a Cà Foscari in occasione della Biennale Arte; New York 2014, La Missione del Garbage Patch State alle Nazioni Unite; Roma 2014, Museo MAXXI la prima Ambasciata del Garbage Patch State; Milano 2015, Fondazione Bracco il Vortice per EXPO 2015 in the city; Venezia 2015, Bluemedsaurus alla Bluemed Conference; Parigi 2015, Climatesaurus alla conferenza sul clima COP 21; Isola di Mozia (TP) 2016-2017, Help letà della plastica.

sabato 24 giugno 2017

Seguiamo la dichiarazione di voto di Donatella Buonriposi: Tambellini Sindaco

Elettori e sostenitori della Candidatura di Donatella Buonriposi,
Candidati delle Liste Lei Lucca e Rinascimento sia, 
domenica si eleggerà il nuovo Sindaco di Lucca 
scegliendo fra Santini e Tambellini.

Donatella Buonriposi, ha pubblicamente annunciato 
che voterà 
Alessandro Tambellini.

Lo stesso hanno annunciato la Lista di Vittorio Sgarbi e le componenti nelle nostre Liste, 
UDC, Democrazia Solidale, Socialisti Riformisti. 

Tutti insieme facciamo contare di più la nostra visione sulla città, 
come sancito nel Programma delle nostre Liste 
Lei Lucca e Rinascimento sia, che hanno sostenuto 
Donatella Buonriposi.

Domenica andiamo a votare:

Votiamo compatti quale Sindaco di Lucca.

ALESSANDRO TAMBELLINI  




venerdì 9 giugno 2017

Manifesto per il Turismo a Lucca, con Vittorio Sgarbi e Donatella Buonriposi

La Lista di Vittorio Sgarbi “Rinascimento sia” che sostiene Donatella Buonriposi, per Sindaco presenta il suo Manifesto per il Turismo a Lucca 2017-2022 con 10 punti.

1.      Tutte le competenze della promozione e informazione, culturale, economica e turistica del Comune di Lucca, dovranno passare all’Opera delle Mura il cui Statuto sarà adeguato ai nuovi compiti.
2.      All’Opera delle Mura passeranno i dipendenti Comunali e di Itinera previa valutazione delle competenze. Il Dirigente sarà persona nuova e diversa e con competenze professionali specifiche. Itinera sarà messa in liquidazione.
3.      All’Opera delle Mura saranno trasferite il 70% delle entrate della Imposta di Soggiorno, per la gestione dell’informazione e comunicazione della città.
4.      L’attività dell’Opera delle Mura in questo specifico settore sarà orientata alla diffusione di informazioni culturali, turistiche, di eventi di ogni settore a sostegno dell’immagine di Lucca nel Mondo, soprattutto con le nuove tecnologie informatiche sul web e con news letter, anche in collaborazione con le organizzazioni di categoria, le professioni, le associazioni culturali. Programmi specifici di promozione in Italia e all’estero saranno concordati con le strutture regionali del settore.
5.      L’Imposta di Soggiorno verrà abolita per il terzo pernottamento nelle ns. strutture turistiche e del 50% sul secondo pernottamento. Rimarrà piena solo sulla prima notte.
6.      La Tassa sui Bus Turistici, sarà abolita per tutti i gruppi che soggiorneranno nelle strutture turistiche del Comune, ridotta del 50% per quelli che si avvarranno di Guide del ns territorio o utilizzeranno servizi delle ristorazione nell’ambito del comune.
7.      Le competenza amministrative sul turismo rimarranno agli uffici comunali preposti e sarà potenziato un servizio ispettivo per il contrasto dell’abusivismo, comunque mascherato.
8.      Il Comune in accordo con le categorie del settore, provvederà a redigere una  identificazione delle strutture turistiche commerciali divise secondo quanto indicato dalla legge regionale, per avere uno strumento aggiornato della situazione e di controllo sul rispetto delle norme di legge, anche individuando un sistema di valorizzazione delle varie situazioni presenti.
9.      Il Comune ricercherà convenzioni con Istituti Bancari cittadini e/o enti regionali, per offrire possibilità di ristrutturazioni e adeguamenti a tassi agevolati delle strutture turistiche, al fine di migliora l’accoglienza turistica a Lucca.
10.  Il Comune cesserà ogni attività economica diretta concorrenziale con servizi privati esistenti e ricercherà con essi forme di compartecipazione per istituirne di nuovi o di migliorare quelli esistenti..

L’Opera delle Mura, non ha costi di funzionamento degli organi, dovrà diventare una nuova agenzia, per la comunicazione e l’informazione turistico-culturale.
Proporremo Vittorio Sgarbi come Presidente Onorario dell’Opera delle Mura.

                                  Francesco Colucci, presentatore  della Lista Rinascimento sia.





martedì 23 maggio 2017

Salvini e Santini due anime in un nocciolo

“Punire chi fa l’elemosina” questa è la proposta choc di Santini ad un recente dibattito. Che l’accattonaggio molesto debba essere contenuto soprattutto nei pressi dei parcheggi a pagamento è anche la posizione della nostra Lista “Buonriposi-Rinascimento sia” che si rifà al bello di Vittorio Sgarbi. Farlo perseguendo chi dona volontariamente una elemosina fa il paio con la proposta di Salvini delle ruspe per i campi nomadi. L’accattonaggio molesto si deve contenere con una maggiore e migliore vigilanza e controllo dei Vigili Urbani e delle forze dell’ordine. Ormai  Santini è sempre più vicino a Salvini e al suo estremismo. Punire gli atti di misericordia è atroce come risolvere con la ruspa il problema dei campi Rom. Per questi ultimi va preso atto che una parte di essi è ormai residente da molti anni a Lucca e che quindi l’integrazione è ormai l’unica strada per smantellare tali campi, sistemando man mano le famiglie in strutture fisse, pretendendo l’obbligo scolastico per i figli e il rispetto delle regole e delle leggi per tutti. Per i veri Nomadi, quelli che sono in transito e poi ripartono si devono applicare le disposizioni di legge che valgono per i turisti in arrivo a Lucca e che, sia che soggiornino in un campeggio o in un Hotel a 4 stelle, debbono consegnare all’arrivo un documento di identità che deve essere trasmesso alla Questura. Ugualmente deve essere fatto per i Rom in arrivo, attraverso un controllo scrupoloso e giornaliero dei nuovi arrivi, in maniera che la Questura possa valutare, come fa per i turisti, l’identità di chi soggiorna per qualche giorno da noi ai fini della sicurezza. Prevenire, educare,  aumentare il controllo del territorio, applicare fermamente le leggi, che invero ci sono, anche da parte della Magistratura, sono gli strumenti idonei per migliorare la sicurezza del cittadino: predicare l’odio, la discriminazione, il razzismo è odioso, oltre che pericoloso per risolvere il problema della sicurezza.